Regina Viarum


Ieri una bellissima passeggiata nel parco di Via Appia Antica. Affittato le biciclette in un bar subito dopo la tomba di Cecilia Metella, e giù per la Regina Viarum abbiamo pedalato fino nel territorio di Ciampino. A parte il primo pezzo di strada, quello che conserva un lungo tratto di basolato romano, è che è il più trafficato, dopo il primo chilometro si rimane praticamente soli a pedalare tra cipressi, pini e papaveri. Lo sguardo si perde oltre il muretto sui resti di ville romane e su quelle protette da alti cancelli e rinfrescate da parchi curati. Sui lati della strada resti di tombe, calchi di statue e un sentiero in terra battuta che non capisco perchè il Comune di Roma non riesce a trasformare in una vera pista ciclabile. Pedalare sul basolato è poco agevole e pure il sanpietrino che ricopre la strada non è proprio il massimo. Riesce più semplice usare i due viottoli ai lati della carreggiata, anche se a volte si devono affrontare le radici dei pini e le cunette. Trovo l'Appia Antica, una dei posti più belli di tutta Roma, un posto romantico e molto molto "picturesque", come direbbero gli inglesi. Secondo me però ancora poco fruibile dai romani e dai turisti in generale. La cosa più affascinante? La strada! Le strade romane rappresentano, la testimonianza più vera e toccante della potenza e della grandezza di Roma. Più dei templi o dei fori, delle città o dei mosaici, le strade romane dove ancora visibili con il basolato vulcanico irregolare evocano una realtà ben presente e non lontana di duemila anni.


La soltera en misa.....

Conturbante poesia, di Federico Garcia Lorca


Bajo el Moisés del incienso, adormecida.
Ojos de toro de miraban.
Tu rosario llovìa.
Con ese traje de profunda seda,
no te muevas, Virginia.
Da los negros melones de tus pechos
al rumor de la misa.

Sotto il Mosè dell'incenso assopita.

Occhi di toro ti guardavano.

Pioveva il tuo rosario.

Con quel vestito di profonda seta,

non muoverti Virginia.

Dona i neri meloni dei tuoi seni

al brusio della messa.

Passeggiata nel golfo di Trieste




Con i paesaggi esterni mi distraggo

dalle muraglie interne che si fanno

caverne, trabocchetti, labirinto.

Cado abbagliato sotto il cielo libero,

per me con verde e sol gli uccelli fanno

una pietra di luce dal pulviscolo.

Josè Saramago


Cambogia, colori e sapori


Da sopra in senso orario: lumache e peperoncini; mangosteen al mercato di Phnom Pehn; cesto di rambutan; sinfonia di peperoncini, cipollotti, lemongrass e lime, gli "odori" della cucina cambogiana.

Cambogia, Devata ed Apsara


Le ninfe celesti

Cambogia, lo splendore di Angkor Vat


I più bei bassorilievi che abbia mai visto

Cambogia: colori e odori


Il kitekat marziano

Nel delirio di prodotti nati sull'onda della Maccha mania (te verde polveroso), questo è solo l'ultimo da provare assolutamente: il kit-kat ricoperto di cioccolato al te verde. Sono matti 'sti giapponesi. Buonissimo e introvabile. :(

Vorrei incontrarti....


Una canzone bellissima, di Alan Sorrenti, 1972.

....... Vorrei incontrarti / ma non so cosa farei / Forse di gioia io di colpo piangerei. ......... Vorrei conoscerti / ma non so come chiamarti / Vorrei seguirti / ma la gente ti sommerge / Io ti aspettavo / quando di fuori pioveva / e la mia stanza era piena / di silenzio per te. ........ Vorrei incontrarti / proprio sul punto di cadere / tra mille volti il tuo riconoscerei .......

Cambogia, il viaggio


Lunedì 28 aprile arrivo alle 14.00 a Bangkok con volo Lufhansa via Francoforte. Il volo è pieno come un uovo e io come al solito non dormo. La differenza di fuso è di 5 ore, quindi questa volta, nonostante le 11 ore di volo proviamo a rimanere svegli e tirare fino a sera.
Usciamo dal nuovo aeroporto e prendiamo l' autobus navetta E3 che per 150 baht a testa ci porta a due passi dal nostro albergo.
Bangkok è caotica, calda ma affascinante come sempre, una megalopoli, dove accanto a grattacieli si ammucchiano baracche, dove corrono avveniristiche metropolitane affiancate dai tuk- tuk. 

 La cosa che mi colpisce di più, oltre al caldo e l'odore, è la selva di traffico e di fili elettrici oltre l'abitudine tutta asiatica di vivere praticamente per strada. Le strade sono invase di macchine, moto e persone a qualunque ora del giorno e della notte, i negozi, le bancarelle, i mercati occupano strade e marciapiedi mentre un'umanità varia e variopinta si muove per la città.
Decidiamo di rilassarci un po' e quindi appena usciti dall'albergo andiamo a farci fare un massaggio tailandese in uno qualunque dei centinaia di centri che ci sono per Sukhumvit road. Ci scappa pure un sonnellino nella penombra....Rinfrescati da un' ora di relax prendiamo un taxi e ci facciamo portare al quartiere cinese, dove si mangia pesce e crostacei a prezzi stracciati. Ne scegliamo uno, ordiniamo gamberi, gamberoni ricchi di  peperoncini rossi, aglio fritto, e lemongrass. Una vera delizia.
Satolli ce ne torniamo verso l'albergo, ma alle 10 di sera passiamo davanti un barbiere, e ci facciamo fare  un taglio di capelli completo di massaggio stra- professionale per 350 baht. Soddisfatti ce ne andiamo a nanna.

Martedì 29 aprile: Sveglia e trasferimento in taxi (400 baht) di nuovo all'aeroporto dove ci aspetta un volo Air Asia per la capitale del Regno di Cambogia Phnom Penh.
Il bello di Bangkok è che si trova al centro del continente asiatico. Con meno di due ore di volo si arriva in Vietnam, in Laos, in Birmania, con un po' più di due ore c'è la Cina, il Giappone, la Malesia, l'India.
Staremo a Phnom Penh una sola notte, perchè domani ci trasferiamo a Siem Reap, 5 ore buone di pullman.
Per entrare in Cambogia serve il visto, che si può ottenere direttamente in aeroporto, venti dollari una fototessera e il visto è pronto.
I prezzi per chi visita la Cambogia sono in dollari, la moneta locale è il Riel, ma è talmente svalutata (1 dollaro=4000 riel) che per i turisti e per l'economia locale il biglietto verde è praticamente la moneta corrente.
Pnohm Penh è molto più polverosa e povera di Bangkok, e il caos è peggiore. Pochi semafori, completa anarchia per i sensi di marcia e gli attraversamenti, una vera baraonda. Il nostro albergo si trova sul lungo fiume,  il Mekong, a guardarlo ora un fiume placido ma che l'arrivo delle piogge trasformerà in altro. E' sera ormai, decidiamo di farci una passeggiata sul Mekong mentre ci sorprende una Mango shower, un acquazzone violento che ci ricorda che siamo ai tropici. Ci ripariamo in un locale, aspettiamo spiova e andiamo a cena. Anche stasera non ci faremo mancare un massaggio.

Il Mekong a Phnom Penh


Mercoledì 30 aprile: la colazione ci aspetta su una bella terrazza  che guarda il Mekong e sotto un cielo grigio e ventoso. La mattina la dedichiamo alla scoperta della capitale della Cambogia. Decidiamo di andare a visitare un famoso tempio in cima ad una collina, il mercato e il tristemente noto S21, un ex edificio scolastico che durante i tre anni di regime khmer rosso fu luogo di detenzione, tortura e morte per migliaia di inermi cambogiani. La visita a questo campo di concentramento cittadino è sconvolgente, tutto è rimasto così come era, il campo si trova in un quartiere residenziale e la pace che regna ora in questi luoghi è irreale. Il filo spinato, le celle di legno, le foto dei detenuti di cui moltissimi bambini sono esposte nei locali a dimostrare l'abisso di crudeltà nella quale possono precipitare gli esseri umani. Dal centro S21, uscirono vive solo 7 persone. Le altre sono ancora tutte li.
Il resto della mattina lo dedichiamo ad un giro al mercato, e alla visita di un tempio buddista. Non abbiamo molto tempo, dobbiamo prendere l'autobus che attraversando mezzo paese ci porterà a Siem Reap, 300 km a nord.
Il nostro autobus, della Mekong Express (biglietto 10 usd) ci aspetta per un viaggio di 5 ore, senza sosta! L'autobus va che è una meraviglia su strade polverose e accidentate, attraversa villaggi e cammina per chilometri su asfalto che costeggia vegetazione e paesaggi rurali fatti di capanne in paglia e legno senza acqua, luce, gas, ma tutte con televisione.
E' quasi notte e noi non siamo ancora arrivati, il pullman corre troppo su una strada trafficata soprattutto da animali. All'improvviso una frenata e un botto: abbiamo preso in pieno una mucca, che mezza morta non riesce più ad alzarsi. Sembra che di questi incidenti ne capitino e con grande stupore scopriamo che il proprietario della mucca deve risarcire il pullman e non il contrario per danni e interruzione di pubblico servizio.

Continuamo il viaggio, ora a velocità molto più modesta. Ancora poco e ci accolgono le luci della periferia di Siem Reap, la città che negli ultimi dieci anni è diventata la prima in Cambogia per crescita economica e demografica.



Ceniamo in albergo e decidiamo per una prima esplorazione di Siem Reap anche per cercare di ingaggiare una guida per visitare il giorno dopo Angkor Vat, perchè dappertutto leggiamo che senza non sarebbe la stessa cosa. Ci renderemo conto poi che senza sarebbe stato molto meglio.
Troviamo un'agenzia viaggi nel centro di Siem Reap e decidiamo per una guida e un tuk tuk che venga a prenderci e ci scorazzi per i templi tutta la giornata al prezzo di 35 dollari. Non capiamo il cambogiano, ma ci è parso che abbiano faticato parecchio a trovare una guida libera per l'indomani mattina. Ci accertiamo che 'sta guida parli inglese e andiamo a dormire.
Giovedì 1 maggio: è il giorno di Angkor, posto f. a. n. t. a. s. t. i. c. o., la guida che ci accompagna un po' meno. Non ci piacciono i tour con le soste e le tabelle di marcia, ma questa volta abbiamo creduto che l'ausilio di una guida aggiungesse valore al giro. Non è stato così. Semplicemente perchè la guida era incomprensibile. Parlava poco e con un accento terribile. Vi assicuro che è abbastanza frustrante stare dietro ad uno che parla poco male e che comunque sta con te tutto il giorno, condizionando la visita. Una palla mostruosa. D'altronde ci siamo resi conto che la grossa domanda di guide locali fa sì che ci sia una certa approssimazione e molta poca professionalità. Quindi o siete sicuri su chi vi porterà in giro o farete molto meglio a studiare bene la vostra guida.
Ma Angkor Vat è un posto così bello, che ve ne fregherete e come abbiamo fatto noi tornerete di nuovo il giorno dopo, da soli dopo esservi messi d'accordo con un tuk-tuk per un tour personalizzato. Dopo un po' di contrattazione il prezzo è stato di 18 dollari, dalle nove alle 17, in giro per Angkor con l'itinerario che avremmo scelto noi.
Venerdì 2 maggio: a proposito, l'ingresso ad Angkor costa 20 dollari, e visto che sarebbe un vero peccato vedersela in un giorno solo, conviene fare il biglietto che vale tre giorni e che costa 40 dollari.
Ad Angkor fa molto caldo, i templi sono sparsi in un'area enorme e l'intero parco archeologico contiene diversi villaggi. Il nostro secondo giorno lo abbiamo speso con tutta calma a rividere alcuni templi, e a vederne altri molto lontani ma non meno belli dei più gettonati e visitati da coloro che fanno Angkor in un giorno solo.
Stupefacente la bellezza di questi posti, ci siamo resi conto che nemmeno due giorni ci sarebbero bastati, ci sono infatti templi lontanissimi ancora immersi nella giungla. Pazienza, ci torneremo, intanto abbiamo passato una giornata bellissima insieme al nostro tuk tuk che ci ha riportato a casa nel pomeriggio e con il quale abbiamo concordato l'escursione al Tonle Sap per domani. Abbiamo dedicato poi un'ora al museo delle mine antiuomo, che si trova per la strada del tempio Bantay Srey, e che è stato messo su da Akira, un ex khmer che ha dedicato l'intera vita a sminare le campagne cambogiane, dove ancora oggi centinaia di persone ogni anno vengono mutilate dall'esplosione di mine.

Tornati in albergo, ci siamo rilassati un po' e dopo 'na pennica, abbiamo inforcato le bici e siamo andati giù fino in centro in sella a trabiccoli senza luci ne' campanello, in una città senza semafori e dove sostanzialmente non esiste un unico senso di marcia. Un'esperienza da brividi. Meno male che avevamo stipulato un'assicurazione sanitaria (che non è servita :)), ma che soprattutto c'era il fiume con il suo lungofiume che noi abbiamo usato come filo di Arianna per arrivare in centro e tornare.... Tra l'altro pedalare lungo il fiume è stato rilassante e anche romantico, palazzotti in stile coloniale, buio pesto, panchine con famiglie e coppie intente a godersi il fresco della sera, qualche ristorante che rifletteva languidamente le luci nell'acqua. Rilassante. Il centro di Siem Reap, è  ricco di ristoranti, negozi, locali dove bere qualcosa, il mercato notturno dove mangiare con pochi dollari....Una cittadina decisamente turistica, ma non per questo meno piacevole,  affollata senza però essere caratterizzata da un target specifico di turisti. Siem Reap è per tutti e per tutte le tasche, ci sono guest house da pochi dollari e strutture cinque stelle. C'è l'imbarazzo della scelta, e per chi viaggia con un budget limitato l'ideale è arrivare qui e cercare, visto che la maggior parte dei posti economici non si trovano su internet. Insomma,  la Cambogia è un posto facile da visitare da soli. Un paese tranquillo, sicuro e decisamente bello.
Sabato 3 maggio: la mattina ci aspetta il nostro tuk tuk che ci porta al Tonle Sap, un enorme lago che sfama migliaia di persone e attorno al quale si è sviluppato un intero universo. Il lago, che per quanto grande sembra un mare, ha un non proprio invitante color caffè macchiato, ed è sovrappopolato. Sul lago e intorno al lago sorgono villaggi con capanne di legno e foglie costruite su palafitte, che al momento della nostra visita, la stagione secca, erano all'asciutto rivelandosi in tutta la loro aggrovigliata altezza. Quando inizia la stagione delle piogge, le palafitte spariscono e interi villaggi, iniziano a navigare in mezzo a questo strano mare. Il nostro ultimo giorno in Cambogia continua lento, ci rilassiamo un po' in piscina e la sera in sella alla nostra bici torniamo pigri in centro, dove pensiamo bene di entrare in un ottico e comprarci un paio di occhiali da vista di riserva. Certo i modelli non sono moltissimi, ma ne troviamo di carini. Approfittiamo del fatto che ci dicono che ce li faranno in un'ora e facciamo questa pazzia: montatura e lenti per la spaventosa cifra di 32 dollari. Adoro l'Asia. Abbiamo iniziato a comprare occhiali all'estero, da quando una volta mi comprai degli occhiali in Giappone e spesi tutto compreso ben 100 euro, cento euro per montatura e lenti consegnati in un'ora, in Giappone. Da allora ottici romani addio.
Stra-soddisfatti ci facciamo un ultimo massaggio, dolorosissimo e a nanna che domani si torna in Italia.

Domenica 4 maggio: colazione, check out e dritti all'aeroporto dove prendiamo un volo della Bangkok Air per BKK. Trascorriamo tutta la giornata in città con l'occasione ce ne torniamo a vedere la Jim Thompson House, facciamo una scorpacciata di luci e colori nella capitale thailandese e prima di andare in aeroporto ci rilassiamo con l'ultimo massaggio, che tra l'altro è stato il migliore di tutta la settimana. Ma non c'è più tempo, l'odissea del rientro ci aspetta...ma questa è un'altra storia.


Cambogia, itinerario 8 giorni 6 notti



27 aprile Fco-Fra-Bkk con Lufhtansa notte in volo

28 aprile Bangkok hotel Sofitel Sukhumvit (40 euro prezzo speciale, senza colazione)

29 aprile Bangkok-Phnom Penh con Air Asia (50 euro il biglietto a persona) hotel FCC Phnom Penh (40 euro la doppia colazione inclusa)

30 aprile Phom Penh- Siem Reap con autobus Mekong express (10 usd )

30 aprile- 4 maggio 4 notti al Tara Angkor di Siem Reap (42 euro a notte la doppia colazione inclusa)

4 maggio Siem Reap- Bangkok con Bangkok Airways (100 euro a persona)

4 maggio Bangkok- Londra- Roma con Thai
Totale (senza il volo intercontinentale) 560 euro circa per due persone. Gli spostamenti e gli alberghi sono stati prenotati tutti via internet. Ci siamo trattati piuttosto bene, si può spendere meno rimanendo comunque nella fascia media di confort.

Viaggio in Cambogia, prologo


Sono stata una settimana in Cambogia. Questo il resoconto di un viaggio, che è stato organizzato in pochissimo. Mi sono affidata alla rete e al buon senso. La Cambogia, anche se è uno dei paesi più poveri del mondo, devastato da decenni di guerre e instabilità politica, è una meta bellissima e piuttosto facile anche per chi ama i viaggi in totale indipendenza.
E' un paese del sud est asiatico, la sua posizione geografica è stretta tra Thailandia, Laos e Vietnam. Il paese ha un passato remoto glorioso come testimonia il sito di Angkor Vat, e un passato recente turbolento e tragico, prima colonia francese, poi coinvolta in scenari di guerra internazionali di cui ha pagato la posizione vicinissima al Vietnam ed infine vittima della pazzia rivoluzionaria dei khmer rossi, che ha causato due milioni di vittime, e una memoria storica completamente da ricostruire.
Visitare la Cambogia ora, non pone nessun tipo di problema. E' difficile credere che in un paese così bello, si possa essere scatenata la furia distruttrice di un manipolo di uomini che hanno trasformato questo paese popolato da personi mite e sorridenti, buddista al 90% in un inferno dal 1975 al 1979. Eppure così è stato. La Cambogia non ha ancora fatto i conti con il suo passato. Difficile fare i conti in un paese che ancora oggi dipende enormemente dagli aiuti internazionali, dove la speranza di vita è tra le più basse al mondo, dove la maggioranza della popolazione vive in zone rurali con un stipendio medio di 40 dollari al mese, dove la maggioranza della popolazione non ha acqua diretta ne' luce, dove la mortalità infantile è del 71 per mille, mentre in Italia è del 5 per mille, dove la fame e la povertà alimentano la prostituzione infantile, dove ancora oggi centinaia di persone muoiono o rimangono mutilate dalle mine antiuomo sparse in tutto il paese. Difficile fare i conti con il passato quando il presente è ancora così cupo e difficile.





Le foto di questo viaggio su
: www.flickr.com/photos/apestrana/sets/72157604934732911/