Tokyo e Onsen Segrete

Parto. Torno una settimana in Giappone. Un po' del solito Giappone e un po' di nuovo Giappone. Appena 10 giorni 8 notti.
Tokyo, Tokyo, Tokyo, poi per la prima volta Nikko (Nikkô wo minai uchi wa kekkô to iu na, chi non ha visto Nikko non può dire d'aver visto il bello), una notte nella Dai inaka del Tochigi ken per un'escursione nella OKUKINU (la valle delle onsen nascoste) , infine un'escursione in giornata dalla capitale a Kawagoe, la piccola Edo.

Il resto sarà la solita Tokyo dove ho un numero infinito di posti vecchi e nuovi da vedere e rivedere. Di nuovo ad Asakusa, Shinjuku, Harajuku, Shibuya, Ueno, Yanaka, e per la prima volta Shimokitazawa, il mercato delle pulci del tempio di Hanazono, Ikebukuro, Ebisu, Kichioji e l'Inokashira park, il quartiere di Shimabata, Dayankiyama......e poi tutta una serie di negozi che devo asssssssolutamente cercare e saccheggiare. :)

Nell'attesa beccatevi un corto che è come un haiku, breve e folgorante. Si intitola "viaggetto a Tokyo" e ne è autore di Alessandro W. Mavilio, un professore di italiano a Kyoto che realizza bellissimi street movies. Protagonisti sono il Giappone e le sue strade, attori inconsapevoli coloro che le abitano e le percorrono. Brevi e illuminanti incursioni di quotidianità giapponese.

http://www.taoistmovies.com/show.asp?mid=165

Fico assim sem voce

Più passa il tempo, più mi piace il portoghese, così vocalico, morbido e scuro. Così adatto a cantare e raccontare storie, così vibrante di suoni e denso di dolore, il portoghese lingua d'amore.




Avião sem asa, fogueira sem brasa, Sou eu, assim sem você (aereo senza ali, fuoco senza brace, così sono io senza te)

Futebol sem bola Piu-piu sem Frajola Sou eu, assim, sem você... (calcio senza palla, Titti senza Gattosilvestro così sono io senza te)

Porque é que tem que ser assim? (perchè dev'essere così?)

Se o meu desejo não tem fim Eu te quero a todo instante ( il mio desiderio non finisce, ti amo in ogni istante)

Nem mil auto-falantes Vão poder falar por mim... (nemmeno mille altoparlanti potranno parlare per me)

Amor sem beijinho Buchecha sem Claudinho Sou eu, assim, sem você (amore senza bacio, Buchecha senza Claudinho così sono io senza te)

Circo sem palhaço Namoro sem amasso Sou eu, assim, sem você... (un circo senza pagliaccio, un amore senza abbracci così sono io senza te)

Tô louco pra te ver chegar Tô louco pra te ter nas mãos (divento matta per vederti arrivare, divento matta per tenerti le mani)

Deitar no teu abraço Retomar o pedaço (per abbandonarmi nel tuo abbraccio e riprendermi il pezzo)

Que falta no meu coração... (di cuore che mi manca)

Eu não existo longe de você E a solidão, é o meu pior castigo (non esisto lontano da te e la solitudine è il mio peggior castigo)

Eu conto as horas pra poder te ver Mas o relógio tá de mal comigo... (conto le ore per vederti ma l'orologio ce l'ha con me)

Por que? Por que?

Neném sem chupeta Romeu sem Julieta Sou eu, assim, sem você (un bimbo senza ciuccio, romeo senza giulietta, così sono io senza di te)

Carro sem estrada Queijo sem goiabada Sou eu, assim, sem você... (una macchina senza strada, formaggio senza marmellata, così sono io senza te)

Porque é que tem que ser assim? (perchè deve essere così)

Se o meu desejo não tem fim Eu te quero a todo instante (il mio desiderio non finisce e ti desidero in ogni istante)

Nem mil auto-falantes Vão poder falar por mim... (nemmeno mille altoparlanti potranno parlare per me)

Eu não existo longe de você E a solidão, é o meu pior castigo (non esisto lontano da te e la solitudine è il mio peggior castigo)

Eu conto as horas pra poder te ver Mas o relógio tá de mal comigo (conto le ore per vederti ma l'orologio ce l'ha con me)

****

.... non esisto lontano da te e la solitudine è il mio peggior castigo....


adriana calcanhotto

I miei primi biscotti

Ci sono cose che non fai perchè pensi di non saper fare e cose che non sai fare, e quindi non fai. I biscotti rientrando nel primo caso pensavo di non saperli fare. In realtà non che me ne fregasse in particolar modo. E invece.....eccheli qui! Belli tondi e speriamo pure buoni.
Golosa soprattutto di salato e fondamentalmente pigra, l'idea di intrugliare per più di mezzora tra nuvole di farina, uova e burro mi ha sempre frenato ma sarà la voglia di dolce, o una certa smania di manualità che mi ha preso insieme alla voglia di provare cose nuove, mi sono decisa un pomeriggio (oggi) a cimentarmi in quest'opera titanica: biscotti frollini alla farina di riso con granella di nocciole. Sembra una cosa complicata e invece no. Io sono contenta e il mio medagliere di dolci adesso oltre al solitario ciambellone (che ho ricevuto in dote da mamma, con la variante ciambellone alle mele) annovera anche i MIEI PRIMI BISCOTTI :)

Questi gli ingredienti. La ricetta trovata su internet è stata rivista e corretta, primo perchè sono molto poco precisa secondo perchè mi piace cambiare le cose in corsa.

-150 gr di farina bianca
-200 gr di farina di riso
-130 gr di zucchero di canna integrale
-140 gr di burro
-1 uovo intero
- mezza bustina di lievito sciolta in un po' di latte
- granella di nocciole per decorare
- un pizzico di sale (non so se serve a qualcosa, ma mi piace pensare di si)

Modus operandi: (molto a modo mio e in ordine sparso)

Mettere le due farine a fontanella e aggiungere il pizzico di sale. In una terrina mettere lo zucchero e aggiungere l'uovo. Amalgamare. Aggiungere il composto alla farina insieme al burro fuso ma non bollente. Impastare in modo da ottenere abbastanza velocemente la pasta frolla. Per ultimo inserire nell'impasto un bicchierino di latte con dentro mezza bustina di lievito, continuare ad impastare finchè non avrete ottenuto un impasto bello unto ma compatto. A quel punto stendere e ottenere una sfoglia di un cm circa (molto circa) e cominciare a fare i biscotti. Io ho usato un bicchiere piccolo. Adagiare su una placca rivestita di carta da forno, spolverare i biscotti con la granella di nocciole ed infornare a 180° per 15 minuti (mi raccomando forno già caldo).
Fatto. L'odore che gira per casa è wunderbar (come direbbero i tedeschi), dopocena sen
tiremo il sapore. Ciao



Colori d'autunno




Nostalgia d'estate: boulgour con formaggio e ceci

Questo l'ho ho fatto un po' di tempo fa, non molto in realtà, forse meno di un mese, ma la differenza di temperatura di questi giorni a Roma fa sembrare l'estate un ricordo sbiadito ormai.

E' un piatto unico, veloce e piuttosto completo. Ingrediente base il
Boulgour, il grano cotto e spezzato tanto utilizzato nella cucina mediorientale. Lo preferisco al cous-cous, perchè mi sembra più leggero e digeribile.

Questa insalata di boulgour si può mangiare calda oppure fredda.
Si mette il boulgour che trovate nei negozi di alimenti biologici, nei negozi intorno piazza Vittorio oppure da Castroni a bagno in acqua tiepida e lo si lascia rinvenire per circa 20 minuti. Poi si mette a cuocere un altro quarto d'ora in acqua salata. A questo punto lo si lascia riposare qualche altro minuto in modo che si gonfi ben bene, si scola e si passa al condimento. Io per questa insalata estiva ho utilizzato :

Ceci, formaggio pecorino sardo tipo fiore, olio extravergine di oliva, pepe e basilico.

Un'ossessione tutta giapponese: le stagioni


Dalle Note del guanciale di Sei Shonagon, dama del decimo secolo alla corte dei Fujiwara, posto il capitolo sulle stagioni. Già più di mille anni fa l'animo giapponese era sensibile al ciclo della natura.

Caratteristiche piacevoli delle stagioni, secondo Sei Shonagon

"L'aurora a primavera: si rischiara il cielo sulle cime delle montagne; sempre più luminoso, e nuvole rosa si accavallono snelle e leggere.
D'estate, la notte: naturalmente col chiaro di luna; ma anche quando le tenebre sono profonde. E' piacevole allora vedere le lucciole in gran numero rischiarare l'oscurità, oppure distinguere solo le luci di alcune di loro. Anche quando piove la notte ha un suo fascino.
Il tramonto in autunno: malinconico quando i raggi del sole calano obliqui dalla vetta (....) e i corvi a gruppi di due, di tre, di quattro si affrettano disordinatamente al nido; (...) L'armonia del vento e il ronzare degli insetti, quando il sole è calato, infondono una dolce tristezza.
D'inverno, il primo mattino: bellissimo inutile dirlo, quando cade la neve. Bello è anche il candore della brina; oppure riattizzare il fuoco rapidamente, quando il freddo è più intenso e attraversare le sale portando il carbone (.....) "


Edizioni Oscar Mondadori
a cura di Lydia Origlia

Tango Alitalia


Si desapareció
en mi aparecerá
creyeron que murió
pero renacerá
Llovió, paró, llovió
y un chico adivinó
oímos una voz, y desde un tango
rumor de pañuelo blanco
No eran buenas esas épocas
malos eran esos aires
fue hace veinticinco años
y vos existías, sin existir todavía
Si desapareció
en mi aparecerá
creyeron que murió y aquí se nace,
aquí la vida renace
No eran buenas esas épocas
malos eran esos aires
fue hace veintinco años
y vos existías
No eran buenas esas épocas
malos eran esos aires
fue hace veinticinco años
y vos existías, sin existir todavía
Epoca, Gotan Project