Ristoranti giapponesi a Roma: Rokko

Foto di Neve*

Dalla storica via Rasella , il ristorante che porta il nome del monte della città di Kobe, si è spostato sul lungotevere Ripetta, a due passi da Piazza del Popolo e via del Corso.
La sede nuova è molto grande e ben arredata. L'insegna fuori è piuttosto discreta.

Foto di Neve*
Siamo andati a pranzo e abbiamo scelto tra i  teishoku (set menu) , un menu di sushi e uno di  chirashi sushi a 15 euro. Una formula che usano ormai molti ristoranti giapponesi di Roma.
Rispetto ad  Hamasei, per esempio, qui il set è un po' più piccolo, niente zuppa di miso o tsukemono (sottaceti), ma il sushi set che è preceduto da un'insalata e seguito da un frutto di stagione,  ha insieme agli onigiri  un bel temaki di tonno.
Foto di Neve*

 Da una veloce occhiata al menu, Rokko propone oltre il sushi, diversi piatti di cucina tradizionale.
 Il proprietario è disponibile e gentile, il servizio di sala invece ci è sembrato un po' freddo.

Quello che ci è piaciuto molto, ma ci riserviamo di tornare per un pasto vero, è stato il giardino giapponese allestito nella sala principale, oltre una grande porta finestra. E' nello stile classico del karesensui,
giardino secco zen, dove nulla è simmetria e tutto è simbolo.


Le pietre-montagne, il bambu-foresta, i ciottoli-mare, le aiuole-continenti sono disposti in un ordine senza ordine, come filosofia zen impone.
Un bel vedere davvero questo angolo di Giappone tradizionale in un cortile romano.


Foto di Neve*

Foto di Neve*
Foto di Neve*

Passeggiata di Ripetta, 15
00186-  Roma  06 3223414

Trimani, vinai in Roma


Trimani a Roma è un nome. Una storia iniziata quasi due secoli fa e che continua gloriosa ancora oggi.
L'enoteca più antica e fornita della capitale ha visto crescere, affermarsi e raffinarsi  il  gusto per il vino degli italiani.
Una volta che esistevano i vini e oli,  le osterie con la mescita sfusa, il vino era spesso un vino fatto con i piedi.  Era un affare di famiglia,  casareccio e non si andava troppo per il sottile.
Oggi il vino non si beve, si gusta nelle enoteche e nelle hostarie ( mi raccomando con la acca davanti se no non è chic)  che hanno sostituito i vecchi vini e oli coi banconi in marmo e l'aria intrisa di alcool.

Questo per dire che il vino piace pure a me e ogni tanto entro nelle enoteche a sbirciare tra gli scaffali e a comprare.

L'enoteca è un posto per il corpo e per la mente. Ci si diverte. La scelta del giusto vino ha bisogno di spazio e tempo, le bottiglie vanno guardate, lette, scrutate, girate, alzate, soppesate, posate e riprese. E non si può andare di fretta, la scelta va ponderata.

Troppo enoteche a Roma non offrono questo piacere. Sono così piccole e stipate di bottiglie su fino al soffitto, che ti tolgono il gusto dell'esplorazione.

Trimani, invece avrebbe una metratura di tutto rispetto. Avrebbe.
Sembra grande, ma poi quando ti infili tra i rossi piemotesi e bianchi trentini e incontri un altro disgraziato che come te è alla ricerca del vino bono con la giusta etichetta e non troppo caro (e qui tutto è relativo), succede l'ingorgo Non ci si gira.

Ed è un peccato mortale perchè i vini di Trimani sono signori vini, la maggiorparte con un prezzo tra 30 e i 60 euro, quindi sarebbe giusto che i Trimani, vinai in Roma dal 1821, dessero il giusto spazio ai vini e ai clienti che vanno li a comprarli.
C'e bisogno di SPAZIO, di LUCE, di rendere l'ambiente un po' più confortevole,
e soprattutto c'è da S-A- L- U-T- A- R- E i clienti quando entrano.

Sì, salutare, perchè quando entri da Trimani nun te fila nessuno, e sì che è pieno di gente, nel senso che neanche con un "Bonasera" ti apostrofano.
Tu fai il giro e il contorsionista, scegli il tuo vino lo porti al bancone, che pensi sia la cassa, ma che invece è solo il bancone, te fanno un foglietto e lo paghi ad un' altra cassa, torni a ritirare il tuo preziosissimo vino, e attenzione che se non lo hai specificato prima, nemmeno il pacchetto regalo te fanno.

E quando invece te lo fanno...signori che lusso.
Il pacchetto regalo del Trimani, consiste nella tua bella bottiglia pagata cara, IN-CARTATA in una velina bianca (so' minimalisti e anzi ringrazia che non hanno usato il giornale) infilata in un M- O- S- C- I- A busta di plastica, BIANCA pure questa.
Ah però su questa c'è il logo. Ce fate un figurone col sacchetto Trimani. Avete speso 30 euro pe' 'na bottija de vino che sembra comprata in ferramenta.

E' proprio il caso di dire che i Trimani ( ma non tutti, chi gestisce il Trimani Wine Bar a Via Cernaia ad esempio, offre invece un ottimo servizio), hanno preso alla lettera il detto, e loro sì che se ne intendono...

"Avere la botte piena e la moglie ubriaca". Prosit.

Trimani,
Via Goito, 20 - 00185
Roma

Good Vibrations

Eh si, le buone vibrazioni possono venire anche da un martello pneumatico.
Autore JEREMY CLAPIN, corto del 2009.
Animato con il cuore.
E n j o y.




Notte Sento


Può la stazione Termini diventare un posto romantico?
Secondo questo corto di Daniele Napolitano sì.
Una notte-tempo d'estate, tra i tabelloni della stazione addormentata e l'aria che sa di Mac, le insegne delle pensioni a una stella di via Giolitti illuminano un incontro.
Un po' Vacanze Romane, e un po' Caro Diario, NOTTE SENTO è montato con la tecnica stop motion, ben 4500 fotografie tagliate e assemblate. 

Scorrono bei fotogrammi di Roma, da piazza della Repubblica, ai marmi dell'Eur, mentre l'alba al Pincio conclude una notte strana e un incontro che non ti cambia la vita, o forse sì.
 Storia semplice, girata e montata con sensibilità. Bella.

Finalista per il Vimeo Festival 2010, sezione Narrativa.
Enjoy.

Buone Feste


Vorrei augurare Buone Feste con questo film che qualcuno considera un film minore del regista, ma che per me è tra i più bei film non solo di commedia all'italiana (che poi commedia non è) ma di tutto il cinema che conosco.

Parenti Serpenti, 1992. Abbruzzo, feste di Natale, un paese della profonda e tradizionale provincia italiana. Quattro figli, una nuora, due generi, due nipoti, due nonni e una stufa. Un distillato di cinismo e cattiveria. Un affresco spietato, ma vero della famiglia italiana, con i sorrisi, i riti, i litigi, le dinamiche truci, le ipocrisie e volgarità. In un crescendo triste e amaro.

Cast memorabile con Marina Confalone, Paolo Panelli, Cinzia Leone, Alessandro Haber, Monica Schettini.

La regia è di Mario Monicelli. Un cinico dal cuore grande.

Sul muretto

Foto di Neve*
D'estate passavo pomeriggi  interi tra mucchi di terra-farina, sassi-uova e erba-insalata ad incartare con fogli di giornale.  E allestivo e vendevo e consigliavo con perizia la mia merce che stava in bella mostra sul muretto sotto casa.  Giocavo al mercato e tra i giochi era uno dei preferiti.

Oggi,  quando mi capita di fare il mercatino giapponese provo di nuovo la gioia e la frenesia del muretto. 
Torno a giocare bambina.  E mi diverto come allora, anzi di più. 
Signora che dice le do una bustina? Si, meglio, che si rompe.

Sopra il mio banchetto giapponese al Black Out,  domenica 12 di dicembre. 

Please don't let me be misunderstood


L'hanno scritta per Nina Simone ma il successo  è arrivato un anno dopo con gli Animals.
Please don't let me be misunderstood la canzone, correva il 1964. 

Le posto tutte e due,  la versione degli Animals per la voce super-secsi  e il ritmo blues-psichedelico di Eric Burdon ((ne fanno ancora di cantanti così?) e la versione Nina Simone perchè affonda le dita nel cuore. Enjoy.

Le dedico a tutti quelli che con o senza casco domani manifesteranno il loro dis-senso per le strade di Roma. E finalmente qualcosa si muove.

Il falco e la quaglia


E' una settimana che ci scassano con lo scellerato di Scilipoti.
Scilipoti di qui, e Scilipoti di la, e basta con questo teatrino. Lo abbiamo capito chi è, basta ascoltarlo.
E che è tutto sto accanimento? Ci fosse stato solo lui a fare il salto della quaglia.

Perchè non partono gli inviati speciali e i report d'assalto ad intervistare che so, per esempio un  Massimo Calearo e magari anche colui che al tempo, non molto tempo fa, in verità,  lo scelse come capogruppo PD per il Veneto, e cioè sua santità Walter Veltroni?

Perchè, qualcuno potrebbe rispondere, il Calearo non è una quaglia, ma il falco della Confindustria.


Got my Smile !

Nina Simone - Aint got no / I got life - 1968

 Nina Simone e l'energia di questa canzone. Enjoy.



Ain't got no home, ain't got no shoes
Ain't got no money, ain't got no class
Ain't got no friends, ain't got no schooling
Ain't got no work, ain't got no job
Ain't got no man

What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away


I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex

Ain't got no father, Ain't got no mother
Ain't got no children, Ain't got no faith
Ain't got no hearth, Ain't got no water
Ain't got no ticket, Ain't got no token
Ain't got no man

What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away

I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex

I got my arms, I got my hands
I got my fingers, Got my legs
I got my feet, I got my toes
I got my liver, got my blood


I've got life , I've got my freedom
I've got the life


La donna secondo Shiseido. L'evoluzione dell'immagine femminile dal periodo Meiji ad oggi



Pubblicità Shiseido alla mostra internazionale del Cinema di Roma, novembre 2010.
Solo qualche pannello per illustrare i modelli femminili che hanno cavalcato i centocinquantanni più veloci della storia giapponese

Seconda metà ottocento. Gli albori. La donna è ancora Ukiyoe, un' immagine del mondo fluttuante
 
Fine ottocento. Transizione.  La nuova Tokyo con palazzi e treni e la nuova donna, ancora bidimensionale ma a la mode del tempo.
Anni venti. Art Deco e l'internazionalizzazione, la donna  moderna è raffinatezza.
Anni sessanta, eleganza discreta e glamour hollywodiano
Anni settanta,  la donna è protagonista e  non ha paura di nulla, neanche del sole
La donna oggi.  E' quel che vuole essere.





Questione di tempo


Signorina, con chi ha visto il film?
In compagnia...
Si, ma in compagnia di chi?
In compagnia maschile...
Marito o fidanzato?
Fidanzato
A beh allora ho qualche speranza..
E mi dica fidanzato da meno o più di sei anni?
Più di sei anni
Benissimo, allora ho molto speranze!
Ah si? E perchè?
Dia retta signorina, se è fidanzata da più di sei anni lui non la sposerà mai
...si fidi sono un uomo e so come funzionano queste cose,
 ( ridendo) ...non la sposerà mai.
Dice?
Dico.




Scambio libri

More about Oishinbo: Ramen and Gyoza
More about Oishinbo: Fish, Sushi and Sashimi




















Se vi interessano la cucina giapponese e il fumetto vi consiglio la serie Oishinbo di Tetsu Kariya.  Saprete tutto sulla mania dei giapponesi per il cibo in ogni sua forma, dalle creature marine alle foglie degli alberi.
Della serie pubblicata in inglese ho 3 volumi : Japanese Cuisine, Ramen and Gyoza, Fish, Sushi and Sashimi. Domani li trovate al mercatino.

Li vendo come usati ma li posso scambiare con altra letteratura giapponese o sul Giappone in generale.

Mercatino giapponese Natale 2010


Domenica 12 dicembre partecipo al Mercatino Giapponese del Black Out di via Casilina 713. 
Sopra un anteprima del mio banchetto molto giapponese. Troverete oggetti originali, belli e introvabili acquistati personalmente e anche qualcosina fatta da me. Non vi resta che venire a vedere. Vi aspetto.

Ingresso come al solito 1 euro. Apertura ore 10.

A cena in giro per Asia e isole (aggiornamento con foto)

Stasera ho amici a cena. Stasera si viaggia.
Non capisco quelli che per un invito te rifilano una bella lasagna, o gli spaghetti  funghi e salsiccia.Così si va troppo sul sicuro. Un po' di fantasia ci vuole.
Io, che ieri sono stata tutto il pomeriggio a far la spesa a piazza Vittorio proporrò questo itinerario.

- Prima tappa all'isola di Pantelleria con crostini caldi al Pesto isolano (pomodoro, capperi e origano)
- Un assaggio di India con caldi e croccanti Pappadams indiani.
- Un puntata in Giappone con la zuppa di Miso di alghe wakame, tofu e erba cipollina.
- Un tuffo in Tailandia con Panang di gamberi e verdure accompagnato da riso bianco profumato.
- Una divagazione in Cina con verdure miste saltate piccanti (funghi, insalata, germogli di soia, cavolo verza)
- Un probabile rientro in Italia con il dolce, che porteranno i miei ospiti e che divoreranno con insolito appetito :)

Il tutto accompagnato da vino bianco di Sardegna e Passito di Pantelleria.
La zuppa di Miso non l'ho mai preparata in vita mia, ma ho letto la ricetta. Per il resto che qualcuno mi assista perchè credo che dopo questa cena  non dovrò più preoccuparmi di inviti  per un po'.
A bientot avec les photos!

Questo è la zuppa di miso, traslucente di tofu e alga wakame. La star della serata per me, riuscita bene, fatta con dashi, pasta di miso, porro al posto dell'erba cipollina e un'aggiunta di zenzero.
Questo il panang di gamberi che doveva uscire leggermente più cremoso accompagnato da fragante riso bianco thai.

Music Time Machine: Just an Illusion


Gli Imagination, dance music di una band inglese che ha furoreggiato nei primi anni ottanta.
Oro, luce, morbidi gonnellini dorati che si muovono luccicanti, ammiccanti e gai. 

Il pezzo: Just an illusion,  
labbra umide, sguardi languidi.

Enjoy