Fagiolini e Tofu al profumo di Curry

Altro piatto unico verde da prepare in pochissimo tempo dal sapore niente male. Ingredienti per due porzioni
  • 250 gr di fagiolini
  • un panetto di tofu naturale
  • curry
  • olio extra vergine
  • uno spicchio d'aglio
  • sale marino
  • pepe macinato fresco
  • una manciata di semi di sesamo

Preparazione

Dorate in una padella con l'olio uno spicchio d'aglio e mettete il tofu a dadini. Aggiungete 2 o 3 cucchiaini di curry, a vostro gusto e lasciate rosolare un po' il tofu. Per il curry io ho utilizzato una miscela in vendita da Castroni Thai curry mix con dentro anche il lemon grass. Ma è una questione di gusto. Dopo qualche minuto aggiungete i fagiolini già lessati leggermente croccanti e lasciate andare ancora un po' sul fuoco. Aggiustate di sale, di pepe e spolverate con una manciata di semi di sesamo.

Padellata Peperoni e Tofu


Preparazione velocissima per un piatto unico o contorno solo verdure molto appetitoso.

Ingredienti Tofu Mediterraneo (sempre 2 porzioni)

  • Un panetto di Tofu (quelo nella foto è agli spinaci)
  • Un peperone giallo o rosso
  • Una manciata di capperi di pantelleria (sotto sale)
  • Origano
  • Sale marino e pepe fresco macinato
  • Olio extra vergine

Preparazione

  • In una padella con un goccio d'olio mettete il peperone tagliato a fettine senza averlo prima scottato sulla piastra.Fare cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti o finchè i peperoni non appassiscono.Aggiungere poi il tofu tagliato a dadini, i capperi lavati, l'origano e una macinata di pepe fresco.Lasciare sul fuoco finchè il tofu non sarà un po' rosolato. A questo punto la padellata di Tofu mediterraneo è pronta.

Un giorno a Barcellona


Lo confesso, Mi piacerebbe vivere a Barça.
Per dirla tutta mi piacerebbe vivere un po' a Barça, un po' a Parigi, un po' a Londra, un po' a Tokyo e pure un po' ad Amsterdam. Un paio d'anni in ciascuna di queste città in piena età da "cazzeggio", tra i 18 e i 28 sarebbe perfetto.......Magari la prossima volta o la prossima vita.

Comunque Barcellona mi piace e ci andrei tutti i fine settimana. Altro che. Prima di tutto perchè c'è il mare con uno splendido lungomare lungo e largo tutto ciclabile pieno di chiringuitos e ristoranti che si affacciano su uno spiaggione allegro e pulito.  Poi perchè

  • a Barcellona c'è sempre (quasi sempre) il sole, di più che a Roma (sì, sì);
  • i mercati rionali (uno su tutti la Boqueria) sono una gioia per gli occhi e la gola;
  • le scarpe sono belle e costano meno (o magari sono io che so' fissata);
  • ci sono i churros, i polvorones e l'orxata da bere (per esempio da Donat, in Portal dell'Angel), delle vere ghiottonerie;
  • parli in castigliano e ti rispondono in catalano e viceversa;
  • la Ciutat Vella è affascinante e piena di vicoli che ricordano Napoli, Genova e Bari;
  • nel Barrio Gotico si passa dal buio di certe stradine alla luce di certe piazzette;
  • a Barcellona ci sono splendori come la Cattedrale, la chiesa di Santa Maria del Mar, il Liceu, il Palau della Musica, il Museo Picasso;
  • è la città con il più alto concentrato di arte Modernista e con la chiesa più strana del mondo;
  • ci sono dei palazzi bellissimi, tutti attaccati gli uni agli altri, con appartamenti appetibili che sono di exterior, e meno belli se sono di interior. Ogni volta che guardo questi palazzi dalle facciate liberty me li immagino abitati dagli inquilini del film "La Comunidad";
  • Barcellona è solo a un'ora e un quarto di volo da Roma e ha un aeroporto a venti minuti dal centro;
  • è una città in fermento e con tante panchine per goderselo.  Sì, Barcelona è proprio una Ciutat Guapa!



Lo spitino a Roma

A Roma ci sono diverse pasticcerie siciliane. Una delle più conosciute è Dagnino, vicino la Feltrinelli International di via Emanuele Orlando a piazza della Repubblica. Un posto storico giustamente famoso per la sua pasticceria, con l'arredamento immutato negli anni: stessi specchi, profilati di alluminio, divise dei camerieri e carretti siciliani dagli anni settanta. I prezzi non sono bassi, ma la qualità è garantita. Un po' meno la gentilezza. Ma non volevo parlare di Dagnino. Mi serviva solo per dire che a Roma Sicilia è sinonimo di dolce (cassate, cannoli, dolci savoia ) mentre il salato è piuttosto trascurato. A parte "le arancine" che ormai hanno preso il posto del compianto supplì (che ahimè noi non sappiamo più fare) si trova poco altro. Navigando in rete, ho trovato un indirizzo golosissimo, provato alla prima occasione e una specialità mi ha lasciata a bocca aperta: lo spitino. Non è uno spiedino, bensì una specie di panino fatto con mollica di pane raffermo, ragù e piselli, besciamella, tutto fritto sul momento e da mangiare con le mani! Il risultato è cibo da strada di una bontà esagerata. Io l'ho provato da Nobel, una pasticceria siciliana super(ma che fa anche arancine, spitini, sfincioni.....) che si trova a via Tuscolana 26, una vera scoperta.

I ciliegi di via Panama

Negli anni venti l'imperatore del Giappone Hirohito donò alla città di Roma degli alberi di ciliegio che vennero piantati in una zona limitrofa della città. Tra Villa Ada e Via Salaria corre una strada, Via Panama. Proprio qui vennero piantati gli alberi dell'imperatore. Per l'occasione la strada fu ribattezzata via del Giappone. Questo fino alla fine della seconda guerra mondiale... Ho percorso la via alla ricerca di questo pezzetto di Giappone a Roma e con mio grande rammarico mi sono resa conto che lungo la placida strada non rimangono che due, forse tre dei bellissimi ciliegi piantati settantanni fa. Si riconoscono in mezzo a tante pianticelle rachitiche per la loro possenza e l'ampiezza del loro fusto. In questi giorni sono particolarmente belli, gonfi di rosa acceso celebrano una nuova primavera e un'antica amicizia, ignorati dal traffico che va.

ちりじりに居てもする也花の春

chiri-jiri ni ite mo suru nari hana no haru

Sono lontano da casa ma sboccia un'altra primavera

Haiku composto nel 1817 da Kobayashi Issa

Fango

Settimana difficile illuminata da un incontro.
La tua luce era offuscata, debole ma pur sempre una luce. L'intimità non è cosa facile da ritrovare, ma a volte una stretta di mano può bastare. Le parole non contano, conta la musica. 
Dedicata a Laura, amica persa in mezzo al mare.

Domenica di primavera, Hiroshige o Porta Portese?


La mostra di Hiroshige è iniziata e ancora non sono andata. Fino ad ora mi sono fatta influenzare dal fatto che si trova a via del Corso, strada che non sopporto proprio. Per il momento quindi la visita alla mostra è rimandata.

Sono stata di nuovo al Mercato di Porta Portese. Faccio sempre lo stesso giro e lascio vagare il mio sguardo su persone e cose. Proprio quando il paesaggio è lo stesso che si notano i particolari. I banchi sono sempre quelli, qua e la i buchi lasciati dai vigili roditori e io che ho le mie preferenze spero di venire catturata da oggetti stupefacenti che non trovo ahimè quasi mai.

I miei acquisti preferiti: dvd, dvd, dvd, libri, piantine, collants e cosmetici. Ogni tanto un ninnolo, o il cambio del cinturino. Ho sempre l'acquolina di fronte ai fumi del salsicciaro di piazza Ippolito Nievo, ma resisto e continuo la mia discesa tra ombrelli, scarpe, cappelli e cumuli di "firmato", mentre mi lascio catturare volentieri più a valle dalle fusaie e dalle olive di via Ettore Rolli mentre guardo sempre un po' disgustata il verdolino in sospensione di quella strana fontana messa lassù, ma già così giù *_*

Propositi della domenica. Riuscire a leggere i due libri che ho comprato La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris (Guanda 1983) e Le borgate di Roma di Giovanni Berlinguer e Piero Della Seta (Editori Riuniti 1976), entrambi pubblicati per la prima volta negli anni '70 e poi andare a fare qualche foto alla passeggiata del Giappone dell'Eur, finchè i ciliegi sono in fiore.


Canzone di oggi, questa indimenticabile. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANCORAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAMOOOOOOOOOOOOOORE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH

Hanami @ Nakameguro

Per festeggiare il mio duecentesimo post inauguro il "J Inspiration" tag.
Foto, disegni, atmosfere trovate in rete evocative del Giappone, ispirate ad esso o che a questo mi fanno pensare. Qui sotto una mia foto scattata in giro per Nakameguro, quartiere residenziale, dall'atmosfera vagamente europea dove amano passeggiare i giapponesi bene tra boutique alla moda, negozi bric-brac e piccoli ristoranti. Dove c'è un po' d'acqua e qualche albero la zona è automaticamente chic, specialmente a Tokyo, dove gli unici alberi per le strade sono quelli delle linee telefoniche. Questa è una foto di Nakameguro a novembre, le foglie sono cadute e i rami pencolano nudi e freddi.

Questa è Nakameguro adesso. E io che non mi sono accorta che erano ciliegi....

Sakura by eerkmans taken on Flickr

Tabio!

E' arrivato il pacchetto, è arrivato! Sempre alla ricerca di acquisti made in Japan, l'ultima volta che sono stata a Londra, ho trovato delle bellissime calze Tabio. Ho scoperto che questa azienda giapponese specializzata in "calzettinaria" ha punti vendita in madrepatria e in Gran Bretagna. Ha un'infinità di cose sfiziose e il sito inglese tabio.com/uk/ offre la vendita on line e la spedizione anche in Italia ;)
Siamo in primavera, proprio il momento di calze sciccose sotto gonnelline fiorate.