Ristoranti giapponesi a Roma: Rokko

Foto di Neve*

Dalla storica via Rasella , il ristorante che porta il nome del monte della città di Kobe, si è spostato sul lungotevere Ripetta, a due passi da Piazza del Popolo e via del Corso.
La sede nuova è molto grande e ben arredata. L'insegna fuori è piuttosto discreta.

Foto di Neve*
Siamo andati a pranzo e abbiamo scelto tra i  teishoku (set menu) , un menu di sushi e uno di  chirashi sushi a 15 euro. Una formula che usano ormai molti ristoranti giapponesi di Roma.
Rispetto ad  Hamasei, per esempio, qui il set è un po' più piccolo, niente zuppa di miso o tsukemono (sottaceti), ma il sushi set che è preceduto da un'insalata e seguito da un frutto di stagione,  ha insieme agli onigiri  un bel temaki di tonno.
Foto di Neve*

 Da una veloce occhiata al menu, Rokko propone oltre il sushi, diversi piatti di cucina tradizionale.
 Il proprietario è disponibile e gentile, il servizio di sala invece ci è sembrato un po' freddo.

Quello che ci è piaciuto molto, ma ci riserviamo di tornare per un pasto vero, è stato il giardino giapponese allestito nella sala principale, oltre una grande porta finestra. E' nello stile classico del karesensui,
giardino secco zen, dove nulla è simmetria e tutto è simbolo.


Le pietre-montagne, il bambu-foresta, i ciottoli-mare, le aiuole-continenti sono disposti in un ordine senza ordine, come filosofia zen impone.
Un bel vedere davvero questo angolo di Giappone tradizionale in un cortile romano.


Foto di Neve*

Foto di Neve*
Foto di Neve*

Passeggiata di Ripetta, 15
00186-  Roma  06 3223414

Trimani, vinai in Roma


Trimani a Roma è un nome. Una storia iniziata quasi due secoli fa e che continua gloriosa ancora oggi.
L'enoteca più antica e fornita della capitale ha visto crescere, affermarsi e raffinarsi  il  gusto per il vino degli italiani.
Una volta che esistevano i vini e oli,  le osterie con la mescita sfusa, il vino era spesso un vino fatto con i piedi.  Era un affare di famiglia,  casareccio e non si andava troppo per il sottile.
Oggi il vino non si beve, si gusta nelle enoteche e nelle hostarie ( mi raccomando con la acca davanti se no non è chic)  che hanno sostituito i vecchi vini e oli coi banconi in marmo e l'aria intrisa di alcool.

Questo per dire che il vino piace pure a me e ogni tanto entro nelle enoteche a sbirciare tra gli scaffali e a comprare.

L'enoteca è un posto per il corpo e per la mente. Ci si diverte. La scelta del giusto vino ha bisogno di spazio e tempo, le bottiglie vanno guardate, lette, scrutate, girate, alzate, soppesate, posate e riprese. E non si può andare di fretta, la scelta va ponderata.

Troppo enoteche a Roma non offrono questo piacere. Sono così piccole e stipate di bottiglie su fino al soffitto, che ti tolgono il gusto dell'esplorazione.

Trimani, invece avrebbe una metratura di tutto rispetto. Avrebbe.
Sembra grande, ma poi quando ti infili tra i rossi piemotesi e bianchi trentini e incontri un altro disgraziato che come te è alla ricerca del vino bono con la giusta etichetta e non troppo caro (e qui tutto è relativo), succede l'ingorgo Non ci si gira.

Ed è un peccato mortale perchè i vini di Trimani sono signori vini, la maggiorparte con un prezzo tra 30 e i 60 euro, quindi sarebbe giusto che i Trimani, vinai in Roma dal 1821, dessero il giusto spazio ai vini e ai clienti che vanno li a comprarli.
C'e bisogno di SPAZIO, di LUCE, di rendere l'ambiente un po' più confortevole,
e soprattutto c'è da S-A- L- U-T- A- R- E i clienti quando entrano.

Sì, salutare, perchè quando entri da Trimani nun te fila nessuno, e sì che è pieno di gente, nel senso che neanche con un "Bonasera" ti apostrofano.
Tu fai il giro e il contorsionista, scegli il tuo vino lo porti al bancone, che pensi sia la cassa, ma che invece è solo il bancone, te fanno un foglietto e lo paghi ad un' altra cassa, torni a ritirare il tuo preziosissimo vino, e attenzione che se non lo hai specificato prima, nemmeno il pacchetto regalo te fanno.

E quando invece te lo fanno...signori che lusso.
Il pacchetto regalo del Trimani, consiste nella tua bella bottiglia pagata cara, IN-CARTATA in una velina bianca (so' minimalisti e anzi ringrazia che non hanno usato il giornale) infilata in un M- O- S- C- I- A busta di plastica, BIANCA pure questa.
Ah però su questa c'è il logo. Ce fate un figurone col sacchetto Trimani. Avete speso 30 euro pe' 'na bottija de vino che sembra comprata in ferramenta.

E' proprio il caso di dire che i Trimani ( ma non tutti, chi gestisce il Trimani Wine Bar a Via Cernaia ad esempio, offre invece un ottimo servizio), hanno preso alla lettera il detto, e loro sì che se ne intendono...

"Avere la botte piena e la moglie ubriaca". Prosit.

Trimani,
Via Goito, 20 - 00185
Roma

Good Vibrations

Eh si, le buone vibrazioni possono venire anche da un martello pneumatico.
Autore JEREMY CLAPIN, corto del 2009.
Animato con il cuore.
E n j o y.




Notte Sento


Può la stazione Termini diventare un posto romantico?
Secondo questo corto di Daniele Napolitano sì.
Una notte-tempo d'estate, tra i tabelloni della stazione addormentata e l'aria che sa di Mac, le insegne delle pensioni a una stella di via Giolitti illuminano un incontro.
Un po' Vacanze Romane, e un po' Caro Diario, NOTTE SENTO è montato con la tecnica stop motion, ben 4500 fotografie tagliate e assemblate. 

Scorrono bei fotogrammi di Roma, da piazza della Repubblica, ai marmi dell'Eur, mentre l'alba al Pincio conclude una notte strana e un incontro che non ti cambia la vita, o forse sì.
 Storia semplice, girata e montata con sensibilità. Bella.

Finalista per il Vimeo Festival 2010, sezione Narrativa.
Enjoy.

Buone Feste


Vorrei augurare Buone Feste con questo film che qualcuno considera un film minore del regista, ma che per me è tra i più bei film non solo di commedia all'italiana (che poi commedia non è) ma di tutto il cinema che conosco.

Parenti Serpenti, 1992. Abbruzzo, feste di Natale, un paese della profonda e tradizionale provincia italiana. Quattro figli, una nuora, due generi, due nipoti, due nonni e una stufa. Un distillato di cinismo e cattiveria. Un affresco spietato, ma vero della famiglia italiana, con i sorrisi, i riti, i litigi, le dinamiche truci, le ipocrisie e volgarità. In un crescendo triste e amaro.

Cast memorabile con Marina Confalone, Paolo Panelli, Cinzia Leone, Alessandro Haber, Monica Schettini.

La regia è di Mario Monicelli. Un cinico dal cuore grande.

Sul muretto

Foto di Neve*
D'estate passavo pomeriggi  interi tra mucchi di terra-farina, sassi-uova e erba-insalata ad incartare con fogli di giornale.  E allestivo e vendevo e consigliavo con perizia la mia merce che stava in bella mostra sul muretto sotto casa.  Giocavo al mercato e tra i giochi era uno dei preferiti.

Oggi,  quando mi capita di fare il mercatino giapponese provo di nuovo la gioia e la frenesia del muretto. 
Torno a giocare bambina.  E mi diverto come allora, anzi di più. 
Signora che dice le do una bustina? Si, meglio, che si rompe.

Sopra il mio banchetto giapponese al Black Out,  domenica 12 di dicembre. 

Please don't let me be misunderstood


L'hanno scritta per Nina Simone ma il successo  è arrivato un anno dopo con gli Animals.
Please don't let me be misunderstood la canzone, correva il 1964. 

Le posto tutte e due,  la versione degli Animals per la voce super-secsi  e il ritmo blues-psichedelico di Eric Burdon ((ne fanno ancora di cantanti così?) e la versione Nina Simone perchè affonda le dita nel cuore. Enjoy.

Le dedico a tutti quelli che con o senza casco domani manifesteranno il loro dis-senso per le strade di Roma. E finalmente qualcosa si muove.

Il falco e la quaglia


E' una settimana che ci scassano con lo scellerato di Scilipoti.
Scilipoti di qui, e Scilipoti di la, e basta con questo teatrino. Lo abbiamo capito chi è, basta ascoltarlo.
E che è tutto sto accanimento? Ci fosse stato solo lui a fare il salto della quaglia.

Perchè non partono gli inviati speciali e i report d'assalto ad intervistare che so, per esempio un  Massimo Calearo e magari anche colui che al tempo, non molto tempo fa, in verità,  lo scelse come capogruppo PD per il Veneto, e cioè sua santità Walter Veltroni?

Perchè, qualcuno potrebbe rispondere, il Calearo non è una quaglia, ma il falco della Confindustria.


Got my Smile !

Nina Simone - Aint got no / I got life - 1968

 Nina Simone e l'energia di questa canzone. Enjoy.



Ain't got no home, ain't got no shoes
Ain't got no money, ain't got no class
Ain't got no friends, ain't got no schooling
Ain't got no work, ain't got no job
Ain't got no man

What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away


I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex

Ain't got no father, Ain't got no mother
Ain't got no children, Ain't got no faith
Ain't got no hearth, Ain't got no water
Ain't got no ticket, Ain't got no token
Ain't got no man

What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away

I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex

I got my arms, I got my hands
I got my fingers, Got my legs
I got my feet, I got my toes
I got my liver, got my blood


I've got life , I've got my freedom
I've got the life


La donna secondo Shiseido. L'evoluzione dell'immagine femminile dal periodo Meiji ad oggi



Pubblicità Shiseido alla mostra internazionale del Cinema di Roma, novembre 2010.
Solo qualche pannello per illustrare i modelli femminili che hanno cavalcato i centocinquantanni più veloci della storia giapponese

Seconda metà ottocento. Gli albori. La donna è ancora Ukiyoe, un' immagine del mondo fluttuante
 
Fine ottocento. Transizione.  La nuova Tokyo con palazzi e treni e la nuova donna, ancora bidimensionale ma a la mode del tempo.
Anni venti. Art Deco e l'internazionalizzazione, la donna  moderna è raffinatezza.
Anni sessanta, eleganza discreta e glamour hollywodiano
Anni settanta,  la donna è protagonista e  non ha paura di nulla, neanche del sole
La donna oggi.  E' quel che vuole essere.





Questione di tempo


Signorina, con chi ha visto il film?
In compagnia...
Si, ma in compagnia di chi?
In compagnia maschile...
Marito o fidanzato?
Fidanzato
A beh allora ho qualche speranza..
E mi dica fidanzato da meno o più di sei anni?
Più di sei anni
Benissimo, allora ho molto speranze!
Ah si? E perchè?
Dia retta signorina, se è fidanzata da più di sei anni lui non la sposerà mai
...si fidi sono un uomo e so come funzionano queste cose,
 ( ridendo) ...non la sposerà mai.
Dice?
Dico.




Scambio libri

More about Oishinbo: Ramen and Gyoza
More about Oishinbo: Fish, Sushi and Sashimi




















Se vi interessano la cucina giapponese e il fumetto vi consiglio la serie Oishinbo di Tetsu Kariya.  Saprete tutto sulla mania dei giapponesi per il cibo in ogni sua forma, dalle creature marine alle foglie degli alberi.
Della serie pubblicata in inglese ho 3 volumi : Japanese Cuisine, Ramen and Gyoza, Fish, Sushi and Sashimi. Domani li trovate al mercatino.

Li vendo come usati ma li posso scambiare con altra letteratura giapponese o sul Giappone in generale.

Mercatino giapponese Natale 2010


Domenica 12 dicembre partecipo al Mercatino Giapponese del Black Out di via Casilina 713. 
Sopra un anteprima del mio banchetto molto giapponese. Troverete oggetti originali, belli e introvabili acquistati personalmente e anche qualcosina fatta da me. Non vi resta che venire a vedere. Vi aspetto.

Ingresso come al solito 1 euro. Apertura ore 10.

A cena in giro per Asia e isole (aggiornamento con foto)

Stasera ho amici a cena. Stasera si viaggia.
Non capisco quelli che per un invito te rifilano una bella lasagna, o gli spaghetti  funghi e salsiccia.Così si va troppo sul sicuro. Un po' di fantasia ci vuole.
Io, che ieri sono stata tutto il pomeriggio a far la spesa a piazza Vittorio proporrò questo itinerario.

- Prima tappa all'isola di Pantelleria con crostini caldi al Pesto isolano (pomodoro, capperi e origano)
- Un assaggio di India con caldi e croccanti Pappadams indiani.
- Un puntata in Giappone con la zuppa di Miso di alghe wakame, tofu e erba cipollina.
- Un tuffo in Tailandia con Panang di gamberi e verdure accompagnato da riso bianco profumato.
- Una divagazione in Cina con verdure miste saltate piccanti (funghi, insalata, germogli di soia, cavolo verza)
- Un probabile rientro in Italia con il dolce, che porteranno i miei ospiti e che divoreranno con insolito appetito :)

Il tutto accompagnato da vino bianco di Sardegna e Passito di Pantelleria.
La zuppa di Miso non l'ho mai preparata in vita mia, ma ho letto la ricetta. Per il resto che qualcuno mi assista perchè credo che dopo questa cena  non dovrò più preoccuparmi di inviti  per un po'.
A bientot avec les photos!

Questo è la zuppa di miso, traslucente di tofu e alga wakame. La star della serata per me, riuscita bene, fatta con dashi, pasta di miso, porro al posto dell'erba cipollina e un'aggiunta di zenzero.
Questo il panang di gamberi che doveva uscire leggermente più cremoso accompagnato da fragante riso bianco thai.

Music Time Machine: Just an Illusion


Gli Imagination, dance music di una band inglese che ha furoreggiato nei primi anni ottanta.
Oro, luce, morbidi gonnellini dorati che si muovono luccicanti, ammiccanti e gai. 

Il pezzo: Just an illusion,  
labbra umide, sguardi languidi.

Enjoy

Questione di misure

Bangkok  Sky Train, invenzione meravigliosa che taglia il traffico e i vapori della metropoli asiatica.
Viaggiamo a 10 metri da terra tra le stazioni di Chidlom e Ploenchit.
Accanto due giovani caucasici di imprecisata nazionalità. Uno dei due guarda con insistenza i piedi dell'altro e dice:

"Belle scarpe, dove le hai comprate?"
"In Spagna, le ho comprate in Spagna"
"Proprio belle..."   annuisce soddisfatto ma aggiunge
"Ma che piede piccolo!, eh si, sembra piuttosto piccolo, che numero di scarpe porti?"
e lo spagnolo " 42..." 
poi ripensandoci aggiunge preoccupato
"Dici che ho il piede piccolo? Beh  in effetti per la mia altezza forse dovrei portare un 43...."

....silenzio...

 "Vabbè (lo rassicura il primo con aria falsamente consolatoria), quello che conta non è la misura dei piedi, ma la grandezza delle mani..."
"Ah si si, lo so"  replica lo spagnolo
..e poi come a dover precisare 
"Però guarda che il resto è di misura standard! "

Dacci il nostro riso quotidiano

Foto di Okinawa Soba da Flickr


Ieri sera in una pizzeria affollata di  San Lorenzo.
Accanto a noi due uomini e uno stralcio di conversazione.

" Ma tu il riso lo mangi, te piace?"
" No a me il riso nun me piace e non lo mangio perchè nun finisce mai, 
... io so' uno che va de fretta..."



In effetti tutti sanno che il riso si mangia un chicco alla volta 

X___________X

La CGIL o della Fraternitè

Con  tutto lo scempio degli ultimi vent'anni adesso tutti a ricordarsi dei giovani, quegli stessi ai quali ANCHE LORO, la cosidetta sinistra e la CGIL  hanno rubato il futuro un pezzetto alla volt
Alcuni esempi, di arretramento degli ultimi anni

- Leggi sullo sciopero sempre più restrittive
- Smantellamento dei contratti collettivi nazionali a favore dei contratti di secondo livello, o locali (quelli per i quali in certi posti si guadagna di più e in altri di meno, anche avendo lo stesso contratto, loro la chiamano flessibilità, premi di produzione,)
- Rinnovi contrattuali al ribasso (migliaia, sempre in nome della flessibilità e della crisi, della globalizzazione)
- Riforme del mondo del lavoro a partire dal pacchetto Treu sempre più sfavorevoli per i giovani che tanto giovani non sono più.
- Diritti e garanzia conquistate con anni di lotte e scioperi cancellati con un tratto di penna.
- Tentato scippo del TFR
- Politiche sulla famiglia inesistenti.
- Politiche per le donne nel  lavoro inefficaci e diseguaglianza di genere (salari, dignità,opportunità, maternità)
- Scuola pubblica sempre più sfasciata e abbandonata  a favore di una privata sempre più elitaria
- Università sempre più povere e care
- Divario sempre più ampio tra redditi da lavoro dipendente e liberi professionisti, tra impiegati, operai e manager, tra ricchi e poveri
- Tasse sui redditi da lavoro dipendente sempre più onerose
- Tasse sui redditi da capitale ridicoli
- Privatizzazioni, privatizzazioni, privatizzazioni


Questi solo alcuni esempi.  E loro, vedi sopra,  hanno assistito, firmato, approvato, nel migliore dei casi taciuto a questo imbarbarimento della società italiana, a questo declino sociale economico culturale politico del paese. Responsabili, insieme a tutti quelli che ancora li sostengono.

E mo' fanno la mossa. E mo' fanno segretario una donna. Dopo l'UGL , sorpassati a sinistra pure da un sindacato che nel giro di qualche anno si è conquistato il diritto di sedere al tavolo con i confederali , ma di cui non si conosce il numero degli iscritti e il cui segretario è una creatura cresciuta e pasciuta nei salotti televisi.
Se so' inventati un sindacato nel giro di pochi anni. Una creatura mediatica, cresciuta a marketing televisivo. 
Ma come? Un segretario donna in un sindacato tradizionalmente di destra. Allora anche la Cgil avrà il segretario donna, addirittura una con un passato da dura e pura Fiom. Ecco fatto.

E la Camusso che fa?  E la CGIL che fa? Fa la sfilata a Roma insieme a tutto il popolo della sinistra e a tanti ggiovani, quelli ai quali con il suo sindacato solo un paio di anni fa con una mossa truffaldina ( il silenzio assenso) ha cercato di togliere il TFR  per  farlo gestire al sindacato con i cosidetti fondi pensione, la famosa  pensione integrativa, che avrebbe fruttato tanti soldi,  non si sa a chi,  di sicuro non ai lavoratori.

Vabbè ma questo è il passato. La sinistra si rianima, la CGIL scende in piazza.  No non scende.

Stessa pasta di  Epifani, che ad un concertone del primo di maggio di qualche anno fa,  rispose così ad  un giornalista che gli domandava " Segretario qual è la parola,  il concetto che ritiene più importante tra Libertè, Egalitè o Fraternitè?

E il segretario del più grande sindacato italiano,  come un parroco di campagna rispose

 F-R-A-T-E-R-N-I-T-E'   

Tanta FRATERNITE' a tutti.

Koh Mak pericoli


A Koh Mak si vive ancora di pesca, attività che occupa anche i cani , di coltivazione di palme da cocco e di raccolta di caucciù. Passare sotto palme cariche di noci  è potenzialmente pericoloso, come avverte il segnale.
Meno che attraversare la strada a Roma, comunque.


Koh Mak

Koh Mak, latidudine 11°49' emisfero Boreale, longitudine 102°29' dal meridiano di Greenwich. Golfo di Tailandia, 35 km dalla terraferma.


Sto come Neve al sole di Koh Mak,
perchè d'inverno si sta meglio al caldo.
I libri sotto la palma: l'isola dei naufraghi di Natsuo Kirino e Gelo di Bill Streever
A presto, se non mi sarò sciolta del tutto.


Cliccate per ingrandire e annusare l'olio di cocco puro nel quale mi immergo per evitare (inutilmente) i moscerini della sabbia.

Luce Pantesca


Un viaggio a Pantelleria. Un viaggio di fine estate nell’isola del vento, come la chiamavano gli arabi.

Lago Specchio di Venere

Più grande di Lampedusa, Pantelleria, la Venere nera come qualcuna l’ha definita, non potrebbe essere più diversa da quest'ultima. Si erge scontrosa e bella tra la Sicilia e l’Africa settentrionale, proprio al centro del canale di Sicilia. L’isola è tanto vicina alle coste tunisine che nelle giornate particolarmente nitide e al tramonto si possono scorgere le luci di Capo Bon.  



Scauri, scorcio
Pantelleria è piena d’Africa: Africa nei nomi delle contrade: Khamma, Bugebber, Mueggen, Rekhale, Sibà, Africa nell’architettura dei  dammusi, costruzioni uniche e particolari che richiamano alla mente luoghi e genti d’oriente.

Scauri geometria

Cupole bianche contrastano con muri  rivestiti di lucida pietra nera vulcanica, l'ossidiana, e  caratterizzano il paesaggio isolano, paesaggio che i panteschi, hanno nei secoli trasformato e dove i dammusi, gli appezzamenti di terreno con  le coltivazioni di capperi e di uva zibibbo stanno li a raccontare un'intera economia.
Dammusi


Africa anche nei piatti, dove il cappero e il passito regnano sovrani, ma dove ha uno spazio tutto suo una variante isolana del cous cous,  il cous cous di pesce. Pantelleria ha molto da offrire. Un mare scuro ma pulito, una costa rocciosa, difficile, a tratti impervia, dove l’accesso al mare non è mai semplice. Il mare qui   non ha la trasparenza gaia dei fondali sabbiosi., il refrigerio si deve conquista a fatica. Che belle però Cala Cinque Denti, Cala Cottone, Punta Spadillo con il Laghetto delle Ondine,  Cala Levante e Cala Tramontana,  e Cala dell’Elefante, dove il tempo ha creato un maestoso arco di pietra che si getta in questo mare dai colori cupi e dai riflessi smeraldo.

Palestina?

L’interno isola e la natura di Pantelleria valgono da soli viaggio. 
La Pantelleria più bella,  non è quella del mare, ma quella della montagna, delle contrade disordinate che punteggiano come fiori di scisto la campagna chiusa dai muretti a secco.
Pantelleria si gusta meglio all'interno, a Monastero, per esempio dove lo scintillio del mare è solo un riverbero e l'ombra della valle asseconda i pensieri.


Dammusi e Uva a Monastero

Mi verrebbe da dire che Pantelleria è come il suo prodotto più conosciuto, il passito,  liquore caldo e mieloso. Pantelleria è come il suo distillato più famoso, è un'isola da meditazione. I colori della roccia contrastano con il verde cupo dei pini di Montagna grande, con il verde delle piante dei capperi e l’oro dei grappoli d’uva.
Valle di Monastero

Si può andare a zonzo per le contrade dove il tempo sembra essersi fermato, si può camminare su di uno dei tanti sentieri che attraversano l’isola alla ricerca di testimonianze antiche e dammusi moderni.

Nella piana di Monastero

Si può far visita ad un’azienda agricola e assaggiare il vino bianco che qui chiamano Catarrato,  oppure puntare diritti verso la grotta del Bagnoasciutto, la grotta di Benikulà, dove si può fare una sauna gratuita e salutare in uno spacco di montagna.
Khamma

Si può fare molto oppure niente a Pantelleria, perchè il tempo qui ha un altro respiro. 

Color Bianco dammuso
A Roma comincia a fare freddo solo ora.  Mi riscaldo con qualche scatto di questa estate, lontanissima ormai.
Città di Pantelleria, angoli uguali a sessanta anni fa



Entra nelle foto e lascia che ti arrivi il  profumo di capperi e zibibbo. E godi degli scorci e di architetture di luce di un'isola straniamente bella, Pantelleria.
Faro di Punta Spadillo




Giappone mania anni ottanta

Trentanni prima degli altri in Italia la Rettore canta, interpreta, si ispira al Giappone. Prima di tutto e di tutti. Originale e anticipatrice Rettore.
 
Karakiri - 1982  punk rock italiano (come direbbe Battiato) ma anche new wave
singolo tratto dall'album Kamikaze rock'n'roll suicide


Per Buddha e per Bushido o vincere o morire
per tutte le mie ossa o vincere o morire
per i vulcani spenti o vincere o morire...
vorrei scappare ma i peschi sono in fiore
la mano trema keishaku aspetta me


Lamette, 1982  sempre da Kamikaze rock'n'roll suicide - balletto con risciò, bandiere e bandane com improbabili ideogrammi. Particolare da notare il cerchiettoda insetto. Fantastica Rettore, italian Harajuku girl!


Un passo indietro. Splendida Splendente 1979,  ci sono sempre  lamette ma qui  per essere belli veramente.  Una canzone sul bisturi. Nel 1979.

Rettore dal  look colorato, esagerato, vibrante, divertente Rettore cantautrice trasgressiva e  sottovalutata ma dalla pelle trasparente come uova di serpente e perciò per sempre Donatella Splendida Splendente.

Buon ascolto.

Leggero il passo sui tatami


More about Leggero il passo sui tatami
Vivere il Giappone con gli occhi di Antonietta Pastore è vedere attraverso i suoi occhi e sentire con
la sua pelle tutto il ventaglio di sensazioni che colpiscono coloro che si avventurano per qualche tempo in questo pianeta popolato da extraterrestri.
La Pastore, oggi affermata traduttrice, ci racconta in poco meno di duecento pagine di un altro mondo fatto di segni e di sogni, accompagnandoci con passo lieve nella sua vita di straniera alle prese con un paese liquido dove, al principio ci si ritrova come in un acquario tropicale inondati da luci e colori che danzano scintillanti ma rimangono muti e incomprensibili.
In questo acquario, caldo, apparentemente accogliente ci si trova a nuotare meravigliati, stupiti, affascinati ma qualche volta si rischia di affogare.
E allora quelle stesse luci che poco prima avevano conquistato  respingono,  annoiano,  irritano.

Così fa il Giappone a chi ci vive,  trasporta chi si avventura per le sue acque colorate ma a tratti insidiose in un' altalena di sentimenti diversi e contrastanti.  Antonietta è bravissima nelle descrizioni di vita quotidiana, nell'abbozzarci tipi psicologici e situazioni classiche e meno di vita giapponese.  E non si può fare a meno di immedesimarsi in lei e nel suo percorso di vita giapponese, lungo sedici anni e pieno di discese e risalite.
E ancora una volta non si può fare a meno di annuire, sorridere, cercare di comprendere e magari amare  il più straniero dei paesi, il Giappone.

Einaudi
192 pagine
Prima edizione Febbraio 2010
Eur 13.50

Sonobe Addicted

Aiutatemi, non riesco più a smettere :)

Icosaedro Sonobe 30 moduli assemblati senza colla
Modulare Spiky ( gli ultimi due)  12 moduli e un po' di colla

Spontaneità giapponese

Alitalia è rimasta la sola compagnia aerea a collegare direttamente l'Italia con il Giappone.
All Nippon Airways sono anni che ha chiuso le rotte da Roma e Milano, Jal invece dopo una crisi e una ristrutturazione pesantissima da un mese circa. Insomma come nel film Highlander, ne è rimasta solo una.
Due giorni fa alla mostra mercato Rifletti il Giappone, Yuki la signora giapponese che si è incaricata di illustrarmi per bene gli oggetti esposti mi ha detto di essere venuta a Roma con il volo diretto.
"Ah si? E com'è Alitalia? " ho chiesto.
" Ummmm,  c  a  s  u  a  l  "  ha risposto. 

Pompom Love

POM-POM LOVE! POM-POM LOVE! POM-POM LOVE!
 Divertenti, audaci, buffi, esuberanti, esagerati  POM-POM!
 Pom Pom Pom POM pOM pOM POM Pom.
Per chi non l'avesse capito, vorrei ricoprirmi di  POM-POM, vorrei tuttarmi in una vasca di POM-POM, vorrei appendermi collane enormi di POM-POM, attaccarmi code di pom-pom, mettermi orecchie di pom-pom.
Solo POM-POM, sempre Pom-POM
POM-POM LOVE!


1 Tiny PomPom candy 13 by dadaya
2 Multi colored PomPom Necklace by Yokoo
3 Tiny PomPon candy 18 by dadaya
4 Yeti PomPom Headband by chasedakota
5 Couture PomPom Hat Avant garde by Couvert
6 Tiny candy PomPom snow2 by dadaya
7 The Juggler Girl's Headband by underthepyramids


Clear Skies in may

Cortometraggio del 2008 dello studio ANNY
Un omaggio a Kyoto e alle sue tradizioni : calligrafia, musica, pittura, danza, teatro kabuki.
Enjoy



Director: Tetsuo Suzuka
Animation: Cozy Suzuka
CG assistance: Michiko Kato
Poetry: Kyoko Matsui
Calligraphy: Seikou Oda
Translation by PASHA
Music: “London No Yoru No Ame”
Composed: Miyagi Michio
Performed: Tomoko Sunazaki

Rifletti il Giappone- Mostra Mercato di artigianato di design giapponese

Il programma di questo sabato. Andare a vedere la mostra mercato Japan Brand. 





Foto di Neve*

Foto di Neve*

JAPAN BRAND
dal 29 Ottobre al 11 Novembre 2010 dalle 11:00 alle 20:00
Scuderia Palazzo Ruspol i
Via di fontanella borghese, 56/B-00186-Roma - ITALY
TEL 06/68136598 FAX 06 /6872276

So' soddisfazioni

...quando riesci a chiudere un ICOSAEDRO SONOBE senza accartocciarlo!
Clap Clap!
Cliccate sulla foto e sentitevi zen.


Mountain Dance

Per completare il quadro, non poteva mancare la colonna sonora del film Innamorarsi, Mountain Dance di Dave Grusin.
Così tanto per immaginarsi una New York anni ottanta, anche se non ci siamo mai stati,  le foglie  di Central Park e l'odore  di carta della Rizoli (con una zeta sola, all'americana).
Buon Ascolto.



Dave Grusin - piano
Lee Ritenour - guitar
Abraham Laboriel - bass
Carlos Vega - drums


Falling in Love

BEST BEST BEST EVER ROMANTIC FILM, unodei film più romantici , con un paio di scene da urlo e recitato da dio da quei mostri sacri di Meryl Streep e Robert De Niro nel 1984.
Immaginatevi New York a Natale, la libreria Rizzoli, uno scambio di libri, un incontro sul treno, un uomo e una donna travolti dalla passione e dai sensi di colpa. Forse non proprio una trama originale ma un film magnifico con una recitazione che ha valso alla Streep il Donatello per migliore attrice straniera.
Se ve volete fa male ma anche del bene, guardatelo, più e più volte, come faccio io.
Di seguito i 2 minuti tra i più tumultuosi  e teneri del film. Molly e Frank si sono già incontrati per caso mesi prima. Frank finalmente incontra di nuovo Molly sul treno che lo riporta a casa e decide di farsi avanti.
E' una lotta contro il tempo e l'emozione. Molly è evidentemente , imbarazzata, combattuta e felice.
Beccateve sta scena che ho preso da You Tube, e guardatevi  poi il resto del film.  La traduzione del dialogo dal norvegese : ) è mia e una frase mi sfugge.
Due battute su tutte: I'm married too  dice Frank....Well a lot of people are   risponde Molly. Enjoy.


F  Ci sono dei posti dietro
M  No, Ah salve, grazie ma sto bene qui
F .. E' che l'ho vista...
M.  ..Si ma io scendo alla prossima
F  Allora abitiamo vicino....il mio nome è Frank ...
M  Oh si, piacere, il mio nome è Margareth Gilmore, Molly
F :  Lavora in città?
M   No, sono sposata ....no volevo dire...non lavoro, anzi si lavoro ma non in questo momento, mi occupo di grafica, sono una freelancer.....e lei ?
F  Se lavoro?
M  Si, in città...
F  Si lavoro in città
M  No è che ho mio padre malato in ospedale
F   Ah mi dispiace
M   Oh no sta bene , è che e vado molto spesso a trovarlo....Sa stavo proprio pensando a lei oggi...
F   Ah si?
M   Si al fatto che ci siamo incontrati tanti mesi fa in quel modo
F    Si lo so è stato buffo.........Anch'io sono sposato...
M   Un sacco di persone lo sono
F   Eh si penso che sia così
M   E' sua moglie che ama il giardinaggio?
F  Si è lei......
PARTE L'ANNUNCIO DELLA FERMATA DOBBS FERRY
M  E' la sua fermata...
F ...Lei, lei domani prende lo stesso treno?
M  No
F   Ah, non è che io stia cercando un modo per...
M  Oh si certo, lo so...
F  Pensavo solo che potevamo fare il viaggio insieme....
.....................................................................
M ....Venerdì! Venerdì verrò venerdì, sul treno delle 9.04
F  Questo venerdì?
M   Si, questo
F   Ok allora, a presto
M   A presto

La libreria

foto di neve*

Ha riaperto la mia libreria preferita. Adesso ha anche le poltroncine di cartone e al piano superiore delle vere e proprie scrivanie con libri, giornali, vista sul  planetario e su Via Vittorio Emanuele Orlando.
Si può volere di più?
Beh per esempio un vassoio di arancine Dagnino, un fustaccio in canottiera con i piedi sul tavolo, oppure un incontro travolgente come nel film Innamorarsi.
Seeeeeeeeee, qualcos'altro?
Sì,  uno che poi paghi il conto dopo,  grazie.

 

Mercatino Scuola Giapponese Edizione 2010

foto di neve*

E' ufficiale, domenica 10 ottobre 2010 si rinnova l'appuntamento con il BAZAR della scuola giapponese di Roma.
Dalle ore 11 alle 15 a
Via della Casetta Mattei 104


Faramarz Aslani - Age ye rooz ( Se un giorno)

 Successo del 1977 dell'iraniano Faramarz Aslani, pescata su Youtube,
Di molto bella e di molto triste.
Posto anche il testo in farsi. Si intuiscono abbandono, freddo, vento, mare, gabbiani solitari, cuori spezzati etc...
Un classico

Enjoy

Age ye rooz beri safar
beri ze pisham bikhabar
asir rooia ha misham
do bare baz tanha misham

be shab migam pisham bemoone
be bad migam ta sobh bekhoone

be khooone az diare yari
ke toosh mano tanha nazari

age faramoosham koni
tarke aghoosh koni
parande ie darya misham
too change moj raha misham

be shab migam pisham be moone
miram ke har kasi bedoone

miram be sooie oon diari
chera miri tanham mizari

age ye roozi noome to
too gooshe man seda kone
do bare baz ghamet baid
ke mano mobtala kone

be del migam karish nabashe
be zare darde to dava she
bere tooie tamoom joonam
ke baz barat avaz bekhoo
nammmmmm

Ageh bazam delet mikhad,
Yare yekdigar bashim
Mesale ayoome ghadim
Beshinim o sahar pashim
Bayad delet rangi begire,
Dobareh ahangi begire
Beh gire rang-e oon diyari,
Keh toosh mano tanha nazari

Ageh mikhay pisham bemooni
Biya ta baghiyeh javooni
Biya ta poost beh ostokhooneh
Nazar delam tanha bemoone
Bezar shabam rangi begire
Dobareh ahangi begire
Begireh rang-e oon diyari
Keh toosh mano tanha nazari

Che mi ci portate a fare dagli Hare Krishna se mi volete bene?


Tutto quello che so di Induismo lo devo ad un paio di esami di Buddismo (!)  fatti con il prof. Pensa all'università.

Che a Roma ci fosse un tempio Hare Krisna che alla bisogna si trasforma in ristorante non lo sapevo.
Ma è qui che mi hanno portato e allora
  • Mi sono tolta le scarpe
  • Ho conversato abilmente in una stanza in presenza di un'inquietante statua a grandezza umana adagiata su una delle più brutte poltone mai viste
  • Me so' bevuta una tisana al ribes che con la zuppa di lenticchie dal e il chapati non si sposa per niente
  • Ho fatto la disinvolta quando mi hanno salutato con Hare Krisna, Hare Hare, Rama Hare (significa?)
  • Ho lasciato ob torto collo una più che generosa offerta per un pasto che sarà stato pure spirituale ma che io ho trovato alquanto blando
  • Mi sono intrattenuta a discorrere con un devoto dall'eloquio tranquillo e quasi ipnotico, e da costui ho pure accettato un libretto divulgativo  pieno di saggezza che avrei pure sfogliato se

..quando ho chiesto, forse sfacciatamente, quanti erano nel tempio, che vita facevano, come e di che campavano,  non fossero cominciate le favole ( tipo viviamo della vendita dei libri, seee e con i libri ti ci paghi il palazzetto al ghetto di Roma) ,  gli aneddoti sulle statue degli elefanti nella antica India,  il proselitismo duro e puro seppur infarcito da ammiccamenti e battute,  le affermazioni categoriche sull'anima, la verità, i libri sacri, Dio, la fede, la morte, il senso della vita, il libero arbitrio, insomma tutte cosucce sui cui è inutile arrovellarsi perchè secondo i credenti in generale "le cose sono semplici, le risposte sono scritte,  basta leggere, pregare, seguire, obbedire, basta avere fede, basta credere nel nostro Dio"

Ho pensato perciò che poteva bastare così, e che palle, oltre la tisana al ribes pe' cena devo sorbirmi  pure il catechismo?
Mo' basta, non sono qui per dissetarmi alla fonte della tua saggezza spiritoso devoto,  non credo in assoluto ai libri sacri,  alle parola di Dio scritta dagli uomini , alla verità rivelata, ai riti, ai mantra, ai divieti, ai dogmi,  ai precetti, considero religioni e clero strumento di oppressione, ignoro i santi,  non so nulla della vita oltre la vita,  mi faccio delle domande ma l'idea di Dio non è al centro dei miei pensieri.
So' agnostica, forse atea e qui c'ero venuta solo pe'  magnà.