Bianco Natale

Hiroshige Tsuya Beauties in the Fashions of the Four Seasons Trittico 1830 ca
Neve sul lago Shinobazu di Ueno
Hiroshige da 'Dodici scene della capitale orientale'
Due donne nella neve

Neve in tutta Italia, aerei cancellati, porte dei treni bloccate (non per il troppo freddo, sono i treni che sono arrivati), ondata eccezionale di gelo, temperature polari, tempesta di neve. Come mai ogni anno mi sembra di sentire sempre le stesse cose? Ci fosse una stagione che va come dovrebbe. E invece viviamo di eventi straordinari, caldo, freddo, acqua, neve.

L'Italia paese in emergenza.

Hiroshige, 'Le cinquantre stazioni della strada Tokaido'
Ediz. Hoeido 1831 ca
Kambara

Mercatino Giapponese Natale 2009 Circolo degli Artisti

Quest'anno è il mio primo mercatino, ma sarà come al solito imperdibile. Ho cose bellissime.
Il mercatino giapponese organizzato da Sakurashu ad ogni appuntamento si arricchisce di nuovi banchi, e penso sia diventato il migliore nel suo genere a Roma. Certo è privilegiato l'aspetto commerciale, però l'atmosfera che si vive è molto carina e si possono passare un paio d'ore in maniera diversa e divertente se amate il genere Kawaii, zakka o semplicemte vi piace gironzolare per mercatini. Questo è sicuramente differente dai soliti, spesso tristi che si vedono per Roma. Qui e qui le foto delle mie edizioni passate.
Vi aspetto domenica 20 dicembre al Circolo degli Artisti di Roma dalle ore 10. Ingresso 1 euro (e non mi chiedete perchè).

A due giorni dall'esame, un desiderio in bottiglia



Emiliana Torrini, Sunny Road dall'album Fisherman's woman, rough trade 2005
Wrote you this I hope you got it safe
It's been so long I don't know what to say
I've travelled 'round Through deserts on my horse
But jokes aside I wanna come back home
You know that night I said i had to go
You said you'd meet me On the sunny road
It's time, meet me on the sunny road it's time, meet me on the sunny road
I never married Never had those kids
I loved too many Now heaven's closed its gates.
I know I'm bad To jump on you like this
Some things don't change
My middle name's still 'Risk'
I know that night So long long time ago
Will you still meet me On the sunny road It's time, meet me on the sunny road
It's time, meet me on the sunny road
Well, this is it I'm running out of space
Here is my address And number just in case.
This time as one We'll find which way to go
Now come and meet me On the sunny road

A tre giorni dall'esame


Foto e Collage di Neve*
A tre giorni dall'esame per il Noryoku Shiken 2 kkyu.

Il corso di preparazione dell'istituto di cultura di Roma è finito venerdì scorso. Otto lezioni per capire il pasticcio in cui mi sono infilata, da sola.

Basta il 60% di risposte esatte per passare l'esame. Semplice???

Dell'esame ho il terrore del famigerato DOKKAIBUN, una pagina intera scritta fitta fitta che ogni volta che la vedo mi prende lo sconforto, ossia la comprensione del testo e poi ça va sens dire i Kanji. Chiaramente le due cose sono strettamente legate. Chi ha i 1000 kanji in testa capisce il testo e risponde alle domande. Chi i mille ideogrammi in testa con relativi composti non ce li ha ne' oggi ne' domenica si affiderà al fattore culo e all' OMAMORI blu per superare esami comprato apposta al Meiji Jingu di Tokyo.

Da una previsione cautamente ottimista ho il 50% dell'esame in tasca. Non temo la grammatica e l' ascolto, anzi punto su questi. Devo lavorare sul dieci per cento che mi serve a svangare l'esame.
Sarà un esame giocato sul filo di lana, lo so. Un esame che se passerò come dicono loro, sarà GIRI GIRI.

Fatemi in bocca al lupo!


Foto e Collage di Neve*
Mi devo ricordare della matita HB.

Le zampe d'orso a Shinjuku

Le stradine intorno al tempio di Hanazono agli inizi di novembre sono stipate di bancarelle cariche di migliaia di zampe d'orso, care, colorate, forse un po' barocche, ma il KUMADE, talismano magico, più carico è meglio è,  visto che con la fortuna è meglio non lesinare. La fiera che si svolge nei giorni del gallo ha radice nel periodo Edo quando in alcuni templi si svolgeva una festa particolare, quella del Tori no ichi e alla quale tante persone affidavano preghiere di prosperità e salute per l'anno che stava per arrivare.
Così, anche oggi, l'anima shinto di Tokyo si riversa ai templi per il Tori no ichi e paga volentieri il suo tributo agli dei, acquistanto il KUMADE per assicurarsi un nuovo anno prosperoso. 
Guardate i due minuti di video girato al tempio di Hanazono, a Shinjuku, per capire la festa e il rito del Kumade. Scusate la qualità, devo migliorare :)



Talmente bello il "sanbonjime" che vorrei svegliarmici ogni mattina!

YOOOHO:

TA-TA-TA /TA-TA-TA /TA-TA-TA TA !
TA-TA-TA/ TA-TA-TA/ TA-TA-TA TA!
                           TA-TA-TA/ TA-TA-TA/ TA-TA-TA TA !


Citadines Apart hotel Shinjuku

Bella scoperta in piena Tokyo. Servizi e qualità quattro stelle al prezzo di un business hotel.

Foto di Neve*
Non i soliti loculi, niente SEMI-DOBLE con il letto una piazza e mezza, niente contorsioni per sistemare la valigia in anguste stanze di 14 metri quadri. Qui siamo al Citadines di Shinjuku. Un affare. Apart hotel aperto nel marzo 2009 che ad un prezzo imbattibile offre il lusso che a Tokyo costa molto di più.
Studio di venticinque metri quadri completi di due letti, bagno, angolo cottura, micronde, tostapane, frigo, collegamento internet, tv, dvd, armadio, cassetta di sicurezza, tavola e ferro da stiro, asciugacapelli, riscaldamento centralizzato. Il prezzo? Una media di 12000 yen a notte. A due fermate da Shinjuku sulla Maronouchi line, fermata Gyonmae, la parte residenziale e tranquilla della stazione più affollata al mondo. Sito web qui.
Troppo contenta, stare qui è come avere un appartamento.



Foto di Neve*
L'angolo cottura con tutto il necessario per cucinare in stanza, bollitore, bottigliette d'acqua e caffè istanteneo inclusi.


Foto di Neve*
Il lavabo separato dal bagno
Foto di Neve*
Scrivania con telefono, radiosveglia, tv e dvd (il portatile è il mio, ma il collegamento è a gratise.

Prenotato attraverso il sito Jalan net  (in giapponese)

Tre vele a Tor Tre Teste

Ci sono tre vele a Tor Tre Teste, il quartiere di Roma est incastrato tra il Raccordo Anulare, la Casilina e la Prenestina.


Non credevo che le chiese contemporanee costruite in cemento armato, acciaio e vetro potessero essere così belle. A Roma ci sono degli esempi inguardabili di chiese moderne. Mostruosità incistate in tessuti degradati per un gusto dell'orrido incomprensibile. Chiese che anzichè accogliere respingono, strutture aguzze che invece di placare agitano.
Invece qui no, tre vele candide si alzano gonfie verso il cielo di Roma anche senza ponentino.
E' la Chiesa Dives in Misericordia, di Richard Meier, costruita per il Giubileo del 2000 (iniziata nel 1998 e inaugurata nel 2003).
A Roma in via Tovaglieri.


Cliccate sulla foto, ingrandite e respirate.
Posted by Picasa

Mercatino Bazar Scuola Giapponese di Roma Edizione 2009


Ve lo siete perso? Z a n n e n !!!!! Peccato.
Lo sapete che con i giapponesi bisogna cogliere l'attimo. Era tanto tempo che stavo dietro al bazar, ma per anni l'ho sempre lisciato, venivo a sapere la data esattamente una settimana dopo che c'era stato! E sappiate che c'è una sola volta l'anno.

E' un evento per introdotti e se non siete nel giro giusto non ne verrete mai a conoscenza!
Quest'anno però grazie al tempestivo post di Paolo sul suo blog DOMU, l'ho saputo prima e per non dimenticarlo ho puntato la sveglia sul telefonino.
Solo che ovviamente non sapevo che ci sarebbe stato il DELIRIO.
Folle affamate si aggiravano fameliche tra gli stand gastronomici.
File ovunque. Per il curry rice 30 minuti, yakitori esauriti, yakisoba altri 20 minuti. Mi so' buttata perciò sul già pronto: dorayaki, frankfurter, sushi e onigiri.
Ho firmato la petizione per la Jal e mi sono sorbita tutta l'estrazione della lotteria nella speranza di vincere i 25 chili di riso oppure la macchina che lo cuoce. Indovinate un po?
Doppio Zannen. Riprovo il prossimo anno.
Sotto un po' di foto fresche di giornata.

Noryoku Shiken, il test per il test

Foto sfocata di Neve*
Il 6 dicembre ci sarà l'esame del Noryoku Shiken e ho deciso che lo faccio. Secondo livello, che il terzo è troppo facile, ma temo che il secondo sia troppo difficile.
L'istituto di cultura ha organizzato un corso di preparazione all'esame.
Otto lezioni da domani. Faccio anche questo ho pensato, così mi costringo a studiare quei sette ottocento ideogrammi che mi mancano per arrivare a meta (...na cazzata).
Ma mi sono detta che ce la posso fare.
Pensavo che bastasse iscriversi per frequentare il corso di preparazione all'esame. E invece no. Ti pre-iscrivi e poi fai un test di ammissione. Il test per poter fare il corso per superare il test. 
Vabbè che sarà, vorranno solo accertarsi che tu sappia che so' la differenza tra un kana e un kanji, una formalità:diecipagineditest-incinquantacinqueminutidi-tempo!
Praticamente uno-stralcio-dell'-esame. Proprioumanistigiapponesi. Sti benedetti ideogrammi li studio, con calma però no tutti insieme!!!! Ma ormai ero lì e mi sono sottoposta alla tortura.
So' uscita svuotata, stremata, piegata dalla consapevolezza che le risposte della pagina 5 (il dokkaibun, la  lettura) le ho date come si dice in giapponese a cazzo di cane, avendo capito si e no, più no che si, quindi no, il diecipercento degli ideogrammi.
Ma a dispetto del dokkaibun, o forse grazie a questo, sono stata ammessa. Ammetto di essere rimasta sorpresa e pure compiaciuta.
Me tocca studia'.

Musician, Please Take Heed - God help the Girl

God Help the Girl" è nato da un progetto di Stuart Murdoch, musicista scozzese di rock indie. Uno dei miei pezzi preferiti dell'album (uscito a fine giugno) è proprio questo "Musician Please take heed" (Musicista per favore ascolta) cantato da Catherine Ireton. In questi giorni non riesco a farmela uscire dalla testa, nuovo tormentone.Il sito God Help The Girl.

E n j o y 
I'm all alone, this is a holiday
Some bloody holiday
My friends have gone away
They're of the temporary sort, I think I will be better without
As long as you let me out
To taste the air beside the river
I pick the soundtrack with immaculate care
Such a lot rests upon it
My life upon a song
You don't know how much I need
Musician, please take heed
I thought I might just write a letter
Anything to stay away
From books and lessons today
Besides it's part of my induction
Into the literate world
I am a literate girl
I string the words together softly
I lay my love upon you with each line
A gift of improvising
Removes me from revising
I made a daisy chain from
Phrase, verse, and punctuation
I'll kick this mood off with a change of scene
I bought a leotard and go to the gym
I couldn't get away with wearing in my sweater
But I lost a lot of weight
I think it's down to leaving meat out of my diet as a rule
I won't buy it 'cause it's cruel
And if the nighttime threatens me with pain
I will give in to lust
I will do what I must
I've got a number of a girl
I know Who gets hallucinogens from a pair of hooligans
I'll take a dose, I don't mind trying
She lets me stay there while I leave the ground?
I slow go off beside her
Think that I'll stay til morning
She's got me started yawning...

Saluti da Genova

foto di Neve*sottile
Quando sei a Genova ti sembra di esserci già stato. Ammucchiata intorno al porto, con le case aggrappate le une alle altre per non cadere in acqua, Genova ha l'espressione sgualcita e un po' segnata di una donna troppo vissuta. Antichi grattacieli scalcinati si alzano su per vicoli che sanno di basilico e curry madras.
Genova assomiglia a tutte le città di mare che ho visitato: Napoli, Barcellona, Cadice ma è più autenticamente cosmopolita e allegramente straniera. Un mosaico caotico di colori e lingue e un passato da Repubblica marinara.
Mi sono persa per il centro storico, dove ho scoperto oltre il salotto buono di Via Garibaldi, di piazza Mattei e Ferrari una città in salita, ricca di angoli di intatto medioevo.
Ho bighellonato nel Porto Antico e avendo già visitato l'Acquario sono stata al bellissimo Museo Galata, il museo del mare, dove ho trascorso senza accorgermene un'intera mezza giornata. A quel punto ho dovuto rinunciare all'escursione a Portofino e ho ripiegato per un giro nel porto.
I morsi della fame si sono allora fatti sentire e li ho placati da Maria, trattoria in vico Testodoro, primo, secondo, contorno, pane e bibita 9 euro. Un localino color pistacchio antico e dal fascino intatto ma aperto solo a pranzo, tranne il giovedì e il venerdì quando rimane aperto fino a sera.


Foto di Neve*sottile




Il mondo Nuovo Neffa

*N * E * F * F * A*



Con un nome così e una faccia così (uno dei nasi più belli mai visti) pensavo che il ragazzo fosse mediorientale. E invece no.
Sguardo assassino e bella musica, partito dall'hip hop, anzi dall'underground e arrivato al languid-sensual-lounge-sophisticate pop music.
Beccatevi questa canzone dal ritmo egiziano del 2006 che ha nel video oltre ad un signor naso anche un gioco di luci semplice ma efficace, un tocco horror orientale con la testa del fantasma giapponese, e sullo sfondo il muro dell'ex mattatoio di Testaccio di Roma.
Giovanni Pellino in arte Neffa è il
30 ottobre è al Piper, da ricordare.



Meglio tardi che mai...

Esce al cinema TOTORO di Hayao Miyazaki.
Finalmente. Dopo appena vent'anni.
Meglio tardi che mai...
Se volete saperne di più andate qui.



Wall Decals e il paesaggio lo fai tu!


clicca e ingrandisci

Questo l'ho fatto io!

Che sfizio i Wall Decals, con una spesa minima cambi faccia ai mobili, paesaggio alle pareti, rinnovi un armadio,trasformi la tua casa.
Sono autoadesivi che si attaccano e quando ti sei stufato si staccano con facilità. Il mio, un bellissimo ramo carico di fiori di prugno è arrivato da Hong Kong e l'ho acquistato in quel portale delle meraviglie che è Etsy, precisamente da PaulasDecal.

Con i Wall Decals è un po' come tornare a giocare ai trasferelli, tu devi scegliere solo cosa e dove e da lì comincia il divertimento. Uno spasso infinito, un modo di rinnovare l'arredamento facile e abbastanza economico. Il mio armadio era bello anche prima (lo ha fatto papà su mie indicazioni, che lui le stecche di ciliegio voleva metterle tutte alla stessa altezza così che l'armadio avrebbe finito per assomigliare ad un quadro svedese), ma ora sembra proprio uno shoji decorato! Per il momento è perfetto: a Real Fake Japanese style!


Il prossimo progetto è il bagno, lo voglio riempire di alberi di betulle.

Er Fontanone

E' l'acqua der fontanone ad avemme ispirato
Foto di Neve*
Er Fontanone

Er fontanone tant'acqua sputa fori
Lo scroscio me rinfresca
La luce me stranisce 

Qui tra le fronne der giardino
ce soffia er ponentino.
Nun sarà forse la bora
ma pe' un momento all'afa più nun penso.

T'affacci poi alla terrazza
e tra scrosci e lampi
co' la faccia da fregnone me domanni:
ahò ma ndo' sta er Cupolone?
 
Neve* 16 agosto 2009



Galizia, terra celtica

Dieci giorni in Galizia. Le mie impressioni. La musica è dei Tejedor, gruppo asturiano scoperto alla Carballeira di Zas una sera d'agosto. Enjoy, e come dicono qui Besinos (pr. besignos)!

Il nome del dolmen nel video è sbagliato. Il nome corretto è Dolmen di Axeitos detto anche A Pedra Do Mouro (pietra del moro).

Propositi per l'autunno


La volpe
Originally uploaded by Ape*chan


Superare il Noryoku Shiken livello 2. Secondo tentativo.

Da quello che leggo nelle info dell'istituto di cultura giapponese dal 2010 i livelli verranno riformati e ce ne saranno cinque. Ne verrà aggiunto uno intermedio tra l'attuale livello 2 e il 3. Esiste una specie di salto nel vuoto tra i due livelli. Per chi ha una conoscenza intemedio alta del giapponese il terzo livello è troppo semplice mentre il secondo è abbastanza difficile, soprattutto dal versante scrittura e comprensione del testo.

Benedetti ideogrammi!


Gaitas!

Appena rientrata da un bel viaggio in una terra dove la musica che si ascolta è questa.
A presto con un post tutto suo.


i TEJEDOR con SALTON DE TEIXOS

My beloved Japan

Con gli slideshow ultimamente mi sono fissata.
Ho preso perciò un po' di foto scattate nell'ultimo viaggio in Giappone e le ho montate sulle note di Forbidden Colours di David Sylvian e Ruichi Sakamoto.
Questo è il risultato.
Sono solo alcuni colori dell'arcobaleno Giappone, i miei. E visto che quest'anno le mie vacanze non saranno in Giappone mi consolo così. 

Al teatro India di scena la Luna



Tra il Tevere e piazza della Radio, all'ombra del gazometro è nato qualche anno fa negli spazi dell'ex fabbrica Mira Lanza il teatro India di Roma. Il luogo è di quelli suggestivi che piacciono tanto ai romani in cerca di atmosfere e ricordi industriali ottocenteschi popolati di ciminiere e caseggiati dai mattoncini rossi. Piacciono così tanto che molti di questi luoghi non sono sfuggiti alla speculazione palazzinara di lusso. Una parte dell'ex fabbrica Mira Lanza invece è diventata uno spazio comune piacevole, il teatro India appunto. E in questi giorni di Estate Romana di questo luglio lunare il teatro ospita la manifestazione URANIA.
Fino al 18 del mese appuntamenti tutti dedicati al luminoso satellite. In occasione del quarantesimo anniversario dell'allunaggio il teatro India dedica alla luna mostre, letture teatrali, musica, teatro, film. Gli appuntamenti a partire dalle 18.00.
Prima degli spettacoli un giro in libreria e dopo una birra a ritmo di musica nel bel bar allestito accanto il teatro. Tutto all'aperto, accanto al fiume (che non si vede) ma con il gazometro che tanta parte dell'orizzonte chiude. Decisamente un posto poco caciarone.

Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere Papareschi) 146
tel 06 6840001
Roma



Mikka no Tsuki / Luna di tre giorni

Omaggio alla luna. Stesso Haiku due traduzioni.

夏の夜や河辺の月も今三日

Sera d'estate

il fiume da un lato
la luna dall'altro
Solo uno spicchio

Crescent moon and the grass Originally uploaded by nadonado

夏の夜や河辺の月も今三日

Accanto al fiume

Spicchio di Luna

Sera d' estate


Kobayashi Issa

(traduzione di Ape*chan)


Etretat!

Dance with me, cover dei Nouvelle Vague diventa colonna sonora per le foto scattate il primo maggio in Normandia sulle scogliere di Etretat. La fisarmonica che si sente è così sconsideratamente francese . J'adore. Buon ascolto.

Ristoranti giapponesi a Roma: Sushi ko

Foto di Neve*
Sono stata presa dalla voglia di pesce crudo e subito dopo dalla consapevolezza che il panorama romano ahimè generoso non è ...
In un altro post ho parlato ampiamente di cosa offre Roma quando c'è di mezzo il sushi. Sempre più convinta che il pesce crudo si debba mangiare preferibilmente Giappone, quando vengo presa dal desiderio mi ritrovo a scegliere sempre tra i soliti Hamasei e Hasekura.
Avevo già letto di Sushi ko e ci sono stata la prima volta un mese fa. Il locale però era pieno e quindi ci ho riprovato ieri sera, un tranquillo lunedì e finalmente mi sono seduta al sushi bar. 
Il ristorante, che in realtà è un'associazione culturale (la cui entrata sarebbe permessa solo ai soci, ma sono entrata pure io) si trova a San Lorenzo in una viuzza a ridosso della via Tiburtina: via degli Irpini
Difficile trovarla, perchè più che una strada si tratta di un cul de sac che finisce su una gradinata.
Aguzzate la vista perchè non c'è traccia di insegna, solo una bella porta di legno con su un foglio A4 che recita SUSHI-KO.
Cinque tavoli cinque rimediatissimi e un sushi bar che ospita una decina di posti. Ristorante a forma di T, arredo di un minimalismo esagerato, bianco dappertutto interrotto da una vetrinetta nera che racchiude un sontuosissimo kimono di broccato rosso e oro.
Niente musica, luci al punto giusto ma tovagliette segnaposto piuttosto anonime, di quelle con le foto dei nigiri che si trovano pure ai cinesi travestiti. Insomma a parte la porta d'ingresso molto bella in legno naturale il resto dell'arredamento per i miei gusti è un filo scarno.
In sala si muovono due persone e dietro il bancone altre due. Da questa parte gli italiani, dall'altra i giapponesi divisi dal banco sushi. Una ragazza con i ciucci e lo sguardo sveglio e un uomo dalla faccia tonda come gli occhiali che indossa. Sono loro gli attori e i registi di questo piccolo palcoscenico. Sono i padroni di casa e per tutto il tempo parlano e ridono tra loro in un giapponese farcito di qualche parola in italiano.
Il menu è il punto di forza di Sushi-ko. Piccolo ma molto buono. Sushi, sashimi, Temaki, makimono, chirashi, tempura e poco altro. Pochi orpelli molta sostanza. Qui si che il rigore è da applauso. Pesce crudo di una bontà assoluta. Fresco, di consistenza morbida adagiato su riso dal sapore dolce e non sopraffatto dal wasabi (con il quale altrove qualche volta si esagera per coprire pesce non proprio fresco).
Ho scelto il piatto che si chiama Miyabi, 10 pezzi che mi hanno portato in paradiso: tonno, salmone, spigola, gambero e gamberetto dolce crudo, che i giapponesi chiamano amaebi. Tutto talmente buono che ho mangiato con le mani. Riso dolce e abbastanza compatto, salmone dalla consistenza cremosa, spigola freschissima, tonno fragante e spesso. 
Sì, spesso, erto, alto, proprio ciccione. Dimenticate le ostie di pesce che trovate in altri posti, qui finalmente sul riso ci sta il pesce, e che pesce!


Venti pezzi di sushi, due tempura di verdura, un gelato al te verde, un budino al sesamo nero, una birra Asahi e due tazze di te, 71 euro.

Sushi ko Via degli Irpini 8
Tel 06 44340948
Avrete intuito che si riemp subito, perciò pre-no-ta-te.

Asparagi su Carasau

Foto di Neve*
Tornata dalla Sardegna con addosso l'impronta di un ardente sole sardo di fine maggio, ho pensato una sera a questo piatto, profumato e sostanzioso, usando gli ingredienti saccheggiati nel Golfo di Orosei: 
Asparagi su pane Carasau.

Cosa serve:
  • Un disco di pane Carasau spezzato in due o tre . Ho usato il pane di Dorgali, del Panificio Rosa Sagheddu. La cosa importante è lo spessore del pane carasau che deve essere finissssssimo, per esempio quello che si trova a Roma, è inadatto perchè troppo alto, poco croccante e di tutt'altro sapore.
  • Asparagi
  • Formaggio pecorino tipo Fiore Sardo, (ma qui potete sbizzarrirvi secondo il vostro gusto, dalla caciotta al taleggio). Io ho usato Montes, del Caseificio di Dorgali.
  • Olio extra vergine, sale, pepe.
Come si fa:
  • Bagnare i pezzi di pane carasau e adagiarli su una teglia da forno (il pane bagnato così non rischierà di bruciare). Mettere sui pezzi di pane sovrapposto gli asparagi già lessati e salati. Completare con una fetta di formaggio e spolverare con pepe nero macinato fresco e un goccio di olio. Infornare a 180°e lasciare giusto il tempo che il formaggio si sciolga e che il pane bagnato si asciughi e si sbruciacchi dove non a contatto con il formaggio e gli asparagi. Risultato: ditemelo voi. Se volete esagerare aggiungete prima di addentare, del pecorino o parmigiano secondo gusto.

Si farebbe prima ad arrivare in Giappone


Stasera si esibiscono i Kodo :) Ho preso i biglietti più di un mese fa. C'è anche la finale della Champion League. Arriverò mai stasera all'Auditorium? Tifate per me.

Buon compleanno Rai-mondo!

Qualche giorno fa, il 7 di maggio, è stato il compleanno di Raimondo Vianello. 
La sigla di TANTE SCUSE varietà del 1976 era questa.  Il finale cambiava ad ogni puntata ma il risulato era sempre lo stesso. Mi ricordo che aspettavo con ansia la sigla della  puntata per vedere che cosa aveva escogitato Raimondo per sfuggire all'amore soffocante della Mondaini. La più bella era quella di Sandra che invece di abbracciare Raimondo finisce contro un albero, ma non sono riuscita a trovarla su you tube.
Un po' di sana cattiveria nella palude dei buoni sentimenti della tivvù di oggi. Indimenticabile.

La sigla è cantata dai Ricchi e Poveri (Coriandoli su di noi).

Tanti Auguri Raimondo

La colza, il broccoletto franzoso


Conversazione intercettata in aereo pochi minuti prima dell'atterraggio su Parigi:

- Ahò a Silvà guarda là.....
- Belllooooooooooo tutti fiori colorati...
- Ah Silvà che dici, che sarà tutto 'sto giallo, guarda quanto...
- Mah! Sarà un tipo de quarche cortivazione francese
- E che po' esse....Tutti sti fiorellini gialli,.... ah! ho capito Silvà ecco che so',
so' BROCCOLETTI....
- E che i broccoletti so' pure francesi?
- E certo Silvà che ce l'hanno pure qua li broccoletti...
...più grossi però !


Chapeau pour les Comediens!

Fagiolini e Tofu al profumo di Curry

Altro piatto unico verde da prepare in pochissimo tempo dal sapore niente male. Ingredienti per due porzioni
  • 250 gr di fagiolini
  • un panetto di tofu naturale
  • curry
  • olio extra vergine
  • uno spicchio d'aglio
  • sale marino
  • pepe macinato fresco
  • una manciata di semi di sesamo

Preparazione

Dorate in una padella con l'olio uno spicchio d'aglio e mettete il tofu a dadini. Aggiungete 2 o 3 cucchiaini di curry, a vostro gusto e lasciate rosolare un po' il tofu. Per il curry io ho utilizzato una miscela in vendita da Castroni Thai curry mix con dentro anche il lemon grass. Ma è una questione di gusto. Dopo qualche minuto aggiungete i fagiolini già lessati leggermente croccanti e lasciate andare ancora un po' sul fuoco. Aggiustate di sale, di pepe e spolverate con una manciata di semi di sesamo.

Padellata Peperoni e Tofu


Preparazione velocissima per un piatto unico o contorno solo verdure molto appetitoso.

Ingredienti Tofu Mediterraneo (sempre 2 porzioni)

  • Un panetto di Tofu (quelo nella foto è agli spinaci)
  • Un peperone giallo o rosso
  • Una manciata di capperi di pantelleria (sotto sale)
  • Origano
  • Sale marino e pepe fresco macinato
  • Olio extra vergine

Preparazione

  • In una padella con un goccio d'olio mettete il peperone tagliato a fettine senza averlo prima scottato sulla piastra.Fare cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti o finchè i peperoni non appassiscono.Aggiungere poi il tofu tagliato a dadini, i capperi lavati, l'origano e una macinata di pepe fresco.Lasciare sul fuoco finchè il tofu non sarà un po' rosolato. A questo punto la padellata di Tofu mediterraneo è pronta.

Un giorno a Barcellona


Lo confesso, Mi piacerebbe vivere a Barça.
Per dirla tutta mi piacerebbe vivere un po' a Barça, un po' a Parigi, un po' a Londra, un po' a Tokyo e pure un po' ad Amsterdam. Un paio d'anni in ciascuna di queste città in piena età da "cazzeggio", tra i 18 e i 28 sarebbe perfetto.......Magari la prossima volta o la prossima vita.

Comunque Barcellona mi piace e ci andrei tutti i fine settimana. Altro che. Prima di tutto perchè c'è il mare con uno splendido lungomare lungo e largo tutto ciclabile pieno di chiringuitos e ristoranti che si affacciano su uno spiaggione allegro e pulito.  Poi perchè

  • a Barcellona c'è sempre (quasi sempre) il sole, di più che a Roma (sì, sì);
  • i mercati rionali (uno su tutti la Boqueria) sono una gioia per gli occhi e la gola;
  • le scarpe sono belle e costano meno (o magari sono io che so' fissata);
  • ci sono i churros, i polvorones e l'orxata da bere (per esempio da Donat, in Portal dell'Angel), delle vere ghiottonerie;
  • parli in castigliano e ti rispondono in catalano e viceversa;
  • la Ciutat Vella è affascinante e piena di vicoli che ricordano Napoli, Genova e Bari;
  • nel Barrio Gotico si passa dal buio di certe stradine alla luce di certe piazzette;
  • a Barcellona ci sono splendori come la Cattedrale, la chiesa di Santa Maria del Mar, il Liceu, il Palau della Musica, il Museo Picasso;
  • è la città con il più alto concentrato di arte Modernista e con la chiesa più strana del mondo;
  • ci sono dei palazzi bellissimi, tutti attaccati gli uni agli altri, con appartamenti appetibili che sono di exterior, e meno belli se sono di interior. Ogni volta che guardo questi palazzi dalle facciate liberty me li immagino abitati dagli inquilini del film "La Comunidad";
  • Barcellona è solo a un'ora e un quarto di volo da Roma e ha un aeroporto a venti minuti dal centro;
  • è una città in fermento e con tante panchine per goderselo.  Sì, Barcelona è proprio una Ciutat Guapa!



Lo spitino a Roma

A Roma ci sono diverse pasticcerie siciliane. Una delle più conosciute è Dagnino, vicino la Feltrinelli International di via Emanuele Orlando a piazza della Repubblica. Un posto storico giustamente famoso per la sua pasticceria, con l'arredamento immutato negli anni: stessi specchi, profilati di alluminio, divise dei camerieri e carretti siciliani dagli anni settanta. I prezzi non sono bassi, ma la qualità è garantita. Un po' meno la gentilezza. Ma non volevo parlare di Dagnino. Mi serviva solo per dire che a Roma Sicilia è sinonimo di dolce (cassate, cannoli, dolci savoia ) mentre il salato è piuttosto trascurato. A parte "le arancine" che ormai hanno preso il posto del compianto supplì (che ahimè noi non sappiamo più fare) si trova poco altro. Navigando in rete, ho trovato un indirizzo golosissimo, provato alla prima occasione e una specialità mi ha lasciata a bocca aperta: lo spitino. Non è uno spiedino, bensì una specie di panino fatto con mollica di pane raffermo, ragù e piselli, besciamella, tutto fritto sul momento e da mangiare con le mani! Il risultato è cibo da strada di una bontà esagerata. Io l'ho provato da Nobel, una pasticceria siciliana super(ma che fa anche arancine, spitini, sfincioni.....) che si trova a via Tuscolana 26, una vera scoperta.

I ciliegi di via Panama

Negli anni venti l'imperatore del Giappone Hirohito donò alla città di Roma degli alberi di ciliegio che vennero piantati in una zona limitrofa della città. Tra Villa Ada e Via Salaria corre una strada, Via Panama. Proprio qui vennero piantati gli alberi dell'imperatore. Per l'occasione la strada fu ribattezzata via del Giappone. Questo fino alla fine della seconda guerra mondiale... Ho percorso la via alla ricerca di questo pezzetto di Giappone a Roma e con mio grande rammarico mi sono resa conto che lungo la placida strada non rimangono che due, forse tre dei bellissimi ciliegi piantati settantanni fa. Si riconoscono in mezzo a tante pianticelle rachitiche per la loro possenza e l'ampiezza del loro fusto. In questi giorni sono particolarmente belli, gonfi di rosa acceso celebrano una nuova primavera e un'antica amicizia, ignorati dal traffico che va.

ちりじりに居てもする也花の春

chiri-jiri ni ite mo suru nari hana no haru

Sono lontano da casa ma sboccia un'altra primavera

Haiku composto nel 1817 da Kobayashi Issa

Fango

Settimana difficile illuminata da un incontro.
La tua luce era offuscata, debole ma pur sempre una luce. L'intimità non è cosa facile da ritrovare, ma a volte una stretta di mano può bastare. Le parole non contano, conta la musica. 
Dedicata a Laura, amica persa in mezzo al mare.

Domenica di primavera, Hiroshige o Porta Portese?


La mostra di Hiroshige è iniziata e ancora non sono andata. Fino ad ora mi sono fatta influenzare dal fatto che si trova a via del Corso, strada che non sopporto proprio. Per il momento quindi la visita alla mostra è rimandata.

Sono stata di nuovo al Mercato di Porta Portese. Faccio sempre lo stesso giro e lascio vagare il mio sguardo su persone e cose. Proprio quando il paesaggio è lo stesso che si notano i particolari. I banchi sono sempre quelli, qua e la i buchi lasciati dai vigili roditori e io che ho le mie preferenze spero di venire catturata da oggetti stupefacenti che non trovo ahimè quasi mai.

I miei acquisti preferiti: dvd, dvd, dvd, libri, piantine, collants e cosmetici. Ogni tanto un ninnolo, o il cambio del cinturino. Ho sempre l'acquolina di fronte ai fumi del salsicciaro di piazza Ippolito Nievo, ma resisto e continuo la mia discesa tra ombrelli, scarpe, cappelli e cumuli di "firmato", mentre mi lascio catturare volentieri più a valle dalle fusaie e dalle olive di via Ettore Rolli mentre guardo sempre un po' disgustata il verdolino in sospensione di quella strana fontana messa lassù, ma già così giù *_*

Propositi della domenica. Riuscire a leggere i due libri che ho comprato La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris (Guanda 1983) e Le borgate di Roma di Giovanni Berlinguer e Piero Della Seta (Editori Riuniti 1976), entrambi pubblicati per la prima volta negli anni '70 e poi andare a fare qualche foto alla passeggiata del Giappone dell'Eur, finchè i ciliegi sono in fiore.


Canzone di oggi, questa indimenticabile. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANCORAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAMOOOOOOOOOOOOOORE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH

Hanami @ Nakameguro

Per festeggiare il mio duecentesimo post inauguro il "J Inspiration" tag.
Foto, disegni, atmosfere trovate in rete evocative del Giappone, ispirate ad esso o che a questo mi fanno pensare. Qui sotto una mia foto scattata in giro per Nakameguro, quartiere residenziale, dall'atmosfera vagamente europea dove amano passeggiare i giapponesi bene tra boutique alla moda, negozi bric-brac e piccoli ristoranti. Dove c'è un po' d'acqua e qualche albero la zona è automaticamente chic, specialmente a Tokyo, dove gli unici alberi per le strade sono quelli delle linee telefoniche. Questa è una foto di Nakameguro a novembre, le foglie sono cadute e i rami pencolano nudi e freddi.

Questa è Nakameguro adesso. E io che non mi sono accorta che erano ciliegi....

Sakura by eerkmans taken on Flickr

Tabio!

E' arrivato il pacchetto, è arrivato! Sempre alla ricerca di acquisti made in Japan, l'ultima volta che sono stata a Londra, ho trovato delle bellissime calze Tabio. Ho scoperto che questa azienda giapponese specializzata in "calzettinaria" ha punti vendita in madrepatria e in Gran Bretagna. Ha un'infinità di cose sfiziose e il sito inglese tabio.com/uk/ offre la vendita on line e la spedizione anche in Italia ;)
Siamo in primavera, proprio il momento di calze sciccose sotto gonnelline fiorate.

Kodo, il battito.

Dall'isola di Sado, terra di selvaggia bellezza e di desolazione per essere stata nei secoli terra di confino, arriva la musica trascinante dei tamburi giapponesi.
Ritmo e tanta potenza. Questi sono i taiko suonati dai Kodo, una miscela di sapiente tecnica, fisicità, tradizione e innovazione per una musica sorprendente. Il risultato sono sonorità esplosive e travolgenti, in un crescendo che porta ad esplosioni di gioia pura (o almeno è quello che succede a me).
La prima esibizione di Taiko l'ho vista moltissimi anni fa in una estate romana all'Eur. Una vera scoperta. E io che pensavo che la musica giapponese fosse solo flauto e shamisen. I taiko sono eccitanti. Da allora sono un appuntamento fisso.
Lo scorso anno ho visto gli ONDEKOZA, quest'anno invece i KODO durante il loro One Earth Tour 2009 saranno in Italia a maggio. I concerti si terranno all'Auditorium di Roma, il 23-25 e 26 e il 27 di maggio. Sembra che per le prime tre date si tratti di un concerto insieme all'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, il 27 invece si tratterà solo di tamburi giapponesi.
Da non perdere. Date un'occhiata al video per una assaggio della bellezza e della forza che trasmette questa musica.


Wakare, la fine di un amore

Una versione da brividi di un ANNO D'AMORE di Mina, la versione giapponese.
Testo e traduzione improvvisate da me 

WAKARE
 
Dete mo owari na no
Quando uscirai so che sarà finita
anata to no ai no kurashi
ashita kara wa wine glass mo
e da domani getterò via
kono aizara nanimo kamo
tutto quello che sa di te, il bicchiere e anche
anata no nioi no suru mono wa minna sutemasho
questo portacenere
wasureru tame ni
Getterò via tutto per dimenticare te e il dolore di questo amore
sutemasho ai no kurashi wo
ma le mie lacrime non si fermano
namida wa nagasanaide
al pensiero di noi due
omoide to wakareru no
al fatto che è finita
akiramete wakareru no

kyo de mo oshimai nano
anche se oggi sei qui So che è finita
anata to no o hanashi mo
da domani per dimenticarti
ashita kara wa wine glass mo
per non soffrire più getterò
kono aizara nanimo kamo
qualunque cosa abbia il tuo odore
anata no nioi no suru mono wa minna sutemasho
tutto per dimenticare te
wasureru tame ni
e questo amore
sutemasho ai no kurashi wo
ma ora non riesco a smettere di piangere
namida wa nagasanaide
al ricordo del nostro amore
omoide to wo wakareru no
e al pensiero che è finita
namida wa nagasanaide
omoide to wo wakereru no

Come puoi tenere nascosto un amore?

Qualche volta si può.

>
Tutto l'universo obbedisce all'amore. Francuzzo ti a-d-o-r-o.

Inokashira Park


Dove trascorrere qualche ora serena a Tokyo? Sicuramente qui all'Inokashira Park. E' un parco pubblico donato dall'imperatore Taisho alla città nel lontano 1918 e che si trova nel quartiere di Kichijoji a Musashino ad ovest della capitale, una ventina di minuti da Shinjuku.Ci sono stata una domenica mattina, e trovo sia un buon posto per osservare i tokyoiti nei loro momenti di relax. Nel parco trovate:

  • Moltissimi alberi che in una città come Tokyo non sono proprio una cosa scontata.
  • Sentieri amenissimi, un tempio dedicato alla dea dell'amore e panchine dove sedere e godersi il panorama.
  • Un lago pittoresco solcato da barche-cigno very kitch che le coppiette di innamorati giapponesi invece adorano.
  • Un'atmosfera rilassata e un 'alternativa meno affollata per fare Hanami dello Shinjuku Gyoen o dell'Ueno Park.
  • Un interessante mercatino nei fine settimana dove comprare souvenirs fatti da amanti del "hando meido".
  • Artisti di strada, musici e cantanti che si esibiscono nel parco sempre il sabato e la domenica.
  • Un mucchio di ristorantini che offrono snack succulenti soprattutto sulla strada che dalla stazione della metro di Kichioji porta all'ingresso del parco.
  • Un quartiere, quello di Kichioji, alternativo e pieno di atmosfera dove gironzolare per un po'.
  • Un'occasione per scoprire un'altra Tokyo, meno scintillante ma molto, molto piacevole.

Linea Metro Keio Inokashira (stazione Inokashira Koen, 1 minuto a piedi) o JR Chuo Line (stazione di Kichijoji, 5 minuti)



In italiano, Onegai


Secondo le statistiche tratte dal Japan National Tourism Organization, il numero dei turisti italiani recatisi in Giappone durante il 2008, è stato di ben 51989, con un incremento del 6% rispetto al 2007. Quanto a nippofilia in Europa siamo al quinto posto. Ci precedono:

  1. Gran Bretagna con 191.000 arrivi
  2. Germania con 119.000
  3. Francia con 138.000 e
  4. Russia con 61.000
Nonostante la costante crescita degli italiani in vacanza in Giappone la JNTO, l'ente che si occupa di promuovere l'immagine del paese all'estero non ha ancora pensato ad una versione italiana del sito. Ne esiste una per il mercato inglese che si chiama Jnto London Office e che in questi giorni ha lanciato anche Cool Japan, versione più leggera e dalla grafica accattivante del sito madre. Il sito è fatto molto bene ed è possibile richiedere l'invio gratuito di brochure informative direttamente a casa. Questo è il link www.seejapan.co.uk/contact/inquiry/general_inquiries.html e io ne ho subito approfittato.
C'è poi il sito francese che si dovrebbe occupare anche del mercato italiano, il sito tedesco e quello russo. Anche spagnoli e portoghesi trovano informazioni nella loro lingua, noi no.
Pure per il ben noto Yokoso Japan, che vediamo riproposto dappertutto, stessa storia. A quando la versione italiana? Mi propongo di curarla io :)