::::: Verso sud ::::

Pray for Japan!

Tokyo, riportano i giornali italiani, si svuota, e le immagini che guardo nella rete sembrano tratte da un film di fantascienza.
Evacuazione lenta, ordinata, composta, dignitosa. Tokyo si sposta a sud. Se fosse vero, sarebbe la prima volta che in questo paese si inverte il senso di marcia geografico. 

La storia del Giappone ha camminato sempre verso nord,  una lunga marcia cominciata dal Kyushu e terminata in Hokkaido, che a tappe ha stabilito le sue capitali prima a Nara, poi a Kyoto, a Kamakura, ed infine a Tokyo.
Ragioni politiche certo, ma anche un nomadismo che i giapponesi si portano dietro da chissà quanto e che li fa ancora abitare in case foderate di carta e legno.

I giapponesi hanno assorbito così profondamente il senso della precarietà della vita da accettare con apparente rassegnazione ogni tipo di cambiamento e sconvolgimento. Apparente, però, perchè questi uomini che a noi sembrano marziani, vivono dei nostri stessi sentimenti, anche se ne hanno pudore. L'armonia e il benessere generali sono troppo importanti e il controllo delle emozioni personali è fondamentale affinchè la società giapponese si mantenga in equilibrio.

Una terra capricciosa e spesso crudele ha allevato i giapponesi  al pragmatismo, alla caparbietà, alla disciplina, all'altruismo, e ad un senso di responsabilità fuori del comune. Ma ne ha arricchito lo spirito di  una sensibilità estrema per la natura,  dell'amore per i particolari,  per le stagioni,  ha donato loro un senso estetico unico che li accomuna e li distingue da chiunque altro.

Forse in queste ore in Giappne ci si sposta verso sud. Forse, magari solo quelli che possono, o quelli che devono, perchè evacuati dalla zona della centrale nucleare, gli stranieri che cercano di tornare a casa, le ambasciate che spostano le sedi.
Persino gli aerei migrano, le compagnie cancellano i voli o li dirottano su altri scali..
L'emergenza spinge le persone a Nagoya, a Osaka.  Si tratta, a sentire le autorità, di  misure precauzionali, emergenza nucleare, ma ancora non è chiaro quanto alto sia il pericolo.

E un senso di smarrimento ti prende a sentirle quelle parole pronunciate dai funzionari in tuta blu quando dicono  " Oltre l'area rossa della centrale di Fukushima, il pericolo di radiazioni non è immediato".
Pericolo non immediato... Le parole hanno un senso, quindi no, tranquilli non si muore subito di queste radiazioni, per il momento e a meno di trovarsi a ridosso della centrale di Fukushima.

E allora, intanto, in attesa della normalità, si seguono le direttive del governo, ci si aggiorna in continuazione sui livelli di radiazione nell'aria, si continua la vita di sempre, oppure ci si allontana,  perchè come dicono i giapponesi in questi casi "shika ta ga nai" ( non c'è nulla da fare).

Il sud che accoglierà chi ci sta andando, è un luogo che il Giappone e il mondo intero conoscono già, ed ha il nome di Hiroshima e Nagasaki.

Paradossale no?

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