Nikko, 日光


Nikko è una delle località più famose in Giappone, e non a torto. Tokugawa Ieyasu, il condottiero famoso per aver unificato dopo anni di sanguinose lotte il paese e fondato lo shogunato Tokugawa , per celebrare e autocelebrarsi, nel 1600 circa fa costruire in una cittadina del profondo giappone un santuario, uno delle più notevoli cittadelle sacre di templi buddisti e shintoisti del paese. Un'intera collina ricoperta di legno scolpito e dipinto dai colori accesi e sgargianti. Tutti i templi di Nikko, tra i quali primeggia il Tosho-gu sono sontuosi, ricchi di statue, lacche e decori che trasudano fasto e potere.
Siamo lontani anni luce dallo stile di Nara o Kyoto. Qui a Nikko, luogo dichiarato patrimonio dell'umanità, siamo di fronte al Barocco giapponese.
La cittadella sacra è immersa in un bel bosco, in un parco nazionale e vi si accede attraverso il bellissimo ponte Shinkyo, il ponte sacro.
La cittadina, in realtà non offre molto oltre i famosi templi. Si sviluppa lungo una strada che parte dal ponte sacro per circa un paio di kilometri e sulla strada principale ci sono diversi negozi di antiquari e qualche ristorante che pubblicizza le specialità locali. E' una città che vive di turismo giornaliero, tutto l'anno ma appena il complesso chiude e gli autobus di turisti se ne vanno, Nikko torna ad essere una sonnacchiosa città di provincia della prefettura di Tochigi dall'aria tranquilla, forse troppo.
Noi, visto che l'indomani avremmo proseguito per OKUKINU ci abbiamo dormito. Siamo stati al
Narusawa Lodge un semplice ma accogliente Minshuku gestito da una gentile signora a 20 minuti dalla stazione. Abbiamo speso 6000 yen la doppia con una ricca a colazione inclusa utile per la scarpinata fatta fino ai templi costeggiando il fiume giapponese addomesticato dai soliti argini in cemento color grigio topo.
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