Che mi ci portate a fare dagli Hare Krishna se mi volete bene?


Tutto quello che so di Induismo lo devo ad un paio di esami di Buddismo (!)  fatti con il prof. Pensa all'università.

Che a Roma ci fosse un tempio Hare Krisna che alla bisogna si trasforma in ristorante non lo sapevo.
Ma è qui che mi hanno portato e allora
  • Mi sono tolta le scarpe
  • Ho conversato abilmente in una stanza in presenza di un'inquietante statua a grandezza umana adagiata su una delle più brutte poltone mai viste
  • Me so' bevuta una tisana al ribes che con la zuppa di lenticchie dal e il chapati non si sposa per niente
  • Ho fatto la disinvolta quando mi hanno salutato con Hare Krisna, Hare Hare, Rama Hare (significa?)
  • Ho lasciato ob torto collo una più che generosa offerta per un pasto che sarà stato pure spirituale ma che io ho trovato alquanto blando
  • Mi sono intrattenuta a discorrere con un devoto dall'eloquio tranquillo e quasi ipnotico, e da costui ho pure accettato un libretto divulgativo  pieno di saggezza che avrei pure sfogliato se

..quando ho chiesto, forse sfacciatamente, quanti erano nel tempio, che vita facevano, come e di che campavano,  non fossero cominciate le favole ( tipo viviamo della vendita dei libri, seee e con i libri ti ci paghi il palazzetto al ghetto di Roma) ,  gli aneddoti sulle statue degli elefanti nella antica India,  il proselitismo duro e puro seppur infarcito da ammiccamenti e battute,  le affermazioni categoriche sull'anima, la verità, i libri sacri, Dio, la fede, la morte, il senso della vita, il libero arbitrio, insomma tutte cosucce sui cui è inutile arrovellarsi perchè secondo i credenti in generale "le cose sono semplici, le risposte sono scritte,  basta leggere, pregare, seguire, obbedire, basta avere fede, basta credere nel nostro Dio"

Ho pensato perciò che poteva bastare così, e che palle, oltre la tisana al ribes pe' cena devo sorbirmi  pure il catechismo?
Mo' basta, non sono qui per dissetarmi alla fonte della tua saggezza spiritoso devoto,  non credo in assoluto ai libri sacri,  alle parola di Dio scritta dagli uomini , alla verità rivelata, ai riti, ai mantra, ai divieti, ai dogmi,  ai precetti, considero religioni e clero strumento di oppressione, ignoro i santi,  non so nulla della vita oltre la vita,  mi faccio delle domande ma l'idea di Dio non è al centro dei miei pensieri.
So' agnostica, forse atea e qui c'ero venuta solo pe'  magnà.

Dedicata a Manu

Che mi piacerebbe rivedere, un giorno, magari proprio a Glasgow 

la città dei  God Help The Girl 
che cantano God Help The Girl in una chiesa, la scorsa estate.
Qui ho postato un altro splendido pezzo cantato dalla Ireton, Musician please take heed. Buon ascolto.



...so vintage and stylish!!!!! Enjoy.

There is no way I'm looking for a boyfriend
There is no way I'm looking for a scene
I need to save some dough
I'm a working girl, you know
I'll fend attention off I keep to myself

I love my room, I'm getting used to sleeping
Some nights I really like to lie awake
I hear the midnight birds
The message in their words
The dawn will touch me in a way a boy could never touch
Their promise never meant so much to me

You have been warned, I'm warned to be contrary
Backward at school, I wrote from right to left
Teacher never cared for me
Preacher said a prayer for me
God help the girl, she needs all the help she can get

I sit for hours just waiting for his phone call
I'll leave the chocolate hidden in the fridge
I'll play his messages
Analyze his intonation
Please stop me there, I'm even boring myself

I think of him when I'm doing the dishes
I think of him while looking in the sink
This ain't no play on words
My love for him is absurd
If he gave me a sign I'd think about it for a week
I'd build it up and then I'd turn him down

You have been warned, I'm warned to be contrary
Backward at school, I wrote from right to left
Teacher never cared for me
Preacher said a prayer for me
God help the girl, she needs all the help she can get

Ipse dixit

Ieri il Ministro Maroni ha fatto questa dichiarazione in occasione della polemica sulla scuola di Adro intitolata all'ideologo della lega Gianfranco Miglio e trasformata nella prima scuola pubblica italiana di partito.
"Miglio vuol dire tutto, è stato l'inventore delle tre macroregioni e quindi anche della padania"

Parole sante ministro, le tre macroregioni e la padania sono proprio delle invenzioni.

Il mercatino giapponese di Roma

foto di neve*
Stamattina incursione al mercatino giapponese allestito al Black Out di via Casilina.
Impressioni: preferivo la versione "Circolo degli Artisti".
Il posto era forse più piccolo ma sicuramente più facilmente raggiungibile e con più carattere.
Il mercatino giapponese, dal 2007 ad aggi è cresciuto molto, io ho partecipato a ben quattro edizioni, l'ultima lo scorso anno e devo dire che  gli oggetti giapponesi o ispirati alla cultura nipponica continuano ad essere ancora pochi. 
Il pubblico che lo frequenta è vario, ma ho notato una deriva decisamente troppo teen e kawaii.
Mi piacerebbe un mercatino più autenticamente giapponese, con film, libri, artigianato, un luogo dallo spirito più adulto e dal gusto maggiormente raffinato.

La parte migliore, oltre quella dedicata al cibo, si trova all'ingresso e all'aperto dove sulla destra ci sono 4 o 5 banchetti con vintage giapponese, oggettistica varia, ceramica, artigianato giapponese e variamente ispirato. Proprio da uno di questi banchetti, ho acquistato un bell'anello di Mio Otsubo e uno Jinbei da bimbo che ho abbinato ai geta presi la scorsa primavera al mercatino Menilmontant di Parigi.
foto di neve*


Settembre giapponese

Vi segnalo (grazie Giampy!) due eventi "Japan related" che si svolgeranno la prossima settimana a Roma:


-domenica 19 settembre ci sarà il Mercatino Giapponese al Black Out a via Casilina 713, Roma.
Ingresso gratuito. Stessa formula, ma posto diverso (e rispetto al Circolo degli Artisti, è anche un po' più sfigato)

- martedì 21 settembre invece il Circolo degli Artisti ospita per la seconda volta i Melt Banana, gruppo giapponese di "Noise Jap Rock", più famosi all'estero che in patria ( e non fatico a capire perchè).
Ingresso 10 euro

Ecco un assaggio della loro musica con una cover di un pezzo anni sessanta, tintarella di luna ...........;)


^^^^^^enjoyed?^^^^^^
Melt Banana, Official Site

Un otaku a Palazzo, Murakami a Versailles

 Murakami Takashi "Surfing" , foto di Rick Scully

Non un palazzo qualunque ne' un artista qualunque.
Parliamo di Murakami Takashi (il cognome più inflazionato tra gli artisti giapponesi) icona e ambasciatore di fama ormai mondiale della cultura o delle subculture nipponiche (come ama chiamarle lui).
Dopo le mostre nei maggiori musei del mondo, dopo la fortunata collaborazione con il colosso Vuitton per il quale ha creato una serie limitata e carissima di borse (quelle con la ciliegia per capirci), da domani 14 settembre, Parigi ancora una volta ospita una personale dell'artista nei palazzi e nei giardini della Reggia di Versailles.
Esposizione certamente eccezionale che a più di qualcuno farà storcere il naso, ma il cui spirito è espresso bene dalle parole del curatore dell'esposizione Laurent Le Bon, :

"Murakami a Versailles è una passeggiata, un percorso, un itinerario nel paesaggio-territorio di Versailles.
Per la sua prima grande retrospettiva in Francia, l'artista presenta in quindici sale e nei giardini molte delle sue maggiori opere (....)
quello che ci ha guidato in questa esperienza unica di tre mesi è stato evitare di riproporre l'arte contemporanea integrata al monumento storico; ri-scoprire un luogo; unirsi ad un artista vivente e alle sue emozioni, provocare piacere.
Affidarsi a uno dei migliori artisti contemporanei per svelare un'altra Versailles, la Versailles monumento vivente di oggi,  questo è l'intento della mostra. La finalità è far riscoprire ai visitatori il piacere di passeggiare nei nuovi labirinti di Versailles e divertirli nel vero senso della parola,  al di là dei luoghi comuni"
(-traduzione dal francese di neve*sottile-)

Murakami a Versailles  dal 14 settembre al 12 dicembre 2010, 
Grandi appartamenti e Galleria degli Specchi inclusi nel percorso di visita
euro 15 Tutti i giorni tranne il lunedì 
Per vedere un po' dell'opera di Murakami Takashi qui


foto di BFLV

Tempo di neve

Da oggi il blog cambia nome. Ape*chan vola via, si fa cielo invernale e scende nuovamente come neve*sottile. Questo in onore di un grande del novecento, Tanizaki Jun'ichiro ma soprattutto per il gusto e la voglia di cambiare.

Comment te dire adieu - Le 3 version レ・トレ - "さよならを教えて a confronto

Continuiamo con le versioni giapponesi dei pezzi più famosi di musica pop occidentale. Questa è la cover giapponese incisa dal gruppo Le 3 (le tre) nel 2008 della famosa canzone cantata da Francoise Hardy nel 1968.

Soooo sixties ! E N J O Y



Testo
Namida wa kareru made nagarereba ii dake hontou no kimochi wo kikitai dake
moeagaru omoi mo anata no tsurenasa mo subete yurushitai no sayonara to
hakanai koi wa tsuzukanai mono to shinagara nukeda sezuni
kanashimi wa hito toki yorokobi wa eihen kokoro kara iitai sayonara to

futari no yoru ga shiroku akete yuku mabayui asa wo tsurete
kanashimi wa hito toki yorokobi wa eien kokoro kara iitai sayonara to
hakanai koi wa tsuzukanai mono to shinagara nukeda sezuni
kanashimi wa hito toki yorokobi wa eihen kokoro kara iitai sayonara to

*
Qui la versione portata al successo da Francoise Hardy con il testo tradotto e adattato in francese da Serge Gainsbourg dall'originale "It hurts to say goodbye" scritta nel 1966 da Jack Gold, Arnold Goland con la musica di Gabriel Yared

L'adattamento di Gainsbourg gioca con il tema della canzone riproponendo il suono EX . 
Non saprei dire se giocare con le parole è tipico delle canzoni francesi o di quelle dei Gainsbourg, come If  cantata dalla figlia Charlotte. Segue testo.
Enjoy


Sous aucun prétexte,
je ne veux
avoir de réflexes,
malheureux
il faut que tu m'expliques,
un peu mieux
comment te dire adieu

mon cœur de silex
vite prend feu
ton cœur de pyrex
résiste au feu
je suis bien perplexe,
je ne veux
me résoudre aux adieux

je sais bien qu'un ex amour n'a pas de chance, ou si peu
mais pour moi un explication voudrait mieux

sous aucun prétexte
je ne veux
devant toi surexposer mes yeux
derrière un kleenex
je saurais mieux
comment te dire adieu
comment te dire adieu

tu as mis a l'index nos nuits blanches, nos matins gris-bleu
mais pour moi une explication voudrait mieux

sous aucun prétexte,
je ne veux
devant toi surexposer mes yeux
derrière un kleenex
je saurais mieux
comment te dire adieu
comment te dire adieu
comment te dire adieu

*
E infine la versione che preferisco, quella del 1989, splendida cover di Jimmy Sommerville. Enjoy.


Per chi avesse voglia di ascoltare un po' di Jimmy Sommerville

Ciliegie e collane


Le ciliege giapponesi sono di un rosso pallido, come il colore di questo laccio "ciliegia" annodato nello stile musubi.
E' il sakuranbo tie choker e lo trovate qui

Mas que nada - con sorpresa

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nel 1969 Astrud Gilberto incide MAS QUE NADA
in giapponese


E^^^^^ n^^^^^ j ^^^^^ o^^^^^ y

L'arte rasoterra

Photo by crlsblnc
Photo by crlsblnc

Avete presente i tombini? In Giappone sono diventati un elemento di arredo urbano. Ce ne sono di bellissimi, ogni prefettura e città ne ha di propri e unici. Sono fatti in ghisa e sono decorati spesso in colori vivaci pescando dal folclore, dalla cultura locale, dall'economia, dall'arte, dalla letteratura.
I risultati sono spesso notevoli esempi di artigianato prestato alla pop art. Ce ne sono così tanti in giro per l'arcipelago che Remo Camerota, fotografo e artista inglese, giapponofilo folgorato dai tombini ha pensato bene di fotografarli e pubblicarli sul libro "Drainspotting, Japanese mainhol covers" pubblicato da Mark Batty e in vendita su Amazon.com.

Per apprezzarne la bellezza vi suggerisco di andare su Flickr nel set dedicato ai tombini di Remo oppure qui .

Attenzione perciò a dove mettete i piedi la prossima volta in Giappone, perchè l'arte laggiù cammina rasoterra.

Enjoy.