Ristoranti giapponesi a Roma: Sushisen

Foto di Neve*
Ogni tanto ho bisogno di addentare sushi, anche se a Roma l'offerta non è delle migliori. A parte qualche indirizzo oramai la maggioranza del panorama romano è rappresentato da ristoranti cinesi che hanno fiutato l'affare e si sono agghindati di noren e maneki neko con la zampina mobile.
Quindi la scelta è piuttosto limitata: Hamasei, Hasekura, Rokko, Bishobu Kobo, Kisso e Sushisen.

Conosco Sushisen da molto tempo, da quando è stato aperto.....
Lo frequentavo con una certa assiduità da aver visto il personale, il servizio e i prezzi cambiare negli ultimi tempi. Nella galassia di ristoranti giapponesi, o che vogliono per tali apparire (diciamolo, soprattutto nel conto) perchè un cinese travestito è sempre un cinese, il Sushisen ha rappresentato per un po' di tempo una valida alternativa ai più costosi Hamasei o Hasekura. Il kaiten poi (il nastro che ruota) era una novità da noi e quindi un divertente motivo di conversazione.
Il menu è piuttosto ampio e diversificato e perciò apprezzato anche da chi non ama particolarmente il pesce crudo. I prezzi sono nella media, anche se con gli anni sono cresciuti sempre più. A parte i piatti di nigiri sushi che costano uno sproposito (in linea comunque) c'è un po' di tutto e Sushisen si è specializzato in fantasiosi california rolls e uramaki. La cosa che non amo però è l'uso abbondantante di salse, maionese e creme con le quali infarcisono il riso. Decisamente troppe. Qua e là ho visto anche del surimi.

Tra l'altro, ultimamente, purtroppo, ho notato una certa disattenzione nel conto. Spesso capita, a me è capitato ben 3 volte, le ultime tre che sono andata, che il conto presenti delle anomalie, ossia che mettano in conto cose mai ordinate oppure ordinate ma mai arrivate al tavolo. Succede anche che si sbaglino o con il numero dei piattini presi o sul colore. E non si tratta mai di cifre di poco conto.
La prima volta che capita non ci fai caso,, la seconda pensi che siano forse un po' troppo distratti, la terza cominci a pensare che ci sia dell'altro...anche perchè l'ultima volta si sono sbagliati per un importo superiore ai venti euro! Secondo voi quanti controllano che le voci riportate nel conto corrispondano a quello effettivamente mangiato, o si ricordano quanti e quali piattini hanno impilato? Quanti capiscono o riescono a districarsi nei nomi scritti solo in giapponese? E pensare che prendono le indicazioni con il palmare.....


Non è gradevole andare in un posto dove sbagliano il conto con questa facilità e dove ti costringono a noiose verifiche e antipatiche rettifiche.

1 commento:

amzterdam ha detto...

ho inserito il ristorante ed il tuo commento in trivago in modo che anche chi non capita sul tuo blog possa conoscere pro e contro di questo ristorante.

Qui a Bergamo mi sa che son tutti cinesi travestiti da giapponesi (e neppure molto mimetici, visto che dove prima c'era il Pechino ora c'è il ristorante Fujiama...). I prezzi invece sono molto giapponesi :-(