Sakana sushi, non ci siamo

Alla ricerca di nuovi giapponesi e nella speranza di poter andare oltre i soliti che considero i migliori per qualità del pesce (Sushi ko, Doozo, Hasekura, lo stesso seppur industriale Hamasei) ho provato una sera d'autunno Sakana sushi perchè incuriosita dai commenti entusiasti di Trip Advisor. 
Ne sono uscita delusa. Certo siamo un filo sopra la media dei cinesi travestiti ma lontano da ciò che considero la sufficienza. 


Il menu è ricco di piatti, non solo sushi e sashimi ma anche tonkatsu, chirashi, yakitori, ramen, e questo è un plus per tutti coloro che non amano il pesce crudo, anche se ad onor del vero in Giappone la ristorazione (a meno che non si parli di izakaya) è specializzata. 
Ma non basta una discreta selezione di piatti o il sushi man giapponese a fare di un giapponese un giapponese di qualità.

  •  Il sushi che ho preso non mi ha convinto ne' per il taglio ne' per il gusto,
  •  le alghe nori dei maki avevano perso croccantezza, 
  •  la frittura dello yasai tempura era troppo pesante,
  •  i roll li ho trovati esageratamente grandi, ripieni di tutto tranne che di pesce e il pesce che c'è ha lo spessore della carta velina.
  • Il riso è troppo asciutto. 
  • Last but not least il te verde mi è stato servito in teiera da english breakfast, e per di più in bustina. Oltraggio. Per per chi parla di cultura giapponese questo non è proprio un dettaglio.

Salvo solo il servizio, che è stato attento e gentile.   


Sei Shonagon scriveva: particolari eleganti e preziosi

Plum Blossoms under snow at night (tsumoru yoru no ume), 1847-1852 via http://bit.ly/UqlkNp 

Sei Shonagon scriveva nel suo Makura no soshi di particolari eleganti e preziosi come:
"Indossare su una veste rossa un'ampia e giovanile sopravveste candida. Le uove di anatra. Un dolce di zucchero di vite conservato nel ghiaccio e presentato in una coppa di metallo. Un rosario di cristallo. I fiori di glicine. I fiori di prugno quando su di essi fiocchi la neve. Un bambino graziosissimo che mangi fragole". 

La questua


More about La questua

Un pamphlet lucido e chiaro sui meccanismi diabolici che si sono inventati i governi di vari colori per riempire le casse della Chiesa.  Lettura obbligatoria, approfondita e ben documentata che indaga sui veri costi che gravano sui cittadini di uno stato laico per sostenere il potere spirituale.  Una grande inchiesta sulla vera casta di questo paese. Se soffrite di fegato, lasciate perdere. Fa incazzare.




Splitscreen: a Love story






Girato con telefono Nokia, diretto da di JW Griffiths
da Vimeo

Doozo - All'ombra di una magnolia



Più di un ristorante, una libreria, una sala da tè, un centro culturale, Doozo è uno spazio multimediale a due passi dal Viminale. All'ombra di una grande magnolia il Giappone si vede, si ascolta, si tocca, si assapora.
Menu non esteso ma di qualità: sushi, sashimi, maki, uramaki, tempura, ramen, udon, insomma i fondamentali della cucina giapponese.  Menu essenziale ma il pesce e il riso di Doozo sono tra i migliori mai assaggiati in città. Servizio attento e premuroso, oltre che giapponese.  
Diversi tipi di tè verde da sorseggiare. Nella bella stagione si mangia fuori nel cortile, cosa rara al centro di Roma.
Doozo fascino e cucina autentica, prezzo di conseguenza. A pranzo teishouku, menu  a prezzo fisso, il pomeriggio sala da tè giapponese. Doozo 



Kalapà, le patate solo qua




Pigneto esterno notte. La movida si concentra qui tra le strade malmesse di questa prima periferia romana tra i fumi e gli odori, con gente colorata che affolla i locali di tendenza. 

Kalapa è un  successo nato da un'idea semplice ed efficace. Fast food greco. Pita con souvlaki, yoghurt con miele e frutta secca, spiedini di formaggio alla griglia, e poi le patate kumpir, ossia le patate ripiene. La scoperta dell'acqua calda. 

Un locale piccolo, ma sempre strapieno, una vetrinetta con le bibite, un menu dal quale scegliere mentre si fa la fila alla cassa e il tuo nome da dare. Appena la patata è pronta ti chiamano. Pochi minuti. Se nel frattempo sei fortunato ti arrampichi su uno sgabello, se no mangi fuori sul marciapiede come fanno tutti. Poco importa se inverno o estate. 

Economico come un pezzo di pizza ma più divertente.


sito Kalapa 

Lettere dalla Kirghisia due anni dopo

More about Lettere dalla Kirghisia due anni dopo


Il tempo, diceva una canzone di Battiato, non torna più. 
C'è un paese dove l'hanno capito molto bene, e per questo gli uomini sono al centro di tutto e non perdono tempo a lavorare. Ed è un bel paese questo paese con le sue regole strampalate. Non ho ben capito dove si trova, purtroppo, 'sto paese.  L'ho cercata la Kirghisia ma su wiki non l'ho trovata.

Rashomon e altri racconti

More about Rashōmon e altri racconti

Rashomon è uno di quei racconti che assomigliano alla luce di un faro. La luce gira e non illumina mai la stessa scena. La verità non esiste, esistono solo punti di vista.  Una rivelazione e una sorpresa. Indimenticabile.

Un mondo che non esiste più: l'Asia di Tiziano

More about Un mondo che non esiste più

Un mondo in bianco e nero, un mondo non esiste più.
Immagini, un collage di pensieri, paesi e storie che hanno attraversato la vita  Tiziano Terzani negli anni di collaborazione con lo Spiegel e che lo hanno portato, tra gli anni sessanta e gli ottanta, novello Marco Polo, sulle polverose strade dell'Asia.
Dal Vietnam alle Filippine, passando per la Cambogia, l'universo Cina e l'incomprensibile Giappone. E di ogni capitolo di questo viaggio, quando le parole non bastano o non servono ci sono le foto a rimanere attaccate alla pelle.
Il paziente lavoro di selezione del figlio Folco ripercorre e ricostruisce il sentiero professionale e umano del giornalista scomparso qualche anno fa.
Dopo anni di reportage, di bollettini di guerra, dopo una vita che dall' Olivetti lo aveva portato al delta del Mekong, dopo anni di rivoluzioni , di modernizzazioni forzate, di adesioni al modello occidentale tristemente raccontate (e il Giappone è uno dei paesi meno amati dalla famiglia Terzani), Tiziano è approdato sull'Himalaya dove chissà se ha trovato risposte alle sue domande.

Vogliono farti ammalare!

More about Vogliono farti ammalare!

Il libro, un atto d'accusa contro l'industria farmaceutica e i suoi agganci con la politica, in alcune parti francamente lascia perplessi. Sindrome da accerchiamento, paranoico, per alcuni versi molto americano, allarmistico e miracolistico,ha il grande pregio di indagare sul rapporto, non sempre trasparente, tra informazione o disinformazione che si fa sulla salute, le politiche delle case farmaceutiche e le scelte dei governi in materia di sanità. Interessante e a tratti inquietante.

Non per profitto

More about Non per profitto

Dove si teorizza che l'assunto delle tre i, internet, inglese e impresa, servono forse per competere ma non per crescere. Dove la cultura e la formazione umanistica riassumono la loro centralità, dove il pensiero critico, il dibattito e la democrazia tornano ad essere pivot di crescita umana, sociale ed anche economica. Saggio controcorrente.

Eriko Horiki, la carta washi diventa arte


A Tanizaki le opere di Eriko Horiki, vere architetture di carta washi e luce, sarebbero piaciute parecchio.

"Stiamo forse riscoprendo la carta, la sua delicatezza, il suo calore (...) Se la carta occidentale sembra respingere la luce , quella giapponese, la beve lentamente, e la sua morbida superficie è simile al manto della prima neve. E' una carta cedevole al tatto , e che si lascia piegare senza rumore.
 E' placida, delicata, leggermente umida. Somiglia alle foglie degli alberi" .

da Libro D'ombra


Ancora una volta l'artigianato tradizionale giapponese reinventa se stesso e rivela la sua stupefacente  modernità

Dagnino, oscar scortesia


Conosco Dagnino da una vita. La posizione strategica,  vicino la Feltrinelli e la stazione Termini, ne fa un punto di passaggio per romani e turisti. Arredamento anni 70 immutato che dona fascino al locale (che culo che vada di moda il vintage).
Ogni tanto ci capito per un gelato o un cannolo, soprattutto nei fine settimana.
 E ogni volta me dico, ma perchè so' venuta?
 Dagnino, che si titola di pasticceria siciliana in Roma, si distingue per:


  •  l'arroganza e la scortesia dei proprietari (vecchia e  nuova generazione uguale, perennemente neri, sempre maleducati )
  •  l'arroganza, la scortesia e la svogliatezza dei dipendenti ( chi non si adegua va via) e infatti il turn over         è esagerato da Dagnino, chissa perchè.
  •  la malafede (deve fare prima lo scontrino, come nel peggiore bar della stazione Termini)
  •  i prezzi della gastronomia cari come al ristorante, un arancino più di 3 euro, un primo 9 euro!
  • i prezzi della pasticceria esagerati, una pasta 2 euro, un cannolo 2,60, per non parlare del resto
  •  i prezzi dei gelati 2.20 il cono piccolo,  e ci puoi mettere solo due gusti, dico due, che a Roma è semplicemente un affronto. E l'ultima volta il pistacchio e il cioccolato erano pure anonimi.


 Di ottime gelaterie e pasticcerie siciliane  Roma ormai è piena.  Dagnino addio.

Il mercatino di maggio

Sotto il gazebo ho potuto appendere i maneki che il vento ha fatto allegramente sventolare





Mercatino giapponese.  Black Out 27 maggio 2012 Roma

Mercatino Giapponese, 5 anniversario

Domani anch'io al Mercatino giapponese.
Puoi aspettarti diversi libri sul Giappone, del  te',  un daruma gigante e molti tenugui !



Il mio banco al mercatino di nov 11