Kalapà, le patate solo qua




Pigneto esterno notte. La movida si concentra qui tra le strade malmesse di questa prima periferia romana tra i fumi e gli odori, con gente colorata che affolla i locali di tendenza. 

Kalapa è un  successo nato da un'idea semplice ed efficace. Fast food greco. Pita con souvlaki, yoghurt con miele e frutta secca, spiedini di formaggio alla griglia, e poi le patate kumpir, ossia le patate ripiene. La scoperta dell'acqua calda. 

Un locale piccolo, ma sempre strapieno, una vetrinetta con le bibite, un menu dal quale scegliere mentre si fa la fila alla cassa e il tuo nome da dare. Appena la patata è pronta ti chiamano. Pochi minuti. Se nel frattempo sei fortunato ti arrampichi su uno sgabello, se no mangi fuori sul marciapiede come fanno tutti. Poco importa se inverno o estate. 

Economico come un pezzo di pizza ma più divertente.


sito Kalapa 

Lettere dalla Kirghisia due anni dopo

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Il tempo, diceva una canzone di Battiato, non torna più. 
C'è un paese dove l'hanno capito molto bene, e per questo gli uomini sono al centro di tutto e non perdono tempo a lavorare. Ed è un bel paese questo paese con le sue regole strampalate. Non ho ben capito dove si trova, purtroppo, 'sto paese.  L'ho cercata la Kirghisia ma su wiki non l'ho trovata.

Rashomon e altri racconti

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Rashomon è uno di quei racconti che assomigliano alla luce di un faro. La luce gira e non illumina mai la stessa scena. La verità non esiste, esistono solo punti di vista.  Una rivelazione e una sorpresa. Indimenticabile.

Un mondo che non esiste più: l'Asia di Tiziano

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Un mondo in bianco e nero, un mondo non esiste più.
Immagini, un collage di pensieri, paesi e storie che hanno attraversato la vita  Tiziano Terzani negli anni di collaborazione con lo Spiegel e che lo hanno portato, tra gli anni sessanta e gli ottanta, novello Marco Polo, sulle polverose strade dell'Asia.
Dal Vietnam alle Filippine, passando per la Cambogia, l'universo Cina e l'incomprensibile Giappone. E di ogni capitolo di questo viaggio, quando le parole non bastano o non servono ci sono le foto a rimanere attaccate alla pelle.
Il paziente lavoro di selezione del figlio Folco ripercorre e ricostruisce il sentiero professionale e umano del giornalista scomparso qualche anno fa.
Dopo anni di reportage, di bollettini di guerra, dopo una vita che dall' Olivetti lo aveva portato al delta del Mekong, dopo anni di rivoluzioni , di modernizzazioni forzate, di adesioni al modello occidentale tristemente raccontate (e il Giappone è uno dei paesi meno amati dalla famiglia Terzani), Tiziano è approdato sull'Himalaya dove chissà se ha trovato risposte alle sue domande.

Vogliono farti ammalare!

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Il libro, un atto d'accusa contro l'industria farmaceutica e i suoi agganci con la politica, in alcune parti francamente lascia perplessi. Sindrome da accerchiamento, paranoico, per alcuni versi molto americano, allarmistico e miracolistico,ha il grande pregio di indagare sul rapporto, non sempre trasparente, tra informazione o disinformazione che si fa sulla salute, le politiche delle case farmaceutiche e le scelte dei governi in materia di sanità. Interessante e a tratti inquietante.

Non per profitto

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Dove si teorizza che l'assunto delle tre i, internet, inglese e impresa, servono forse per competere ma non per crescere. Dove la cultura e la formazione umanistica riassumono la loro centralità, dove il pensiero critico, il dibattito e la democrazia tornano ad essere pivot di crescita umana, sociale ed anche economica. Saggio controcorrente.