Corso di Sushi a Roma?

questo l'ho fatto io
Foto di Neve*

No a Parigi. E perchè a Parigi? Perchè Roma è città troppo tradizionalista e di corsi seppur amatoriali non ne ho trovati.
Ad onor del vero devo dire che ogni tanto la scuola del Gambero Rosso organizza serate (in media due o tre volte l'anno) dove si insegna il sushi...ma come dicevo li organizzano con molta parsimonia e ogni volta è impossibile partecipare. Esauriscono i posti in un batter d'occhio. Quindi dopo aver fatto un giro nella rete ho deciso che Parigi poteva andar bene per ovviare la lacuna capitolina.
Inutile dire che in Europa di corsi di sushi c'è n'è quanti ne volete. Basta cercare. Londra e Parigi si contendono la maggiori opportunità. Se ne organizzano per tutti i gusti.
Senza entrare nel merito della qualità pe farvi capire la differenza tra noi e l'Europa pensate che nella sola Parigi ci sono circa 100 ristoranti giapponesi,veri, mentre a Roma ci fermiamo a SEI : Hamasei, Hasekura, Sushiko, Sushisen, Bishobu Kobo, Rokko. Ce ne sono altri? No.
Per il mio battesimo di pesce crudo ho scelto di andare alla scuola Wasabi. Qui si organizzano corsi di cucina giapponese. Non solo la famosa polpetta con il pesce crudo ma anche altri piatti della tradizione. Ci sono corsi amatoriali e non.
I corsi amatoriali sono strutturati in moduli di due ore ciascuno e così suddivisi: corso di chirashi (la ciotola di riso con sopra fettine di sashimi e verdure), corso di nigiri (la polpetta vera e propria) e corso di maki (i rotolini di pesce, riso e alga).
Si può scegliere di fare un solo corso, due o anche tutti e tre. A me interessavano gli ultimi due, anche se il primo non è male se si vuole imparare a cuocere il riso.
Chiaro è che questi corsi sono amatoriali. Sono introduttivi, piuttosto pratici. Si impara un po' a manipolare il riso e un po' a tagliare il pesce. Insomma ci si orienta e alla fine si mangia quello che si è preparato. Ognuno il suo.
Wasabi (che è anche una pubblicazione periodica sulla cucina e sul Giappone oltre che a un sito ) è diretta da Patrick Duval e si trova in una bella zona di Parigi. Diciannovesimo arrondissment nel quartiere di Menilmontant a due passi dal parco di Buttes Chaumont da dove si gode un bel panorama della città.
La scuola (in realtà un grande locale con annessa cucina) è ospitata in un villino come se ne trovano a Roma alla Garbatella o al Pigneto in una strada che una volta era campagna ma ormai è città. Per darvi un'idea zona nord est di Parigi.
I corsi si svolgono ogni domenica e sono diretti da cuochi giapponesi, il che mi pare una condizione indispensabile. L'insegnante del corso era il signor Sakiguchi, sushi chef del ristorante Hanawa aiutato dalla gentilissima signora Murata. La lingua usata è stata un chiarissimo franco giapponese.
La cosa più difficile ? Considerando che il riso era già cotto e
il pesce era già sfilettato,e che quindi il più era fatto
fare le polpette senza ritrovarsi i chicchi di riso tra i capelli o nelle mutande è stata la cosa più difficile.
Io però mi sono divertita lo stesso.
Per chi volesse unire un fine settimana a Parigi con un tuffo in Giappone e per chi mastica un po' di francese... 

 

qui il sito
Wasabi
40 Rue De Mouzaia
75019 Paris

Foto di Neve*

Acqua Pubblica: Pubblicità Progresso




E' iniziata la raccolta di firme per indire il referendum per l'abolizione della legge che ha privatizzato l'acqua.
Partecipa, firma anche tu. Riprenditi ciò che è tuo, la libertà di partecipare e decidere. La democrazia.

Un progetto quello di speculare sull'acqua che viene da lontano.

Le leggi approvate nei mesi scorsi dal governo Berlusconi accellerano bruscamente la privatizzazione dell'acqua processo iniziato nel 2006 con il famoso Disegno di 772 detto Legge Lanzillotta (da l'allora ministro per le autonomie locali) che riordinava i servizi pubblici locali. Un disegno di legge che di fatto apriva al privato la gestione delle cosidette aziende municipalizzate (trasporti, acqua, gas, smaltimento rifiuti).

Quello che non era riuscito al governo Berlusconi nel 2002 è riuscito al governo di centro sinistra con buona pace di tutti. Un'abitudine ormai far fare al centro sinistra cose che al centro destra non riuscirebbero mai.

Qui il testo del disegno di legge che ha dato inizio a tutto presentato nel 2006 dal governo Prodi.


Il Disegno di legge 772 è stato presentato dal'allora Presidente del Consiglio PRODI, dal Ministro per le Autonomie locali LANZILLOTTA, dal Ministro dello sviluppo economico BERSANI di concerto col Ministro dell’interno AMATO col Ministro delle infrastrutture DI PIETRO e col Ministro per le politiche europee BONINO

Gli affari sono affari. Ma questi signori che ora fanno gli indignati dovrebbero spiegarci perchè hanno cambiato idea e perchè ORA gridano allo scandalo e perchè nulla dicono sulla legge di iniziativa popolare sull'acqua presentata nel 2007 e dimenticata.

Non c'è che dire, Un bell'esempio di coerenza e di politica
.
Qui gli le date e la mappa dei banchetti.
Memorandum: Qui trovate il decreto del governo Berlusconi legge dell'agosto 2008 n. 122 (articolo 23bis) convertito poi nella legge 6 agosto 2008 n.133 modificato poi con il decreto legge del 25 settembre 2009 n.135 (articolo 15) che obbliga gli enti di gestione dell'acqua a privatizzarsi entro il 2013.

F-I-R-M-A-T-E

Il banchetto del 25 aprile a Porta San Paolo, Roma


Intervallo


Caro Colonnello invece di postare le tregge immortalate in terra gallica te ne posto un paio prese in giro per lo stivale. La prima, Isetta Bmw faceva bella mostra di se' a via Montenapoleone in quel di Milano la seconda invece l'ho beccata al semaforo dietro casa. E se ci clicci sopra vedrai il proprietario della giardinetta in posa per la foto... Proprio belle no?
Enjoy :)

All Seasons Paris République


Le "pidocchié" dove ho dormito è molto comodo. Catena Accor, più o meno stessa fascia di prezzo e livello degli Ibis. Wi fi gratuito in camera, colazione (con spremuta d'arancia!) inclusa nel prezzo, internet a gratis nella lobby. Arredo essenziale, stile ikea.
1 min a piedi da Place de la Republique con accesso alle Metro 3-5-8-9-11. Venti minuti a piedi dal Marais e Place des Vosges. Cinque minuti di metro da Gare du Nord e Gare de l'Est, meno di un'ora dall'aeroporto Charles De Gaulle. Discreta vista sui tetti.
Prezzo della singola 53 euro a notte. Pas mal.
Inconvenienti: la dimensione e struttura delle camere singole. Se non volete sentirvi un topo in trappola, se siete paranoici o claustrofobici evitate la stanza 309 (ma anche la 209 o 409).
Primo perchè è impossibile da trovare visto che non ha la porta che da sul corridoio come tutte le stanze normali. Da una parte è addossata alla tromba delle scale e dall'altra c'è una porta che non da sulla stanza, ma apre su un disimpegno grande quanto uno sgabuzzino di una mattonella quadrata che si affaccia (per modo di dire) anzi intruppa su due porte messe a novanta gradi. Sono le camera 309 e 310 in realtà una camera sola divisa a metà.
Da far rabbrividire anche gli speleologi abituati ad infilarsi nei buchi, pensate me. Meglio la mansarda date retta.

9, rue Leon Jouhaux
75010 PARIS

Parigi, qualche foto





Fotografia questa qui sopra fatta molto meglio dal colonnello Kurtz, che un sabato pomeriggio mi ha offerto la sua compagnia e pure er mejo gelato di Parigi, che è questo qui sotto. Grazie.



Maison de Culture du Japon a Paris

Foto e Collage di Neve*

Ovvero tanto del Giappone che trovate a Parigi andate a cercarlo alla Maison de la Culture du Japon a Paris . L'istituto ha un'offerta ricchissima è piuttosto diversa da quella dal nostro istituto di Cultura Giapponese di Roma.

Sebbene i duei istituti dipendano entrambi dalla Japan Foundation a prima vista non si direbbe proprio. La Japan Foundation è un organo finanziato in gran parte dal governo giapponese ed ha il compito di far conoscere l'arte, la cultura e la lingua giapponese nel mondo. Ha più di 20 uffici nel mondo, 7 in Europa ( Parigi, Madrid, Colonia, Londra, Roma, Budapest e Mosca) e si occupa attraverso questi di promuovere il Giappone e la sua cultura.

Senza andare troppo lontano (sito brasiliano o americano )il primo confronto che mi viene da fare tra l' Istituto di Cultura giapponese di Roma e gli altri della vecchia Europa è sul sito. Se tutti i siti europei sono uguali per impostazione e struttura, sono colorati, ricchi di link e veloci, la pagina dell'istituto italiano giapponese è lento, pesante e poco appetibile. Completamente diversa dalle altre.

Ma è il contenuto a fare la differenza. Non capisco il tedesco ma se confrontate il sito parigino e quello londinese con quello italiano vi renderete conto della differenza. Molti più corsi di lingua, speech contest che in Italia non si fanno più, conferenze sugli argomenti più disparati, concerti, spettacoli teatrali, retrospettive cinematografiche.
Non che l'istituto di Cultura giapponese di Roma non proponga. Il problema forse è lo spazio, forse i finanziamenti, forse la mancanza di personale.
Certamente non la mancanza di interesse verso il Giappone e il mondo giapponese che in Italia c'è ed è in costante crescita.

L'istituto giapponese di Roma propone ottimi corsi di lingua, molte mostre, film, spettacoli teatrale e concerti. Sempre poco però confrontato con l'offerta parigina. Nell'istituto giapponese di cultura resiste un approccio teorico, accademico, museale, insomma un po' ingessato.

Date un'occhiata all'agenda della Maison de Culture du Japon a Paris un giorno qualsiasi di questo mese per notare la differenza.

Ad esempio il programma di sabato 17 aprile



Offerta ricchissima che non si può ahimè paragonare con quella dell'istituto giapponese di cultura di Roma.
Senza considerare che oltre ai canonici corsi di giapponese e a tutto il resto, la Maison organizza anche corsi di :

Chanoyu - dimostrazione e degustazione del te
Chado - corso introduttivo alla cerimonia del te
Shodo - corso introduttivo di Calligrafia
Kodo - corso introduttivo all'arte dell'incenso
Ikebana -l'arte giapponese dei fiori
Origami - l'arte di piegare la carta
Corsi introduttivi di manga
Corsi di Haiku

Perchè qui no?


A Parigi, un indirizzo da non mancare

Parigi val bene un bicchier d'acqua

Da qualche parte bisogna pur ricominciare. Ricominciamo dall'acqua.

Il
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari per l'abrogazione della legge che privatizza l'acqua.
Per poter richiedere il referendum si devono raccogliere 500.000 mila firme in tre mesi.
Da sabato 24 aprile inizia la raccolta delle firme. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale. Peccato si possa firmare una sola volta.
Intanto guardate cosa ho fotografato in terra gallica ...

Si capisce ma c'è scritto:
Un nuovo servizio pubblico sulla vostra tavola.
Acqua di Parigi, Acqua dei parigini. La gestione dell'acqua diventa municipale.
Per chi capisce il francese.



Una gita a ?

Come nel cruciverba geografico della Settimana Enigmistica posto una
foto bianco e nero


e una colori .
In quale città si trova ciò che le due immagini riproducono?

Fiori di ciliegio a Lutetia Parisiorum con Notre Dame incipriata di restauro. Troppo facile.

Rosa Rosa

Il mio personale mini Hanami.
Fiori di ciliegio a Monteverde. Tra il traffico della Circonvallazione sono anche più belli. Foto scattata mentre ero in fila ad un bancomat. Insieme alla foto i miei auguri di Primavera finalmente sbocciata.
Storditevi con il rosa, cliccandoci sopra.



Oltre il canale, volare




Ci sono un paio di posti tra Fiumicino e Focene dove andare a godersi lo spettacolo degli aerei atterrare. Uno a nord e un altro a sud della pista in un perimetro di strade dai nomi strani e marinari: Via Coccia di Morto, via delle Vongole, Via delle Patelle.
Dopotutto il mare è a due passi. Se ne sente l'odore. E quando sei su un aereo, decolli e guardi giù, ecco che vedi subito la città di Fiumicino, il Tevere, la sua foce, la spiaggia e poi a perdita d'occhio il lattiginoso blu del mare.

Oggi c'era vento da sud ovest, libeccio, e perciò il posto migliore per guardare gli aerei prima lampeggiare lontani, abbassarsi, barcollare un po' e poi atterrare era a nord della pista di Fiumicino.
Ero sola ad aspettare, insieme ad un'altra macchina. Forse perchè è giovedì o forse perchè è ora di pranzo o forse perchè guardare gli aerei atterrare è un passatempo antico e un po' dimenticato.

Per me è puro divertimento. Un gioco che ho imparato da piccola. Al quale papà mi ha introdotto nei lunghi pomeriggi d'estate e che mi ha insegnato l'attesa, la pazienza,  l'immaginazione.

Gli occhi a frugare l'orizzonte con impazienza, a sbuffare fino a vedere comparire lontano un luccichio, guardare con ansia e stupore il puntino avvicinarsi ed ingrandirsi, spalancare occhi e bocca finchè  una mano provava a toccare il cielo e l'aereo ti investiva con luce e fragore.

Cercare gli aerei all'orizzonte mi faceva pensare a rotte e paesi lontani. 
Il nord ad esempio, o magari solo quello che c'èra oltre il canale.

Giovedì ho giocato di nuovo, ed era tanto che non giocavo così. Sono stata più di due ore a frugare tra le foglie degli alberi alla ricerca di fari in avvicinamento. 
Con un certo disappunto perchè il traffico era scarso. Ma poi sono riuscita lo stesso a fare qualche foto.
Non come avrei voluto. I boeing sono stati più veloci di me.