A beautiful day in London

Foto e Collage di Neve*
Una giornata a Londra va via veloce. Soprattutto se è tanto che non ci vai, se sei in compagnia di un'amica e se a Londra c'è il sole.

Resoconto fotografico di una giornata nella swinging Londra, la più cosmopolita città europea.
In ordine fotografico da sx a dx dall'alto in basso, le foto della mia splendida e corta giornata:
Londra Heathrow, Una rivista trovata in metro, Il
Japan Centre a Piccadilly, Regent street
Il cielo di Londra, Panorama dall'autobus 88, Bobbies, Case, Camden Town,
Il canale di Camden Town, Camden Town interni e restaurant street
Chinese stall a Camden, Pausa da caffè nero, Luminarie a Regent street di ritorno la sera,
Ancora Regent street e Piccadilly prima di volare via.






It's a beautiful day
Day
The sky falls and you feel like
Day
It's a beautiful day
Day
Don't let it get away
Day 


Mare, mare, mare.

Fiumicino al Vecchio Faro, sabato 13 dicembre 2008, verso mezzogiorno la fine della burrasca. Un po' di foto di mare d'inverno.

Foto e collage di Neve*


"Mare, mare, mare voglio annegare, portami lontano a naufragare, via, via, via da queste sponde, portami lontano sulle onde..."


Da SUMMER ON A SOLITARY BEACH di Franco Battiato.

I bilancioni di Fiumicino

Foto di Neve*

"Il mare d'inverno è una foto in bianco e nero vista alla tivvù, è un'idea che la mente non considera" cantava Loredana Bertè in una vecchia canzone. Il mare d'inverno è un panorama in grigio e nero con sfumature verdi e blu. O almeno lo è oggi qui a Fiumicino.
Un bel mare in burrasca che si spacca in nuvole di schiuma bianca su bitumici frangiflutti neri.
Andando verso il vecchio faro, solitario e abbandonato si incontrano delle strane creature, immobili, alte e magre, degli enormi insetti con antenne e zampe conficcate nella roccia e braccia lunghe protese verso il mare. Sono i bilancioni, piattaforme sull'acqua, una versione semplificata dei trabucchi.


Vicino al vecchio faro di fiumicino ce ne sono in funzione ancora cinque o sei, mentre altri sono abbandonati, mangiati dall'incuria e dalla salsedine marina. Un peccato, perchè queste creature strane e affascinanti incantano con la loro danza marina. La loro rete si alza e si abbassa alla ricerca di banchi di pesci da intrappolare o intrabbuccare. Ed è un gesto antico, che si ripete infinite volte e che ipnotizza. Ti viene voglia di salire e partecipare, passeggiare sulla piattaforma di legno, entrare nella casetta a curiosare, arrivare fino in punta ed affacciarsi giù sul mare con un retino in mano ad aspettare che la rete risalga. Proprio con questo tempo e con questo mare.

Per capire cosa sono e a cosa servono i
trabucchi
Foto e Collage di Neve*

La pesca dai Bilancioni di Fiumicino
Cliccate per vedere la danza dei trabucchi

Quando uscirà il sole alla Città dell'Altra Economia

Foto di Neve*
Può essere una buona idea andare a farsi un giro alla Città dell'Altra Economia a Testaccio. Se esce il sole è bello passeggiare negli spazi dell'ex mattatoio, attraversare il piazzale ed entrare nei vecchi recinti per gli animali lasciati così come erano o sedersi al bar e godersi questa piazza vuota mentre lo sguardo saltella tra i palazzi dello Iacp di Testaccio e i gazometri di Ostiense. Questo è decisamente un bel posto, poco sfruttato e soprattutto poco conosciuto. Nonostante sia aperto da circa un anno, io l'ho scoperto solo da poco. Tra l'altro quasi tutte le domeniche vado a Porta Portese ma visto che l'ingresso alla città è dall'altro lato del ponte, sotto Monte dei Cocci e che non si incontrano indicazioni se non quando ci sei già dentro, è difficile arrivarci per caso.
Dentro la città, che è nata con il contributo fondamentale del Comune di Roma ci sono una serie di spazi dedicati allo sviluppo, alla diffusione e al sostegno di economie alternative, solidali e a basso impatto ambientale. C'è una sala convegni, un negozio di alimenti biologici, un bio ristorante (dai prezzi interessanti), un bar, uno spazio espositivo con oggetti ricavati dal riciclo, un negozio che vende prodotti dal mondo e non ricordo che altro. Inoltre si organizzano attività varie, lezioni, convegni, incontri, workshop legati al mondo dell'altra economia. Ex mattatoio Testaccio, bell'esempio di archeologia industriale riconvertita ma non ancora completamente rilanciata.
Mai di lunedì.
Il link della Città
Il link del quartiere Testaccio
La voce Testaccio su Wikipedia

Me llaman calle, calle sufrida de tanto amar.

Calle: parole e musica di Manu Chao dedicata alle principesse di strada. Meglio una canzone come questa che mille parole. Manu arriva dritto dove deve arrivare. Buon ascolto.



Me llaman calle
pisando baldoza
la revoltosa y tan perdida
me llaman calle
calle de noche
calle de día
me llaman calle
voy tan cansada
voy tan vacia
como maquinita por la gran ciudad
me llaman calle
me subo a tu coche
me llaman calle
debo alegria
calle dolida, calle cansada
de tanto amar
voy calle abajo
voy calle arriba
no me rebajo
ni por la vida
me llaman calle
y ese es mi orgullo
yo se que un dia llegara
yo se que un dia
vendra mi suerte
un dia me vendrá a buscar
a la salida un hombre bueno
dando la vida y sin pagar
mi corazon no es de alquilar
me llaman calle
calle sufrida, calle tristeza
de tanto amar
me llaman calle
calle mas calle
me llaman calle la sin futuro
me llaman calle la sin salida
me llaman calle
calle más calle
la de mujeres de la vida
sube pa abajo
baja pa arriba
como maquinita
por la gran ciudad

me llaman calle
calle sufrida,
calle tristeza
de tanto amar

me llaman calle
calle más calle
me llaman siempre y
a cualquier hora
me llaman guapa
siempre a deshora
me llaman puta
tambien princesa
me llaman calle
es mi nobleza
me llaman calle
calle sufrida, calle perdida
de tanto amar

me llaman calle, me llaman calle
calle sufrida, calle tristeza de tanto amar

Alitalia : tutto come previsto, sottoscritto e firmato. C'è potere nel sindacato.

Tutto come previsto e firmato. Stanno arrivando a centinaia le lettere di cassaintegrazione. Tutti i giorni lettere scritte in burocratese ci colpiscono a morte. Il mio settore per ragioni operative sarà uno degli ultimi a ricevere il regalo di Natale. I colleghi chiamati in gestione del personale sono formalmente sospesi dal lavoro e messi in cassa integrazione.

Dopo appena ventiquattro ore tesserino e posta aziendali disabilitati. Anni di lavoro cancellati da un tratto di penna. Ho assistito a scene raccapriccianti,  colleghi accompagnati fuori dei tornelli dopo aver avuto solo il tempo di svuotare un armadietto. Ghiaccio nell'aria e nel cuore. 

Stanno mandando a casa il 50 per cento della forza lavoro. I criteri che stanno usando non hanno nulla di comprensibile, in virtù degli accordi firmati da CGIL-CISL-UIL-UGL-SDL. 

Più di O T T O M I L A  tra dipendenti e contratti a termine mandati a casa, sei anni di  inferno per assistere a tutto questo
Non vi ringrazierò mai abbastanza CGIL-CISL-UIL-UGL-SDL

Siccome non sono contro il sindacato, ma SOLO CONTRO QUESTO sindacato posto una bellissima canzone di Billy Bragg, che canta come il Sindacato dovrebbe essere, ma in Italia NON E' PIU'. Buon ascolto (la traduzione dall'inglese è mia)



Tokyo da non mancare: Spa LaQua



Dopo essere stati in un posto così, non potrete non riconoscere la superiorità dei giapponesi, almeno per alcune cose.
Non c'è nulla da fare, lavarsi non è e non sarà mai per questo popolo un'incombenza quotidiana, un male necessario, una veloce lampo ad inizio di giornata. No, è una festa, un momento sospeso, una dilatazione del tempo, il bagno è di nuovo grembo di acqua scura e densa che accoglie e scioglie le tensioni muscolari e la stanchezza quotidiana, mentre vapore acqueo e il gocciolio dell'acqua rilassano mente e sensi.
Ma come abbiamo fatto noi, che abbiamo costruito le terme più grandi dell'antichità, che avevamo reso questi luoghi pieni di incontri, di cultura, di arte, di vita ad abbandonarli e infine a dimenticarli completamente? Intuisco che in questo abbandono la morale sessuofoba della religione cattolica abbia avuto il suo peso.

Oggi riscopriamo la bellezza, la vitalità, l'utilità e il senso di queste sane abitudini: del bagno turco, dell'hammam, delle onsen, della sauna finlandese, dell'acqua in tutte le sue forme, ma è un piacere saltuario e non proprio economico.
Invece in Giappone no. Rilassarsi in una vasca d'acqua calda a casa è la normalità, mentre andare a farlo in un onsen naturale tra le montagne o in riva al mare è occasione di svago e appuntamento frequente.


Il posto di cui vorrei parlarvi qui si trova a Tokyo, nel complesso del Tokyo Dome.
Si chiama SPA LAQUA : quattro piani di meraviglie. Una città termale in piena regola, aperta 22 ore su 24, dalle 11 del mattino alle nove di quello successivo. La spa oltre ad ospitare le tradizionali vasche di acqua termale al chiuso e anche un rotemburo all'aperto ospita saune, bagni turchi, saune finlandesi, saune cromatiche, vasche Jacuzzi, vasche per soli piedi, un piano dedicato completamente ai bagni di vapore profumati e colorati. L'acqua utilizzata nella spa è vera acqua termale pescata a più di mille metri in profondità. Ovviamente la zona bagni è separata per sessi. La zona comune si chiama Relax e ospita vari ristoranti, il bar tailandese, il negozio, la sala con le poltrone dotate di schermo televisivo, angolo check medico e il parrucchiere.
Oltre a poter sguazzare in questo paradiso per tutto il tempo che si desidera, ci sono trattamenti e massaggi di tutti i tipi che neanche sto ad elencare. Troppa grazia.
L''ingresso costa 2565 yen, compreso l'uso armadietto, l' asciugamano, la vestaglietta con la quale girare per le zone comuni, e tutto lo spogliatoio che da solo vale il biglietto.
Quest'anno dopo lo scorso anno sono tornata. Soprattutto per un motivo, volevo farmi lavare.
L'anno scorso mentre come una paperella provavo le varie vasche mi sono accorta di una stanzetta dove solerti ed energiche signore insaponavavo e lavavano rilassate donne distese sui lettini. Volevo farmi lavare anch'io, ma mi hanno detto che avrei dovuto aspettare più di un'ora. Ho rinunciato. Questa volta, tornata, la prima cosa che ho fatto è stata andare nella stanzetta dove una gentile signora mi ha chiesto che tipo di trattamento volevo fare e lo ha prenotato: preferisce 15, 30, 50, 70 minuti?
Visto che con quindici minuti mi avrebbero lavato solo la schiena ho scelto il Programma B, 30 minuti di assoluto relax. Sono stata insaponata, massaggiata e risciaquata dal collo ai piedi. Un peeling completo e rivitalizzante. La mia pelle è tornata bambina e io in pace con il mondo.


Spa LaQua, Tokyo Dome, Tokyo
Qui trovate la pagina in inglese, anche se è un po' spartana. Fermate della metro più vicine Kasuga (Oedo Line) oppure Suidobashi ( Jr Chuo-Sobu Line e Mita Line).

Giappone, da dove cominciare? Istruzioni per l'uso


Questo post è stato scritto nel marzo del 2007, uno dei primi del blog, ma sono costretta a postarlo nuovamente perchè ho scoperto che il post originale non si apre più. Lo faccio in occasione di un nuovo menu che trovate sulla destra, nel quale ho raggruppato tutti gli argomenti che possono essere utili a chi vuole organizzarsi un viaggio in Giappone. Buona lettura.

Il periodo migliore per andare in Giappone?
Sempre. Perchè in ogni stagione il Giappone è un paese fantastico.
Meteorologicamente parlando, essendo un paese con quattro stagioni ben distinte (cosa che i giapponesi tendono a rimarcare spesso e volentieri, come fossero gli unici al mondo a vivere in una zona temperata), ed avendo una stagione delle piogge piuttosto lunga e fastidiosa tra giugno e luglio seguita da un'estate molto, ma molto afosa (tranne che nell'estremo nord, in Hokkaido) consiglio il Giappone soprattutto a Marzo, Aprile e Maggio perchè è primavera, le temperature sono tiepide e ciliegi in fiore, poi di nuovo a fine Settembre, tutto Ottobre e Novembre perchè i cieli sono alti, limpidi, le temperature piacevoli e c'è la possibilità di ammirare l'autunno giapponese, particolarmente bello.
I mesi da evitare, ma se ci andate non è certo la fine del mondo, sono gennaio e febbraio i più rigidi, luglio e agosto sono i mesi più caldi e umidi. Dicembre non è male soprattutto la prima metà, mentre Settembre, benchè non sia un mese particolarmente afoso è a rischio tifoni.

....Adesso che hai deciso il periodo pensa al volo!


Dal finestrino: murasaki fujisan

Tornata ormai da parecchio dal mio ultimo viaggio in Giappone, vorrei raccontarvi della prima cosa che ho fatto: prendere il volo Roma-Tokyo.
Il viaggio, lo sapete è lungo, infinito soprattutto se lo si fa raggomitolati in classe economica. Siamo partiti di giorno, avevamo un fortissimo vento in coda che ci ha permesso di arrivare con più di un'ora in anticipo sul previsto. Quasi undici ore anzichè le canoniche dodici.
Le prime tre ore, tra riviste di bordo e pranzo sono passate velocemente, poi no.
Fuori, quando si passa sull'europa orientale all'altezza della Polonia non si riesce più neanche a guardare fuori dal finestrino perchè comincia a far buio. Tramonto, poi buio per quasi tutta la russia e fino a tutta la siberia orientale. Il sole ci aspetta sul mar del giappone, nella terra del sollevante.
Capisco subito di essere dalla parte sbagliata dell'aereo, la destra con le spalle alla cabina di pilotaggio, cioè quella che, una volta sul Giappone non permette di ammirare (sempre che sia sereno) il perfettissimo monte
Fuji. Ma il rammarico dura poco, perchè dopo un po' mi rendo conto di essere seduta proprio davanti all'eccellentissimo Fujisan, che altro non è che la maestosa ala del boeing, che senza neanche troppa fantasia si trasforma nella nipponica dimora degli dei. Il monte Fuji
sta lì alla mia sinistra e mi accompagnerà per tutto il viaggio.
Una fortuna così non mi era mai capitata e l'ho considerata di buonissimo auspicio per il mio seppur breve ritorno in Giappone.


Non sembra una delle 36 famose vedute del monte Fuji di Hokusai o Hiroshige? Si, si...

... e invece è solo l'ala del boeing dal finestrino.


Fine autunno :dopo pioggia e grandine il sole

Sabato sera l'Arco di Costantino, Santa Maria Maggiore e la fontana delle Naiadi lucenti e bagnati tra fumi, vapori e rossori.

Domenica mattina, la città si è svegliata bianca di una grandinata eccezionale.

Ma dopo qualche ora nel cielo c'era posto solo per un cristallino azzurro, luminoso, accecante
Allora è proprio vero che dopo la pioggia viene sempre il sole :)