Treggio anch'io

Ecco come promesso e ispirata dal bel post del Colonnello in storieinutili.blogspot.com/
questo è quello che sono riuscita a trovare tra i miei scatti.


Non è un granchè e ammetto la mia totale ignoranza in materia. Le macchine le considero solo se camminano, non guardo il colore figuriamoci il modello. Però, quando incontro modelli in lamiera, e mi capitano parafanghi lucenti, quando vedo targhe a 5 o 6 cifre, quando ci son di mezzo sedili in plastica similpelle nera allora mi accendo e guardo. A dir la verità non mi fermo alla macchina, mi interessa forse di più chi la guida.
Le macchine vecchie di divertono e mi emozionano.
Le tregge, come le chiama Venturik, esperto in materia e autore di un gran bel blog, le tregge alle quali sono più affezionata sono i modelli della mia infanzia, i modelli italici che mi riportano indietro, tanto indietro quando insieme a mia sorella usavamo ronfare alla grande soprattutto di ritorno da gite a bordo della Fiat 127 gialla canarino targata ROMA H69 di papà decorata con la bambola e i cuscini lavorati a uncinetto.
Pagherei per rivedere una 127 con il lunotto posteriore con i cuscini di uncinetto.
Le foto che ho postato, tranne la 600 scattata al Celio e dietro la quale mi sono messa a correre per poterla immortalare, sono state tutte scattate fuori Roma.
Cliccate per ingrandire.

1 commento:

Colonnello Kurtz ha detto...

Porca miseria, niente male le tue tregge!

Mi piace in particolare modo la due cavalli della Provenza.