Yogurt d'autunno

Per un intervallo goloso:

- yogurt greco intero
- due spicchi di mela fuji
- un cucchiaino raso di cannella
- sciroppo d'acero

Sai mantenere un segreto?




Sai mantenere un segreto? Sto organizzando un’evasione dal carcere. Mi serve diciamo un complice. Prima dobbiamo andarcene da questo bar. Poi dall’albergo. Dalla città. E infine dal paese. Ci stai o non ci stai?

I benefici del tè verde

Perchè dovresti bere più tè verde spiegato in una infografica:


Il tè verde :
- è un eccellente fonte di antiossidanti che prevengono la produzione dei radicali liberi responsabili dell'invecchiamento
- contiene catechine con qualità termogeniche che aiutano a bruciare calorie e innalzare il metabolismo
- ha un buon numero di EGCG, le catechine che sembra proteggano dallo sviluppo del cancro
- riduce lo stress e aiuta la concentrazione
- riduce la pressione sanguigna e il livello di colesterolo nel sangue
- protegge i polmoni
- protegge il fegato dai danni dell'alcool
- previene le carie e cura l'alitosi
- reidrata meglio dell'acqua
- aiuta il sistema immunitario contro le malattie
- aiuta a mantenere il calcio nelle ossa

Fonte Jill Samter

Matcha | Thirsty For

Come preparare  una tazza di verdissimo te, il te matcha! Il segreto è nel chawan e se lo usi bene il risultato è il te verde con le bollicine.
Da uno dei canali più ispirati di YouTube --> Thirsthy For
Kampai! 

Autunno, la zuppa di Miso

foto @nevesottile 

Versione autunnale e personale di un classico della cucina giapponese, la zuppa di Miso, rivista e potenziata dall'aggiunta di peperoncino per un sapore più intenso ed un effetto tonificante per queste sere di pioggia.
- Tempo di preparazione 15 minuti -

Ingredienti per 4 persone:
1 litro d'acqua
Una bustina di "dashi"
Alghe "wakame"
Una decina di funghi tipo champignon
Due cucchiai di Miso rosso (Aka miso)
Peperoncino a scaglie

Preparazione:
Sciogli nell'acqua che hai messo su fuoco vivace una busta di dashi (dado composto da una miscela di tonno secco, detto katsuoboshi e alghe kombu).
Aggiungi subito dopo i funghi affettati e un po' di alghe wakame spezzettate. Ti consiglio di non esagerare con le alghe perchè essendo secche poi si reidratano nell'acqua fino a tornare alla loro forma originaria ;)
Lascia cuocere fino a bollore. Solo allora abbassa il fuoco al minimo e aggiungi i due cucchiai di miso . Lascia ancora sobollire per altri 2, 3 minuti, giusto il tempo che la  pasta di miso si sciolga.
Spegni e aggiungi a piacimento il peperoncino a scaglie. PRONTA.


--> Tutti gli ingredienti necessari per la preparazione della zuppa (miso, alghe wakame, dashi, ) si comprano nei negozi di alimenti etnici, o anche in alcuni biologici.
A Roma per esempio Korean Market, i negozi intorno a piazza Vittorio, Castroni.

Per favore non chiamatela Festa de L'Unità



Mi dicono che da quest'anno la festa democratica è tornata a chiamarsi Festa de L'Unità.
Ma io non ci sto.

Sta cosa, il partito democratico, creatura geneticamente modificata nata dalle ceneri del PCI-PDS-DS-PD, che parla come Alberto Sordi nell'americano a Roma, ma che non ha nè testa nè cuore cerca incessantemente di riempire il vuoto d'idee e programmi con operazioni di comunicazione e marketing.

Se il  contenuto non è il massimo allora si punta alla confezione. Si tratta in fondo di distrarre, ammaliare, vendere ormai quello che è un brand.  E la Festa de L'Unità è proprio un bel brand.

Ora me distruggono anche l'ultima cosa che m'era rimasta. La Festa de L'Unità.
Lo confesso, sono una nostalgica. Sono affezionata alle feste dell'Unità e a quello che hanno rappresentato, almeno per me.  Sarà perchè a Roma fino alla fine degli anni ottanta se ne facevano tante e a me piacevano tutte. Si cominciava a giugno e si finiva con le piogge di settembre. Le vacanze scolastiche coincidevano con le Feste de L'Unità.

Ogni quartiere ne organizzava una o anche più. Mi ricordo che al Trullo, dove sono nata e cresciuta, se ne facevano tre: la prima proprio al Trullo, la seconda a Montecucco ed infine l'ultima nella zona chiamata Affogalasino.
Chiaramente la pole position era riservata alla sezione che portava più voti al PCI e quindi non c'era mai storia, la prima festa, quella più affollata e fortunata era del Trullo.

Alle feste c'era sempre tanta gente, famiglie intere a passeggiare, a mangiare, ad animare lo spazio dibattiti (e sì esisteva pure quello)  a sentire la musica, a curiosare tra i sigari cubani e le matriosche sovietiche, mentre i bambini si divertivano con i cartocci della pesca.  Insomma, le feste erano l'Estate Romana prima dell'invenzione dell' Estate Romana.

Quando Roma d'agosto si svuotava ti potevi consolare con il pane casareccio e la salsiccia, due penne all'arrabbiata, mentre il massimo della vita era scivolare sul brecciolino e andare a bruciarsi le centolire al gioco dei tappi.
C'era un'atmosfera bella, fatta di entusiasmo e di tanto lavoro, tutto volontario. Mi ricordo papà e mamma impegnati nella vita di quartiere, quando l'impegno era una parola che non faceva paura.

Ero piccola, ma chi se lo dimentica papà le sere d'inverno alla sezione di via Vigna Consorti, coinvolto in interminabili riunioni tutto fumo, poster e giovani della Fgci, che a me allora, sembravano dei fighi da paura.

Poi qualcosa da metà degli anni ottanta è cambiato, a partire dalle piccole cose, come le feste de L'Unità.

Mentre Viale Ventimiglia si riempiva di macchine che parcheggiavano e ripartivano lasciando a terra tappeti di siringhe usate,  la mamma continuava a fare la volontaria al ristorante della festa Nazionale de L'Unità.  Eravamo nel 1984, e non solo per noi ma per Roma intera, o almeno per quella che aveva la tessera del Pci in tasca,  fu un grande evento. Eh sì, per la prima volta, una festa Nazionale lasciava l'Emilia Romagna e scendeva in città.

Ma ricordo anche che papà (abbastanza disilluso dal partito già prima della caduta del muro) si incazzò come una biscia quando venne a sapere che mamma, dopo ore in cucina a lavorare e a sudare per la causa comune, si prese una pausa e un piatto di fusilli, che però i compagni le fecero pagare. Papà s'incazzò parecchio e c'aveva ragione aggiungo io.

Quindi quando con una botta di culo spaventosa,  e mai più ricapitata, vincemmo alla lotteria di un'altra festa di un'altra estate una macchina SEAT, (me lo ricordo come ieri papà che trascina mia sorella e me sul palco e anzichè il pugno alza il biglietto in segno di vittoria),  papà si sentì di restituire il favore, perchè alla specifica richiesta (che secondo loro non doveva nemmeno esser formulata) di lasciare la macchina al partito, non solo non se li filò di striscio ma gli rispose con una pernacchia che riecheggia ancora per tutta Roma. Credo non si siano più ripresi dalla delusione.

Insomma che le feste dell'Unità, il partito, lo scenario politico italiano, il mio quartiere stessero cambiando io l'ho capito da queste piccole cose.

Le feste sono diventate sempre meno, così come le sezioni, così come i volontari, così come i voti.
Quindi pensandoci bene è giusto che la festa de l'Unità non si chiami più così. Quella era la festa del Pci e il Pci non esiste più.

Che cosa ci sia ora non l'ho ancora capito e cosa ben più grave non l'hanno capito neanche loro.

Quell'accozzaglia di bancarelle, la festa paesana dove vendono saponette, pentole, sigarette, ti leggono le carte, dove c'è il ristorante palestinese ma anche l'israeliano, dove per trovare i dibattiti serve una caccia al tesoro, dove un primo costa nove euro, chiamatela come ve pare, ma per favore, non Festa de l'Unità.

Kokeshi, come nasce una bambola Naruto

Le bambole kokeshi,  tipiche del nord est del paese, soprattutto della regione del Tohoku, sono bambole scolpite in legno. Hanno corpo cilindrico senza braccia e testa tonda, sono decorate a mano e riflettono lo stile di un paese e o dell'artigiano che le ha scolpite.  Vengono  firmate una ad una alla base. 

Le bambole kokeshi di tipo tradizionale vengono di norma raggruppate a seconda delle zona di provenienza  in undici tipi e stili: Tsuchiyu, Togatta, Yajiro, Naruko, Sakunami, Yamagata, Kijiyama, Nanbu, Tsugaru, Zao-takayu, e Hijioro.

In Giappone ci sono più di cento imprese riconosciute e specializzate nella produzione di bambole kokeshi, 18 sono i Maestri artigiani riconosciuti dal governo giapponese che ogni anno in occasione di particolari manifestazioni premia le creazioni più riuscite. 

La creazione di una bambola stile Naruto, del maestro artigiano Yasuo Okazaki 




Riso Basmati curcuma & feta


Ingredienti per 4 persone:

- riso basmati 300 grammi
- un peperone 
- una cipolla
- feta tagliata a quadretti 50 grammi
- olio extra vergine
- curcuma
- pepe nero fresco
- origano

Preparazione:
In una padella con olio fate andare una cipolla tagliata finemente, il peperone e fate cuocere finchè non appassiscono entrambi. Aggiungete un cucchiaio di curcuma e mescolate.  Dopo qualche minuto versate nella padella il riso basmati che avrete fatto cuocere precedentemente a parte. Aggiungete la feta, il pepe nero macinato fresco e dopo saltato per qualche minuto il tutto, terminate con  una spolverata di origano.  Pronto.

Il wordcloud di neve*sottile



di Tagxedo


Grecia continentale del nord, appunti

Le Meteore, Tessaglia, Grecia 
Tre piccoli viaggi nella Grecia Continentale del nord, quella che si raggiunge più facilmente dall'aeroporto di Salonicco. Quella che alle spalle ha il mondo slavo e ad est la Turchia. 
Alcune impressioni. 


  •  Nel nord della Grecia, la prima cosa che ti chiedi è se non ci siano i mondiali di calcio. Le bandiere azzurre sventolano su molte finestre e balconi. 
  •  Ci sono chilometri e chilometri di costa, ma i posti di mare più belli  sono nella penisola Calcidica e nel Pilios.
  • Questo è solo incidentalmente un paese di mare, perchè la montagna è ovunque e regala panorami unici e selvaggi. Come nella zona semi sconosciuta di Zagori o in quella del Pilios dove le case tradizionali sono cubi grigi sormontati da sfoglie di pietra nera.
  • L'Albania, la Bulgaria, la Macedonia e la Turchia sono dietro l'angolo, e tanti dei turisti  qui parlano una lingua slava.
  • Da queste parti si parla e si scrive il greco moderno perciò più dei ricordi del Ginnasio può tornarti utile il tedesco.  
  • Le autostrade non si pagano alla fine, ma ogni tanto e in ordine sparso.  Se hai affittato una macchina e vuoi ascoltarti la radio preparati a tanta, ma tanta musica tradizionale, un mix di musica balcanica e orientale. 

  •  In tutti i paesi c'è una piazza, con una chiesa bizantina, un platano centenario al centro e i tavolini di una taverna  piazzati sotto.  Non ti sbagli se vai a sederti.  
  • Nelle chiese è vietatissimo fotografare, ma si possono accendere candele che poi qualcuno, con uno strano rituale,  spegne in continuazione.
  •  Le chiese bizantine sono a croce greca che non capisci qual è il principio e la fine, ne' dove si trovi l'altare, sono buie, con le pareti completamente affrescate,  con ricchi lampadari lavorati a sbalzo,  con icone incorniciate e baciate in continuazione dai fedeli, lucenti d'oro e odorose di incenso.  Ogni tanto ne trovi qualcuna con il pavimento cosparso di fogliame.  Non provare a fare foto, che c'è sempre il/la sorvegliante, che tu non vedi, ma lui sì.
  •  All'ingresso delle chiese trovi sempre due bandiere. La bandiera nazionale e quella gialla della chiesa ortodossa di rito bizantino.
  •  Alle donne (tranne che al sul mt Athos)  è permesso entrare nei monasteri solo se in gonna. Se  indossano pantaloni le forme andranno coperte con un pareo. E questo vale anche nei monasteri femminili.
  • A parte i luoghi di culto, i monumenti e le principali attrazioni turistiche costano poco ma chiudono anche presto. 

  • Contrariamente a quel che credevo,  il pane è una specie di filone con molta mollica e dal colore più o meno giallo.
  • E' vero, la feta è onnipresente. Ma ho scoperto anche il Metsovoneun formaggio vaccino dell'Epiro, che ho mangiato fritto. 
  • Uno dei piaceri quando si è in Grecia è sedersi all'aperto per consumare anche solo un caffè. Niente consumazione in piedi.  
  • La bevanda più amata dai greci è il frappè, direi la bevanda nazionale dopo l'ouzo, che si beve allungato con acqua e ghiaccio. Ma si beve anche lo Tsipouro, la Metaxa, fiumi di retsina, e si fuma ahimè ancora parecchio. 
  • Quando sei a un tavolo di una taverna non puoi non notare che i colori moda tra le donne greche sono il biondo giallo oro, anzi ovo,  e il rosso Milva. Ma Le bionde stravincono alla grande. Alla chioma si accompagnano quasi sempre due occhi neri o nocciola vestiti di parecchio kajal. 


Scatti rubati, donne arabe

 Inseguo sguardi e immagino pensieri, mi perdo in rughe e sorrisi.  E se posso, fotografo.

Rosso veloce al Cairo

Arabic fashion a Um Qais, Giordania

Nel souk della vecchia Gerusalemme

Un paesaggio appena velato da una neve sottile...

Japanese Snow Monkey Drinking Hot Tea by Patrick-McQuade


- Un paesaggio appena velato da una neve sottile è davvero stupendo. E' anche bello, in una sera in cui intorno alla casa sia steso ovunque un folto manto di neve, raccogliersi vicino al braciere presso la terrazza con alcune amiche molto affiatate, e rimanere a discorrere a lungo su vari argomenti. Si è fatto ormai buio, ma invece di accendere le lampade rimestiamo i carboni del braciere al riverbero luminoso e bianchissimo della neve, e ci raccontiamo a vicenda storie tristi e divertenti. 

Sei Shonagon - Makura no soshi 

Ippon Matsu Beer


Rikuzentakata nel Giappone nordorientale c'era una foresta di pini famosa in tutto il paese. Dopo il terremoto di marzo 2011 la pineta è stata spazzata via quasi completamente. Un solo pino ha resistito alla furia delle onde. E' da qui che si è deciso di ripartire, crendo il progetto IPPON-MATSU BEER, la birra del pino solitario.
Il pino come simbolo di resistenza e ricostruzione dopo il terremoto e lo tsunami di marzo 2011.
Il  progetto grafico è di Kota Kobayashi e i proventi della birra IPPON-MATSU andranno tutti per la speranza di un dopo terremoto migliore.







KimonoReincarnate

Il negozio di Melanie, australiana che ama il Giappone. Fa oggetti ispirati al mondo orientale e li realizza a mano.
Come queste spille dalla forma di teiere in bambu decorate con stoffa di vecchi kimono.


O come questi orecchini dalla forma di piccole volpi origami.   Melanie spedisce da Melbourne.

                                    

Magdalinen



Collane di filo di lino, perline, delicati fiori  in stoffa questo è il mondo degli accessori di Magdalinen.
Lavorazioni crochet eteree dalle spiagge della Lettonia. Su Etsy.


Sapori del Giappone, un invito al viaggio. Concorso

Vi segnalo un concorso organizzato dall'ente del turismo giapponese.  Chi dall' 8 al 28 febbraio risponde ad un semplice questionario sul cibo e i sapori del Giappone partecipa all'estrazione di vari premi, tra cui un volo andata e ritorno da Milano/Roma per Tokyo in classe economica.  Tutti i dettagli qui



Sei Shonagon, Caratteristiche piacevoli delle varie stagioni

[...] D'inverno, il primo mattino: bellissimo, inutile dirlo, quando cade la neve. Bello è anche il candore della brina; oppure, oltre a questo, riattizzare il fuoco rapidamente, quando il freddo è più intenso e attraversare le sale portando il carbone. E' anche piacevole verso mezzogiorno, quando l'ambiente si è intiepidito, vedere il fuoco del braciere, non più alimentato, ridursi a bianca cenere.

foto di neve* sottile

Se fuori non si può giocare

Se le radiazioni fanno male proviamo a diventare libellula e volare.  "Abita" i suoi sogni di carta e colori è il miglior film di animazione all' Uranium Film Festival di Rio de Janeiro edizione 2013.

                                               Di Shoko Hara e Paul Brenner.



Con un pizzico di Giappone è santa colazione!

Caffè nero bollente,  biscotti alla cannella, crostino di pane burro e mirtilli,  hiyoko (il dolce a forma di pulcino ripieno di un impasto di fagioli rossi ) e kit kat al te' verde.  Così, per iniziare la giornata come si deve.

Foto di neve*sottile

D'inverno i rami

D'inverno i rami si coprono d'oro.  
E' iniziato un nuovo anno. Speriamo sia un anno nuovo.

Foto di neve*sottile

Introduzione al tè verde giapponese

Quanti tipi di tè esistono? Troppi ad un primo sguardo. In realtà anche ad un secondo.


foto di neve*sottile
Cominciamo col dire che la bevanda del tè,  si ricava tutta da un'unica pianta - la camellia sinensis
Ciò che distingue il tipo di tè è il metodo di coltivazione, di raccolta e lavorazione e soprattutto una cosa, l'ossidazione delle foglie. Un tè ossidato è nero, non ossidato o parzialmente ossidato è di un altro colore.
Il mondo si divide in chi beve tè nero (a colazione, a merenda, quando sta male) e lo aggiusta con latte, zucchero, miele, spezie e limone e il resto del mondo che beve  tè di altri colori, in genere, verde, e non ci aggiunge niente. 
Per intenderci gli english breakfast, gli assam, i darjeeling,  i ceylon sono tutti tè neri o miscele di tè neri, dal sapore intenso e forte, ottenuti dalle foglie del tè raccolte e lasciate ossidare in vario modo e più o meno completamente.  Tutti gli altri tè sono verdi, blu-verdi, bianchi, gialli, o anche rossi. 

Fatta questa prima distinzione, quanti tipi di tè verde ci sono? Provo a classificare in maniera grossolana i tè verdi giapponesi,  tralasciando gli altri, i cinesi ad esempio e aiutandomi con un'introduzione presa in una famosa "torrefazione" del quartiere Yanaka di Tokyo, dove mi sono rifornita di Sencha e Genmaicha lo scorso mese.

Queste le principali varietà di tè coltivate in Giappone e come gustarle al meglio.  Mi raccomando di rispettare i tempi di infusione e le temperature per evitare una "ciofeca" amara :)

煎茶 Sencha - il più coltivato e popolare tè verde. Rappresenta la stragrande maggioranza della produzione giapponese. E' il più bevuto e in genere il primo approccio al mondo dei tè verdi.  Ne esistono infinite varietà e qualità. Coltivazione in pieno sole. Sapore molto bilanciato. Uno o due cucchiaini a persona, 80-90° 1 minuto di infusione.
茎茶 Kukicha - tè ricavato dagli steli anzichè dalle foglie. Sapore molto verde. Acqua 80-90°, 1 minuto di infusione
玉露  Gyokuro -tè ottenuto da un procedimento speciale per enfatizzare gusto e aroma particolarmente dolci.  Detto anche te d'ombra perchè prima della raccolta si usa coprirlo per evitare che i raggi del sole colpiscano le piante e per fare in modo che aumenti la produzione di clorofilla. Elevato contenuto di caffeina. Tra i tè più pregiati e cari.  Acqua 50-60° infusione 2 minuti.
 焙じ茶 Hojicha - Sapore tostato, dal leggero aroma di caramello. Coltivazione in pieno sole.  Tè povero di tannini e caffeina, e perciò adatto ad anziani e bambini.  Indicato per pasteggiare perchè sembra aiuti la digestione.  Acqua 100°, 15 secondi di infusione.
玄米茶 Genmaicha - Miscela di foglie di tè sencha a riso integrale tostato. Il tè dei poveri. Sapore intenso ed aromatico. Tra i tè verdi il mio preferito. Acqua 100°, infusione 15 secondi.
Oolongcha - Tè cinese semi ossidato. In Giappone si beve preferibilmente freddo. Molto popolare d'estate. Nella pronuncia giapponese è Uroncha :)
Sanpincha - tè verde al gelsomino,  il tè di Okinawa e delle isole Ryukyu. Si ottiene da una miscela di sencha e fiori di gelsomino.
抹茶 Matcha  il re dei tè giapponesi, il più antico, il tradizionale utilizzato nella cerimonia del tè, il più difficile da preparare e gustare.  Tè d'ombra con un colore verde brillante.  Dopo il raccolto le foglie vengono essicate e macinate.  Si presenta in polvere finissima e ha un sapore deciso e consistenza densa.  Si sposa bene con i dolci tipici giapponesi e oggi nella preparazione di bevande e desserts. Molto caro.



Discorso sulla servitù volontaria

L'uomo di corte è senza dubbio l'essere più singolare di cui la specie umana disponga.
E anche tra i più diffusi. Lettura sferzante.

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