A Vale' ma 'ndo stai???

Sto ragazzino è nato ma nessuno lo ha visto. Dicono che è piccolo, appena 2.250, quindi deve stare nella culla termica, ma che va tutto bene, deve solo aumentare quei 4 o 5 etti per uscire.
Ieri siamo saliti su in patologia neonatale e lo abbiamo visto da un vetro. Siccome che erano nati tutti maschi a lui lo hanno vestito di rosa, non avevano più lenzuolini azzurri.
Alla mamma glie lo hanno avvicinato al naso un nano secondo, il tempo di vedere che assomigliava ad un pollo senza penne. Tutti però hanno notato che ha i piedini lunghi. Sarà.
Io finchè 'sto ragazzino non lo vedo da vicino, mica ce credo.
Le informazioni al San Camillo sono più preziose dei diamanti: una parola è poca e due sono troppe. Nessuno sa niente, e quel poco che sanno non lo dicono neanche sotto tortura.
Personale e organizzazione ospedaliera pessima, e meno male che siamo al reparto maternità.
Sensibilità zero, attenzione al "malato" una parola straniera.
Chissà che allegria negli altri reparti. Sono arrivata alla conclusione che in ospedale mai, neanche per partorire.
Nel frattempo Forza Valerio, mangia che mamma, papà, zia, tutti ti aspettano.

Benvenuto Valerio!


***********Ieri sera, 20 giugno 2008 è nato Valerio, il bimbo più piccolo che abbia mai visto********




"""""""Io sono la zia"""""""

Giappone, impressioni d'estate sulla Nakasendo

Foto scattate sull'antica strada Nakasendo, l'antica via di comunicazione lunga 530 km che fin dal settimo secolo unisce Kyoto a Tokyo. L'antica strada, che attraversa le provincie del Giappone centrale collegando le regione del Kinki al Kanto, veniva spesso preferita alla più famosa ma ben più trafficata Tokaido.



La Nakasendo ("la strada che passa in mezzo"), attraversa paesaggi molto belli e tocca cittadine rimaste più o meno intatte dal periodo Edo. Due di queste Magome e Tsumago, nonostante il notevole afflusso turistico, conservano una certa atmosfera da Giappone perduto. Hanno l'urbanistica e l'architettura in legno dei vecchi villaggi giapponesi, quelli che ormai si vedono solo nelle antiche stampe.


Ne ho percorso il tratto che va da Magome a Tsumago, l'estate di due anni fa, accompagnata da un caldo umido insopportabile. Meno male che ho scelto di andare da Magome a Tsumago e non viceversa, perchè al contrario mi sarei fatta otto km in salita.
Otto kilometrI di sentiero che si inerpica tra colline e boschi, molto ben segnalato e tutto con l'antica pavimentazione. Un mini trekking suggestivo,





perchè nonostante la notorietà, durante la mia passeggiata non ho incrociato molte persone, solo case di campagna, campi di riso color smeraldo, ruscelli e una rumorosa cascata. Faceva molto caldo, il solito caldo umido giapponese, ma lungo il sentiero ho trovato moltissime fontane dove dissetarmi.



Qua e là sul ciglio della vecchia strada ho visto strani cumuli di pietra, massi scolpiti, statuette votive. In alcuni punti, ho rischiato veramente di veder compararire da dietro una curva un gruppo di samurai, o una palanchina di nobili...





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Rigatoni verdi e bianchi

Visto che quest'anno l'estate non si decide ad arrivare (come pensavo invece nel mio ultimo post), l'altra sera da un frigorifero mezzo vuoto, ho tirato fuori un primo piuttosto invernale, ma per niente male.
Rigatoni ai fagioli corallo, gorgonzola e sesamo!
Sempre nei soliti venti minuti (tempo max nel quale intruglio volentieri in cucina :)), in una padella ho messo un goccio d'olio extra, poi ho aggiunto i fagioli corallo già bolliti assieme ad un po' di gorgonzola per il tempo di sciogliere il formaggio.
Quando il rigatone era quasi cotto, l'ho scolato e l'ho passato in padella nella quale ho aggiunto pepe nero, parmigiano e una generosa manciata di semi di sesamo.
L'accostamento dei dolci fagioli corallo al gorgonzola ci è piaciuto, quindi piatto approvato e archiviato.