Tofu marinato, sesamo e limone


Eh si oggi sono di cucina.

Si dice canta che ti passa e io invece adotto il mangia che ti passa. Sperimento ...
Del tofu comprato l'altro giorno da Xin Li a piazza Vittorio e che comincia a guardarmi con una certa insistenza faccio una marinata e speriamo che sia commestibile. In credenza ho semi di sesamo, olio di sesamo ( troppo buono), tamari ( comprata solo per il nome giapponese...) che ho poi letto essere una specie di salsa di soia fermentata per 18 mesi e poi il solito profumato origano pantesco. Affetto il panetto di tofu a mo' di mozzarella e l'adagio bene su di un piatto. Spolvero generosamente con semi di sesamo e origano.
A parte,in una ciotolina spremo un limone intero, aggiungo due cucchiai di salsa tamari, un cucchiaio e mezzo di olio di sesamo. "Ammischio" bene e assaggio. A questo punto si può aggiustare come si preferisce (più limone, più tamari ecc...).
Distribuisco la salsa sul tofu e metto a riposare. Quanto? Più tempo passa più buono sarà. Almeno spero. Da mangiare freddo, come una caprese, un po'giapponese!


>
P.s è venuto 'na vera schifezza, troppo limone, troppo tofu, boh??

Insalata pantesca


Dal profondo blu mediterraneo un'insalata (senza insalata) che vi riporterà in un battibaleno a respirare il mare anche se gli ingredienti sono tutti di terra. Fondamentali sono i magnifici e carnosissimi capperi di pantelleria e il profumato origano di quest'isola nera.

Servono:
  • Patate lesse
  • Pomodori rossi perini
  • Una manciata di capperi sottosale di pantelleria
  • Una cipolla (o meno a seconda del gusto)
  • Sale marino , olio, pepe, origano in quantità.
  • Qualche oliva nera ( ma se non c'è va bene lo stesso)

Esecuzione:
dopo aver bollito le patate lasciatele freddare e affettatele e unitele ai pomodori e alla cipolla. Aggiungete i capperi che avrete sciacquato un'attimo sotto acqua corrente, condite con olio sale pepe e finite con generoso origano. Lasciate che gli ingredienti si amalghino bene e servite. L'insalata pantesca prima la preparate più buona la mangiate.


Non ho fatto freddare le patate e l'insalata è uscita rossa 

Alitalia, ok al piano Fenice


Comunicato stampa alle 20.40 del 29 agosto 2008: Il cda Alitalia da' l'ok al commissariamento. Parte il piano Fenice.

Le ceneri le vedo, il resto non so.

La foto è di oggi pomeriggio, fuori sul piazzale tutto tranquillo, dentro pure.

Vale-kun meno male che ci sei tu

La cosa più bella di questo venerdì 29 agosto. Vale-kun che oggi ha 2 mesi e 9 giorni ha più che raddoppiato il suo peso. Pochi capelli, due grandi occhi azzurri, un profumo irresistibile e un'espressività di tutto rispetto. 
Le penultime due foto sono quelle che preferisco. Sembra proprio un bonzo giapponese!
 
Foto e Collage di zia Neve*

My Tokyo shopping Guide (post aggiornato apr 2012)

Map of Shinjuku and Asakusa taken from here


Qui di seguito una selezione dei miei negozi preferiti a Tokyo. Quelli che non manco mai , ma proprio mai di visitare. A costo da farmi venire le vesciche ai piedi.  Eccovi le tappe del mio pellegrinaggio.

Shinjuku Sud (uscita dalla stazione Minami Shinjuku)

TOKYU HANDS, un must, un posto da non mancare come il tempio di Asakusa, ci trovate tutto,  dai sali da bagno al legno per il gazebo.
Diverse sedi in città,  le filiali più grandi  sono quella Ikebukuro e quella di Shinjuku, nella Shinjuku Southern Terrace, vicino al magazzino Takashimaya e alla libreria Kunikuniya. Otto piani di stupore. Un'ora a piano, vi ho avvisato.

KUNOKUNIYA, la più grande libreria di Tokyo, tanti punti vendita.  Non ricordo quanti piani , ma uno intero è dedicato ai libri in inglese. Bellissima. Sempre Shinjuku Southern Terrace.

LUMINE e MYLORD, sono due super negozi dentro la stazione più grande e incasinata al mondo, tanti  micro spazi che vendono abbigliamento  ed accessori di tendenza.

MOSAIC STREET una strada pedonale in salita, o in discesa, che corre tra i magazzini Keio e Odakyu e collega la parte ovest di Shinjuku a quella sud. Qui trovate negozi che vendono articoli anche tradizionali, uno su tutti il negozio di furoshiki e tenugui KAMAWANU

TAKASHIMAYA, ISETAN, ODAKYU grossi magazzini multipiano,  generalisti,  abbastanza tradizionali..
Tutti hanno un basement dedicato al cibo dove rifoccillarsi con gli assaggi.
I piani superiori, due o tre sono riservati ai ristoranti che non sono mai meno di dieci.

Sempre a Shinjuku Southern Terrace, attraversate il ponte di Takashimaya con a sx la torre DOCOMO, sulla destra i magazzini My Lord e Odakyu e sotto la stazione JR, e arrivate in un altro di quei negozi che non manco mai,  FRANC FRANC, specializzato in articoli di design e arredamento. Una volta usciti,  per gli amanti del genere c'è, oltre la fila,  KRISPY KREAM e un po' più avanti uno STARBUCK'S dove se trovate posto appollaiatevi in vetrina a godervi lo struscio. Subito dopo trovate la trattoria "italiana" PESCE D'ORO. Continuando in direzione della stazione Shinjuku e di My Lord  (con alle spalle la torre Docomo) avrete sulla sinistra KONNE, negozio della prefettura di Miyazaki e il nuovo MOGU MOGU (che non mancherò di visitare  la prossima volta) negozio che vende specialità dell'Hokkaido.

Shinjuku Est

Tappa irrinunciabile è il nuovo, grande, minimalista Muji di Shinjuku est, stazione metro Shinjuku Sanchome, vicino al tempio di Hanazono. Dentro ci trovate anche un ristorante.

Per chi ama il kitch, meta obbligata è Don Quijote, dove faticherete a girare, ma vi divertirete tanto. Lo trovate all'ingresso di Kabuki cho.


Aoyama e Harajuku
 LAFORET all'incrocio tra Aoyama e Meiji dori, un mondo di gadgets, accessori, e outfit ultima moda.

KIDDILAND. E' una tappa per chiunque arrivi a Tokyo e faccia tappa ad Harajuku e Aoyama. Il paradiso del kawaii e delle cazzate. Aoyama Dori, fermata di Harajuku, Yamanote line.

TAKESHITA DORI,  l'usato e abbigliamento indie, di fronte la fermata di Harajuku, sulla Yamanote line.

Ginza e Asakusa

Qui si trova il paradiso della carta ITOYA , un  negozio storico specializzato in carta tradizionale Washi, e articoli di cartoleria, andateci e Vertecchi  di Roma, vi sembrerà una merceria di paese.

Se siete alla ricerca del tradizionale e avete voglia di assaggiare i famosi crackers di riso della vecchia Edo dirigetevi a NAKAMISE DORI, la strada di Asakusa che porta al tempio di Sensoji, dove continuate a sgranocchiare ma birciate anche tra i negozietti che vendono bambole kokeshi e irresistibili manekineko.



 

Spettacolo Gran Sasso

Ad appena 160 km da Roma il Massiccio del Gran Sasso.
Un paesaggio sorprendente, bello da togliere il fiato, montagne color zafferano e un castello cinematografico: Rocca Calascio. Ho scattato qualche foto, ma la rocca è uno di quei posti che vorresti fotografare con ogni luce e stagione. Da ripetere, magari facendo uno di questi
sentieri, o magari no che è fatica.










Giappone istantanee dal mio ultimo viaggio

Hakone, il Monte Fuji e il galeone

Asakusa, Asahi Biru Biru

Asakusa, Senso-ji

Kyoto, nel quartiere di Gion


Kyoto, in visita al tempio


L'universo di sabbia e rastrello

Tokyo, cerimonia al Meiji Jingu

Omikuji

Sake al tempio shinto

Scene da un matrimonio



Kamakura, Daibutsu



Vestirsi da Geiko un pomeriggio a Kyoto. Passeggiata in incognito a Sannenzaka.

Due giapponesi in giro per le stradine di Sannenzaka ?
Come si fa ad andare in Giappone e non vestirsi da Geisha?
Ero a Kyoto, intorno esplodeva l'autunno mentre io studiavo tutto nei più piccoli dettagli: dove, quando e soprattutto quanto mi sarebbe costato giocare alla geisha. L'unica incognita era il risultato. Ma sinceramente non me ne fregava più di tanto, e consapevole del fatto che o allora o (forse) mai più, avevo deciso che ne valeva la pena. Sapevo che non avrei fatto una splendida figura (perchè non c'è niente da fare, il kimono sta bene solo alle giapponesi) , quindi per rendermi irriconoscibile pensai di indossare non solo il kimono, ma anche una parrucca e un bel po' di trucco bianco in viso.
Il bello di mettersi il kimono in Giappone, è sapere che è cosa non solo da turista. E' normale sposarsi con il kimono, è normale in occasioni particolari indossarne uno e può capitare che anche le giapponesi si facciano ritrarre nelle sembianze di una maiko o di una geisha. Si fanno acconciare e truccare come queste misteriose creature. Ed infatti a Kyoto, intorno al tempio di Sannenzaka si incontrano tantissime fake "geisha", semplici donne che giocano alle cortigiane.
Lo studio fotografico si trovava nel cuore dell'antica Kyoto ed era stato scelto con molta cura( www.maiko-henshin.com/english/plan/honten.html ) vista la nostra intenzione, mia e di Mika di andarcene pure a spasso conciate come ci avrebbero. L'unica cosa da scegliere era il kimono, certamente cosa non facile, visto che lo studio fotografico vantava una cospicua collezione.
Del complicato mondo della geisha sapevo poco o nulla, ma ero sicura di una cosa: del kimono e di come lo volessi.
Eh si, sapevo che avrei dovuto scegliere quello da geiko, cioè da donna adulta per avere un vestito sobrio ed elegante. Mika avrebbe scelto inconsapevolmente, lei, uno da Maiko, da giovane donna apprendista geisha, e avrebbe avuto un kimono sgargiante e sicuramente troppo colorato.
Dopo aver indossato un paio di sottovesti le addette dello studio cominciano con il trucco....e qui pure con i guai. Tutto quel bianco candido sul viso certamente non ci rendeva giustizia, soprattutto quando ridevamo. Avevamo capito che era meglio sorridere si, ma senza mostrare i denti! Non consideriamo poi il rosso carminio sulle palpepre e il rossetto messo su metà labbra per emulare la bocca a cuoricino, un orrore. Ma come si dice, ormai avevamo fatto trenta...
Il kimono che avevo scelto era molto bello, sì ero proprio soddisfatta, me lo guardavo bene mentre le addette ci vestivano. Dopo il kimono passano a l'obi, anche questo scelto tra i molti disponibili. Mentro lo mettono a Mika io riflettevo su quanto fosse bello, di broccato color oro, e sul fatto che le stava proprio bene sul suo kimono viola da Maiko, così applicato giusto sotto il seno, bello alto perchè poi dietro scendesse giù fino quasi ai piedi.
Ora tocca al mio di obi, che invece è da Geiko, quindi più semplice, meno vistoso, bla, bla, bla. Va be' pazienza. Peccato però che è lungo il triplo di quello di Mika e me lo avvolgono come fosse un cintura del dottor Gibaud, intorno alla vita per ben tre volte! Ecco ora somiglio più ad un lottatore di sumo che ad una graziosa donnina. Chiedo inorridita, ma speranzosa, "ehm scusi ma non me lo mette alto come a lei? E loro gentilissimi: ma no, la geisha porta l'obi giù, non sotto il seno, bensì proprio qui intorno al punto vita". E io che avevo scelto il kimono blu tinta unita, con qualche fiore di ciliegio qua e là per fare la figa, me tapina.
Ma il capolavoro non era ancora terminato. Mancava il tocco finale : i sandali e la parrucca. Sono i particolari che contano. Mentre Mika indossava dei bellissimi ed altissimi infradito di stoffa a me rifilano, sempre per il solito discorso della geiko sobria ma elegante, dei bassi e comunissimi geta sui quali fatico non poco a camminare. E la parrucca? La sua alta vaporosa con dei graziosi e sonanti fermagli colorati, la mia calata bassa in testa a mo' di cazzeruola con un pezzo di legno come fermaglio (mooooolto sobrio), più larga che lunga. Un vero disastro, ma indimenticabile.
Un consiglio? Vestitevi da Maiko.

Buon Ferragosto!



Il finale del film di Beat Takeshi ZATOICHI. Grandissimo Kitano e grandissimi Stripes, tre minuti di energia pura.

Orecchiette zucchine, capperi e tofu


  • Primo saporito e veloce pronto in appena venti minuti. Vegetariano, nonchè completo piatto unico. E' la prima volta che sperimento il tofu in un piatto di pasta (a dir la verità è proprio una prima assoluta tra me e il tofu in cucina) ce l'avevo in frigo e ho pensato di unire questi ingredienti con questo pezzo di oriente. Il risultato è proprio niente male.
    Ecco gli ingredienti per due :

    -orecchiette 180-200-300 gr fate voi!una zucchina romanesca
    -una manciata abbondante di capperi sottosale di Pantelleria
    -sale (se avete lasciato i capperi in ammollo)
    -pepe macinato fresco
    -prezzemolo
    -olio extravergine di oliva

    In una padella con un bel goccio d'olio caldo mettete una zucchina affettata e lasciate cuocere, poco. Aggiungete una manciata di capperi di Pantelleria e quando le zucchine si saranno un po' appassite prendete un panetto di tofu tagliato a dadini e aggiungetelo ai capperi e alla zucchina. Lasciate qualche minuto, giusto il tempo di far insaporire il tofu. Pepate e spegnete il fuoco. Quando le orecchiette saranno al dente, scolatele e passatele nella padella, saltate e servite con un pugno di prezzemolo.