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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2010

Fine poco onorevole di una molto onorevole compagna

La mia vecchia ma molto onorevole macchinetta fotografica è morta affogata nella toilette del baretto di via Appia di ritorno da una allegra pedalata. Quando ho sentito il plof non ci volevo credere. Mi sono girata incredula a fissare il bianco nitore del water e la sua acqua cristallina e ho scoperto che le Olympus non rimbalzano ne' galleggiano.
Per un attimo ho pensato fosse meglio tirare l'acqua, poi mossa a pietà ho ripescato la poveretta con la mano, perchè non c'era niente di meglio in giro.
L-o s-o.
Troppo tardi la poverina era morta annegata. A casa ho provato a rianimarla anche con il phon. Niente.
Era meglio per tutte e due tirare l'acqua.

Adius (alla maniera di Piero Ciampi)

La spesa multietnica di Piazza Vittorio

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Fino a qualche anno c'era solo Castroni. Le delicatessen a Roma si compravano solo li. Oggi non più. Il panorama in questa città che non cambia mai è cambiato e l'arrivo degli stranieri negli anni ha fatto si che oggi gli alimenti etnici si possano comprare in tante parti ma soprattutto in una zona ben nota di Roma: piazza Vittorio e vie limitrofe.
Anche se fino a qualche anno fa il quartiere dell'Esquilino era conosciuto come la Chinatown romana, le vie intorno alla stazione Termini, quelle strade a perpendicolo costruite subito dopo l'unità d'italia sono ormai abitate da varie comunità. Via Palestro, Via Vittorio Emanuele terzo, via Carlo Alberto, via Emanuele Filiberto sono il cuore della comunità cinese ma anche araba, bengalese, indiana, pakistana di Roma. Bar, ristoranti, agenzie di viaggio, negozi di abbigliamento e appunto negozi di alimentari. Uno dei mei preferiti si chiama XIN SHIe sta a Via Carlo Alberto 10, la strada che unisce Santa Maria Maggiore alla p…

Un pasto equilibrato

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Oriente e occidente sulla mia tavola.
Cena a base di broccoletti siciliani cotti al vapore con i cestelli cinesi acquistati da Xin-Shi in via Carlo Alberto, zona piazza Vittorio e dopo cena di mignon presi da Cristalli di Zucchero, via Valtellina, zona Monteverde. Equilibrio perfetto :)



Ievan Polka

Con un certo ritardo scopro canzoni così... Sul satellite in un programma russo una coppia cantava questa che poi su YOUTUBE ho scoperto chiamarsi Ievan Pollka.
Si tratta di una canzone tradizionale finlandese in dialetto della Karelia (la regione confinante con la Russia) scritta negli anni 30 e portata al successo dai Loituma nel 1995 e strano a sentirsi conosciuta nel mondo grazie all'anime giapponese BLEACH, nella versione Ievan Polka, ed in innumerevoli altre. Uno scioglilingua che incanta e non ti lascia più. Nella versione dei Loituma dal 1 minuto fino al 1.55 il testo non è in finlandese bensì in gibberish,un gramelot , parole e suoni senza senso ma che sembra ne abbiano uno. Imparare il testo può essere un modo alternativo di passare una serata. Provare per credere. Tupput Tapput!
Versione a cappella con il testo finlandese .

Versione con musica. Qui la Russia è veramente vicina.

Versione del cartone animato giapponese con il testo in lingua inventata.

Pizza, sole e mandolino.

Ieri sera di ritorno da un bel film al cinema sono inciampata nel Festival di Sanremo. Signori va in scena l'Italia nel mondo. Pizza sole e mandolino. La Pizza è la Clerici, sole e o mandolino i ragazzini di nero vestiti che scimmiottano i grandi e ci mostrano le tonsille infiammate.

Suggerisco la prossima volta di far rappresentare il paese direttamente ai Sopranos.
Altamente nocivo.

Il mio video di risposta al trio e al Festival di Sanremo
Altamente consigliato

A Carnevale ogni obelisco vale

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Stasera a Trinità dei Monti, Roma

Questa volta c' hanno preso...

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ma io sono uscita lo stesso e ho fatto questo ; )

Come nel 1985

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Nuova emergenza, neve a bassa quota. Roma con la neve. I bambini sperano in un giorno di vacanza strardinario. Io purtroppo no. Domani non lavoro di mio. Però volevo uscire a farmi una passeggiata in centro.
E invece domani nevica, dicono.
Vediamo se per una volta c'hanno preso.
Atmosfera di magica attesa. Uscirò lo stesso, tanto non nevica.
A Roma la neve l'ho vista una sola volta. Era il 1985. E' evidente dalla foto sotto, che allora non intervenne la protezione civile. Non c'è sale per le strade!


presa su http://www.romameteo.it/tevere/Galleria%20Meteo/1985-01-06S.%20Giovanni.jpg

Sardegna Appunti: Pane Guttiau

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Ho già parlato del pane Carasau qui e della sua profonda bontà nonchè versatilità. Mi sono lamentata anche della difficile reperibilità di questa squisitezza nella capitale. Il pane in questione nun se trova. Punto.
Il pane carasau è faccenda seria e nulla ha a che vedere con quella specie di focaccia a mezzi e a quarti che ogni tanto fa capolino nei negozi di Roma. Fare il pane carasau richiede tecnica, maestria e tanto tempo. E' un pane di tradizione millenaria. E' pane nuragico.
Si vende a dischi e in confezioni da due chili. Quello che preferisco è alto quanto un ostia e ben cotto. In Sardegna, dove si usa ancora mangiarlo (soprattutto nel Nuorese) il pane cambia di paese in paese e di forno in forno.
Io per Natale mi sono regalata un pacco con dentro due belle confezioni, quattro chili di carasau del panificio Lai di Dorgali. Con il pane carasau si possono fare tante cose, mangiarlo asciutto o bagnato, da solo o con il companatico, il limite siete voi e la vostra gola. Uno dei…

Un gatto in cucina

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.... sta fisso lì a guardare chissà cosa, il mio gatto.