Giappone, una vera occasione...

Foto di Neve*
Il 20 marzo i ciliegi cominceranno a fiorire, e questo è il momento di andare in Giappone!
Se fino ad ora i prezzi dei voli non proprio popolari vi avevano frenato, ora Alitalia propone prezzi stracciati, da rimanere a bocca aperta.

Alitalia lancia una promozione sull'intercontinentale veramente allettante. Mai vista una così....
Il Nord America a 349 euro tutto incluso
Il Sud America e il GIAPPONE a 399 euro, tariffa a/r, tasse, diritti e spese carburante incluse !

Istruzioni per l'uso:
Acquistare il biglietto entro e non oltre il 9 di marzo.
Partire da Roma o Milano tra il 27 febbraio e il 30 di giugno.
Rimanere almeno un sabato notte, non più di 30 giorni.
Il Biglietto non è modificabile ne' rimborsabile.

Cosa aspettate ad organizzare il vostro primo viaggio o a tornare in Giappone?? A questo prezzo si che si può.
Maggiori info sul sito della compagnia.

Asakusa, 3 novembre 2008. Festa della cultura. Foto di Neve*

Aranzi Aronzo world.


Mr Aranzi e Mr Aronzo

Confesso che lo shopping on line è una tentazione alla quale non so resistere, soprattutto se il negozio è giapponese, se quello che vende è veramente kawaiii, se ha il portale in inglese e se contempla la spedizione all'estero. Signore e Signori eccovi Aranzi Aronzo.



Alcuni dei personaggi del mondo Aranzi Aronzo, puzzle fotografico di neve*sottile

Boulgour al curry cinese


Ingredienti per una cena esotica
  • 200 gr di boulgour ( il grano spezzato tanto usato nella cucina mediorientale, molto ma molto più buono e digeribile del cous cous)
  • 100 gr di fagiolini
  • una zucchina
  • olio, scalogno, sale, un po' formaggio di pecora a pasta dura
  • 2 cucchiaini di curry cinese (miscela di curry classico con l'aggiunta di zenzero)

Cuocere 200 gr di boulgour in acqua salata per 15 minuti. Nel frattempo lessare in acqua salata 100 gr di fagiolini. In una padella soffriggere un po' di scalogno e aggiungere le rondelle di una zucchina. Lasciare cuocere finchè le zucchine non cominciano a dorare. Aggiungere poi il boulgour e i fagiolini già cotti. Amalgamare ed aggiungere due cucchiaini di curry cinese (una miscela acquistata da Castroni). Finire con una manciata di dadini di primo sale. Servire.


Da Wikipedia: Il bulgur (denominato anche boulghoul, boulgour, bulghur o bulghul) è un alimento costituito da frumento integrale, grano duro germogliato, che subisce un particolare processo di lavorazione. I chicchi di frumento vengono cotti al vapore e fatti seccare, poi vengono macinati e ridotti in piccoli pezzetti; è molto diffuso in Medio Oriente.

Harrods

Impossibile resistere ad Harrods.  Dalle bambole ai collier, passando per i macarons di Ladurée.  Dopo mattonelle e rubinetti Art Decò, di nuovo giù nella Food Hall. This is Harrods World!

Foto e Collage di Neve*


This is Harrods World!

Giappone Sconosciuto: i Nisei

Con la parola NISEI si intendono tutti i figli di genitori giapponesi nati nelle terre di emigrazione: Nord, Sud America e Australia. In questo post faccio riferimento solo ai Nisei nippo-brasiliani. Qui qualche cenno Wikipedia sull'emigrazione giapponese.


Prendo spunto da un reportage del Manifesto di qualche giorno fa di Pio d'Emilia. La crisi ha colpito anche il Giappone. Crolla il mito del paese dove il lavoro non manca mai, o quasi. Lo spettro della crisi si affaccia anche tra il legno dei templi e l'acciaio dei grattacieli.
E i primi a farne le spese sono i Nisei. I giapponesi di seconda generazione. I giapponesi brasiliani o brasiliani giapponesi che tra le fine del 1800 e metà del 1900 partirono per il paese carioca, attirati dalla prospettiva di terra da coltivare e un futuro migliore. Partirono in tanti e si stabilirono nelle coltivazioni di caffè, stupendo i brasiliani per il carattere, la forza e dignità che mostrarono in condizioni certamente non facili. In moltissimi rimasero vivendo una vita in bilico tra due culture , tra conservazione e contaminazione, tradizione e innovazione, lingua madre e portoghese. Il tempo ha fatto il resto.
Seppur in tempi più lunghi i giapponesi del Brasile, le seconde e le terze generazioni, hanno conservato il cognome ma, con gli anni si sono mischiati, amalgamati con le altre comunità. Il colore della pelle, i tratti del viso sono cambiati, e il Giappone dopo 100 anni è ormai un mito, un'idea lontana, un vago ricordo che solo la lingua dei genitori e dei nonni illumina ogni tanto.
Ma il Giappone diventa , negli anni ottanta, gli anni d'oro, quelli della bolla economica, la terra degli avi dove poter tornare. I discendenti dei contadini che un secolo prima andarono per mare, intraprendono il viaggio al contrario. Il viaggio dei padri torna ad essere quello dei figli. Un nuovo viaggio della speranza nella terra che li aveva visti partire.
Il Giappone grazie ad una legge particolare, offre una via preferenziale a chi ha origini nipponiche e accoglie migliaia di "Maria e Eduardo", i cosidetti Nisei, i giappo-brasiliani, uomini e donne con nome giapponese ma un' anima samba. Parlano poco e male la lingua d'origine, non capiscono, non si riconoscono e mal si adattano alle regole della società giapponese. Sono estranei in casa. Fuori giapponesi, dentro altro. Dilaniati dalla voglia di farcela e la disperazione per il gap culturale. Vivono spaccati, nuovamente come cento anni prima i loro genitori.
Ma tengono duro, reagiscono, alcuni esaltano il Brasile che portano dentro, altri lo soffocano. Vanno avanti come possono, e accettano lavori duri, mal pagati e poco specializzati. Ai nisei spettano i lavori delle tre K : Kitanai, kiken e kitsui. Occupazioni che i giapponesi non amano più, attività sporche, pericolose e pesanti.
In questi giorni di crisi sono in migliaia i Nisei che perdono il lavoro, e affrontano di nuovo il dilemma dei loro padri, restare o tornare?


Il mondo dei giapponesi brasiliani lo si incontra da vicino in un libro bellissimo, un noir della scrittrice Natsuo Kirino: le quattro casalinghe di Tokyo. La copertina dell'edizione italiana dell'originale OUT, nulla ha a che fare con il libro. Non vi fate fuorviare dall'immagine di geisha in copertina, questo è un libro duro sulla realtà poco edificante di quattro amiche nella Tokyo moderna. Una città grigia, scura, puzzolente popolata da donne stanche e disilluse dalla vita, ma non vinte. Condividono un lavoro triste e malpagato insieme a molti ultimi della società giapponese: i nippo-brasiliani. Quattro amiche schiacciate dalla violenza e dal peso delle convenzioni, ma che dalla violenza e dalla sopraffazione non riescono a uscire.
Un thriller che fa la fotografia ad uno spaccato di società che in pochi conoscono e che vi consiglio di leggere.

Qui l'homepage di Natsuo Kirino
Qui la casa Editrice Neri Pozza con una scheda della scrittrice e dei suoi libri tradotti in italiano.
Qui un articolo del New York Times con la testimonianza di un Nisei (in inglese)

Haiku d'autunno

E' inverno lo so, ma in omaggio ai colori dell'autunno giapponese, e anche ad una certa malinconia che in questi giorni si è impossessata di me, posto alcuni haiku di Kobayashi Issa, poeta del diciottesimo secolo.
La traduzione in italiano è mia, mi sono aiutata  guardando la traduzione inglese un po' l'originale giapponese.

見る度に秋風吹や江戸の空
*miru tabi ni aki kaze fuku ya edo no sora*


Tutte le volte che guardo,
Soffia il vento d'autunno,
Cielo di Tokyo

人顔も同じ夕や秋の山
*hito-gao mo onaji yûbe ya aki no yama*

Sulle facce degli uomini,
lo stesso colore della sera,
Montagna d'autunno.


どの星の下が我家ぞ秋の風
*dono hoshi no shita ga wagaya zo aki no kaze*
Sotto quale stella
Sarà la mia casa,
Vento d'autunno.


古壁の穴や名所の秋の月
*furu kabe no ana ya meisho no aki no tsuki*
Nel buco del vecchio muro,
Una famosa vista,
Luna d'autunno.

Tutti gli hakai di Kobayashi Issa qui

Nikko, 日光


Nikko è una delle località più famose in Giappone, e non a torto. Tokugawa Ieyasu, il condottiero famoso per aver unificato dopo anni di sanguinose lotte il paese e fondato lo shogunato Tokugawa , per celebrare e autocelebrarsi, nel 1600 circa fa costruire in una cittadina del profondo giappone un santuario, uno delle più notevoli cittadelle sacre di templi buddisti e shintoisti del paese. Un'intera collina ricoperta di legno scolpito e dipinto dai colori accesi e sgargianti. Tutti i templi di Nikko, tra i quali primeggia il Tosho-gu sono sontuosi, ricchi di statue, lacche e decori che trasudano fasto e potere.
Siamo lontani anni luce dallo stile di Nara o Kyoto. Qui a Nikko, luogo dichiarato patrimonio dell'umanità, siamo di fronte al Barocco giapponese.
La cittadella sacra è immersa in un bel bosco, in un parco nazionale e vi si accede attraverso il bellissimo ponte Shinkyo, il ponte sacro.
La cittadina, in realtà non offre molto oltre i famosi templi. Si sviluppa lungo una strada che parte dal ponte sacro per circa un paio di kilometri e sulla strada principale ci sono diversi negozi di antiquari e qualche ristorante che pubblicizza le specialità locali. E' una città che vive di turismo giornaliero, tutto l'anno ma appena il complesso chiude e gli autobus di turisti se ne vanno, Nikko torna ad essere una sonnacchiosa città di provincia della prefettura di Tochigi dall'aria tranquilla, forse troppo.
Noi, visto che l'indomani avremmo proseguito per OKUKINU ci abbiamo dormito. Siamo stati al
Narusawa Lodge un semplice ma accogliente Minshuku gestito da una gentile signora a 20 minuti dalla stazione. Abbiamo speso 6000 yen la doppia con una ricca a colazione inclusa utile per la scarpinata fatta fino ai templi costeggiando il fiume giapponese addomesticato dai soliti argini in cemento color grigio topo.
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