Dagnino, oscar scortesia


Conosco Dagnino da una vita. La posizione strategica,  vicino la Feltrinelli e la stazione Termini, ne fa un punto di passaggio per romani e turisti. Arredamento anni 70 immutato che dona fascino al locale (che culo che va di moda il vintage).
Ogni tanto ci capito per un gelato o un cannolo, soprattutto nei fine settimana.
 E ogni volta me dico, ma perchè so' venuta?
 Dagnino, che si titola di pasticceria siciliana in Roma, si distingue per:

  •  l'arroganza e la scortesia dei proprietari (vecchia e  nuova generazione uguale, perennemente neri, sempre maleducati )
  •  l'arroganza, la scortesia e la svogliatezza dei dipendenti ( chi non si adegua va via) e infatti il turn over         è esagerato da Dagnino, chissa perchè.
  •  la malafede (deve fare prima lo scontrino, come nel peggiore bar della stazione Termini)
  •  i prezzi della gastronomia cari come al ristorante, un arancino più di 3 euro, un primo 9 euro!
  • i prezzi della pasticceria esagerati, una pasta 2 euro, un cannolo 2,60, per non parlare del resto
  •  i prezzi dei gelati 2.20 il cono piccolo,  e ci puoi mettere solo due gusti, dico due, che a Roma è semplicemente un affronto. E l'ultima volta il pistacchio e il cioccolato erano pure anonimi.


 Di ottime gelaterie e pasticcerie siciliane  Roma ormai è piena.  Dagnino addio.

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