Smalltown boy

Jimmy Sommerville e i Bronsky Beat. Metà anni 80, pop inglese. Una voce unica, una canzone bellissima e un video che sembra un corto girato da Ken Loach.. Quando uscì in Italia i video musicali erano ancora una novità, merce esotica da consumare avidamente. Videomusic, iniziava le trasmissioni e noi ingurgitavamo ore di pop inglese e americano. Mi è tornato in mente il video dopo aver sentito che domani esce l'ultimo film di Woody Allen, Cassandra's dream, tradotto con la solita fantasia italiana in Sogni e delitti. Con Ewan Mc Gregor, ho pensato al film Transpotting, alla Gran Bretagna e a una certa atmosfera che Jimmy Sommerville e la sua Smalltown boy incarnano alla perfezione. Il testo era così esplicito, la denucia della situazione gay così forte che in alcuni paesi il pezzo venne censurato. Da noi arrivò, scalò le classifiche, e siccome era in inglese nessuno si accorse di nulla. Noi dormivamo sogni tranquilli, cullati dalle melodie di pezzi come Ci sarà, di Albano e Romina e Serenata di Toto Cutugno.

Per sapere che fine ha fatto Jimmy, cliccate qui

Venezia Carnevale 2008


Sabato e domenica a Venessia. Primo giorno di Carnevale in tono dimesso, lutto cittadino per altre due morti bianche: due operai a Porto Marghera.
Ho alloggiato alla Pensione Guerrato, zona Rialto.
Sabato gli unici mascherati sono gli stranieri accorsi a frotte ansiosi di assaporare un po' di atmosfera settecentesca. Domenica, mentre la colombina volava su Piazza S. Marco, sono andata in laguna, a Torcello. Sopra qualche foto.
Cose da ricordare e riportare a casa: la chiacchierata a S.Polo con due gondolieri che per metà del tempo non ho capito;
le frittelle veneziane, a metà tra i bignè di San Giuseppe e delle supercastagnole. Fatte di pasta morbida con uvetta sono fritte, inzuccherate e poi riempite di crema, panna o zabajon.


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Ed io tra di voi


Questa canzone è de 'na tristezza.....

Et moi dans mon coin
Charles Aznavour

Lui il t'observe
Du coin de l'œil
Toi tu t'énerves
Dans ton fauteuil
Lui te caresse
Du fond des yeux
Toi tu te laisses
Prendre à son jeu

Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
Je remarque toutes choses
Et moi dans mon coin
Je ronge mon frein
En voyant venir la fin

Lui il te couve
Fiévreusement
Toi tu l'approuves
En souriant
Lui il te guette
Et je le vois
Toi tu regrettes
Que je sois là

Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
Je vois bien votre manège
Et moi dans mon coin
Je cache avec soin
Cette angoisse qui m'étreint

Lui te regarde
Furtivement
Toi tu bavardes
Trop librement
Lui te courtise
A travers moi
Toi tu te grises
Ris aux éclats

Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
J'ai le cœur au bord des larmes
Et moi dans mon coin
Je bois mon chagrin
Car l'amour change de main

Sardegna Appunti: Pane Frattau

Pane Frattau e foto di Neve*
Questo è un piatto da leccarsi i baffi.  Ingrediente fondamentale è il pane carasau.
Il carasau è il pane tipico della Barbagia, dove ancora resiste la tradizione pastorale.
E' un pane particolare e buonissimo, che si conserva per mesi, temendo solo l'umidità.
Inventato in una società dove il pane doveva mantenersi il più possibile, era l'alimento ideale, assieme al formaggio di chi accudendo gli animali, mancava da casa spesso e a lungo e non poteva rifornirsi di pane fresco quotidianamente.
Il pane carasau è un pane fatto dei tipici dischi grandi e sottilissimi di farina di grano duro e cotto a legna per ben due volte (da qui la parola, carasatu o biscottato).
Si tratta di un pane artigianale, che necessita di una lavorazione lunga e laboriosa.
Viene confezionato in genere in pacchi da due chili.  E' di una bontà assoluta.  Se lo si mangia così come viene confezionato è fragante e scrocchiarello ( per questo è chiamato anche carta-musica), altrimenti lo si può gustare scaldato con un filo d'olio a crudo (pane guttiau) oppure lo si può bagnare con acqua, aspettare che si ammorbidisca e poi lo si può farcire come il gusto suggerisce: con formaggio fresco, con pomodori, con affettati, con nutella. 
Essendo un pane speciale piuttosto fragile da trasportare, a Roma lo si trova con difficoltà.
Se ne trovate in giro, in genere si tratta della varietà più spessa ed erta. Secondo me, questo è un carasau che non ha nulla a che vedere con l'originale. In Barbagia stessa, la consistenza, la cottura, l'altezza cambiano di paese in paese e addirittura di forno in forno.
Il tipo migliore è quello ben biscottato e talmente fino che si spezza con molta facilità.
E' proprio dagli avanzi del pane, che ha origine il piatto che ho cucinato ieri sera: il pane frattau (pane a pezzetti).
Tutti i pezzi che avanzano del pane, vengono riutilizzati in questo piatto che è un capolavoro di semplicità. Pane frattau inno al gusto.


Si fa così:
Immergete i pezzi (o parte di dischi) di carasau un attimo in acqua bollente salata e disponeteli a strati su di un piatto. Condite strato per strato il pane così ammorbidito con salsa di pomodoro e formaggio pecorino. Io utilizzo un sugo finto (olio, cipolla, sale e pepe, pelati), ma va bene anche il ragù.
La versione base è questa, quella arricchita vede l'aggiunta alla fine, di un uovo in camicia sempre ricoperto con sugo e pecorino sardo grattuggiato.

Maria de Medeiros - Sentimental -

Venerdì 11 gennaio, ho passato un'altra serata tropicalista assistendo a Roma al concerto di Maria de Medeiros, una cantante-attrice-regista portoghese, che ama cantare le canzoni della sua infanzia, soprattutto dei grandi della musica brasiliana.
In questo suo primo album, "A little more blue", Maria canta con molta personalità, reinterpreta, riarrangia, recita bellissimi pezzi d'autore scritti soprattutto da Caetano Veloso e da Chico Buarque.
Tanto Mar, Acorda amor, O que sera, Sentimental, Samba e amor, questi alcuni pezzi del concerto e dell'album, tutti cantati con molta originalità, passione e sentimento.
Maria durante il concerto, non solo introduceva in italiano ogni pezzo, ma a metà canzone, o al principio ne traduceva il testo in italiano, uno sforzo apprezzabile, permettendo così a tutti di capire e godere le parole di questi classici della musica.
Sono uscita dal concerto con in testa tante parole e tanta musica. Mi è piaciuto molto, e mi piace sempre di più anche il portoghese....
Qui di seguito posto Sentimental, di Chico Buarque, scaricato da Youtube, una canzone che illustra abbastanza bene le caratteristiche di Maria de Medeiros : un mix accattivante di sogno, passione ed energia in un corpo, che a me sembra quello di abitante di un mondo fantastico, capelli neri, occhi grandi chiari, su un corpo dal quale non mi stupirei di vedere spuntare le ali....

p.s. : Maria non vi ricorda Kate Bush?



Testo

Sentimental, sentimental

Um coração saliente

Bate e bate muito mais que sente

Fica doente mas é natural, natural

Que num cochilo de agosto

Surja um outro alguém do sexo oposto

Do sexo oposto outro outro alguém

Ontem vi tudo acabado

Meu céu desastrado

Medo, solidão, ciúme

Hoje contei as estrelas

E a vida parece um filme

Gemini, gemini, geminiano

Este ano vai ser o seu ano

Ou se não, o destino não quis

Ah, eu ei de ser

Terei de serSerei felizSerei feliz, feliz

Façam muitas manhãs

Que se o mundo acabar

Eu ainda não fui feliz

Atrapalhem os pés

Dos exércitos, dos pelotões

Eu não fui feliz

Desmantelem no cais

Os navios de guerra

Eu ainda não fui feliz

Paralisem no céu

Todos os aviões

É urgente, eu não fui feliz

Tenho dezesseis anos

Sou morena clara, atraente e sentimental

Sabato tentatore, pasticceria Regoli

Ieri sono cominciati i saldi a Roma. Bene, mi sono detta, Silvia quest'anno ' damose 'na mossa, che se ce pensi troppo finisce che è meglio andare da Mas (chi abita a Roma, lo conosce) a comprare qualcosa che in qualunque negozio della capitale. Ho pensato di essere la più furba , pioveva, me la sono presa molto comoda e con molta calma mi sono avviata verso uno dei mio negozi preferiti .....
All'ora di pranzo, più o meno, ero sulla tangenziale, in fila a pregustarmi un paio d'ore di acquisti sfrenati ma oculati, in uno dei pochissimi grandi magazzini di Roma, la Coin di piazza San Giovanni.
Te pare che con questa pioggia, ci sarà casino?, riflettevo, Roma è ancora mezza intorpidita dal torrone, non ce la fa a muoversi. Sbagliato, alla Coin di San Giovanni, c'era tutto il mondo. Impossibile non solo acquistare, provare, ma quasi neppure guardare.
Interi piani affollati da donne invasate, con mariti e prole al seguito abbandonati sui divanetti, commesse isteriche, montarozzi di maglie buttate sui banchi come neanche a Porta Portese. Un incubo.
Vabbè mi sono detta, non ti far prendere dal panico, focalizza, seleziona, buttati sulle maglie che non c'è bisogno di provarle e soprattutto se vedi qualcosa che te piace COMPRA, prima che sia troppo tardi. Si, facile a dirsi. Ma com'è che già il primo giorno di saldi, dopo appena tre ore dall'apertura del negozio le taglie disponibili che rimangono sono esclusivamente la 38 e la 40?
Com'è che già ieri, alla Coin, primo giorno di saldi, ho visto occhieggiare articoli non proprio nuovissimi? Mi sono demoralizzata, volevo comprarmi almeno un ombrello (fuori diluviava) ma poi ho visto che gli ombrelli non erano in saldo (forse proprio perchè diluviava). In effetti li ho potuti guardare in santa pace, tutta quella strada per sbirciare nello scaffale degli ombrelli.....No, ho deciso niente ombrello, e me ne sono andata altrove a placare la mia brama di shopping.
Ho preso la macchina, e ho deciso per la Feltrinelli di via Emanuele Orlando, dove non ci sono i saldi, ma nemmeno le orde dei barbari. Prima però, mi sono detta che meritavo una consolazione, quindi per chiudere decentemente un pomeriggio così, così, sono passata a Via dello Statuto, dietro piazza Vittorio, e sono entrata in una pasticceria storica di Roma : Regoli.
Un posto d'altri tempi, una pasticceria dove oltre le cose solite , trovi dolci impensabili altrove, mostaccioli ricoperti di cioccolato, maritozzi con la panna, budini di riso, fagottini alle mele, l pangiallo e panpepato, tegole con la ricotta, paste quaresimali. Dopo dieci minuti di perlustrazione ho scelto il pangiallo, una vera ghiottoneria della tradizione romana, un impasto di frutta secca (nocciole, pinoli, mandorle) con miele, uva passa, cedro candito. Una vera tentazione impacchettata in carta rossa o oro e che con grossa soddisfazione ho mangiato oggi, giorno della Befana.
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Tonari no Totoro, Ending song

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TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO

dareka ga kossori

komichi ni konomi uzumete

chissana me haetara himitsu no angou

mori e no pasupooto suteki-na bouken hajimaru

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO mori no naka ni mukashi kara sunderu

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO kodomo no toki ni dake anata ni otozureru

fushigi-na deai

ame furi basu tei , zubunure obake ga itara , anata no amagasa sashite agemasho

mori e no pasupooto mahou no tobira akimasu

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO , tsukiyo no ban ni okarina fuiteru

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO, moshi mo aeta nara ,

suteki-na shiawase ga anata ni kuru wa

TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO.........

Singer: Inoue Azumi Lyricist: Miyazaki Hayao Composer/Arranger: Hisaishi Jou

My neighbor Totoro - Tonari no Totoro




Chi conosce Totoro?????
Questo film animazione di Hayao Miyazaki di fine anni ottanta, praticamente sconosciuto in Italia, tranne agli appassionati e agli studenti di lingua giapponese, è' un film bellissssssimo, con una colonna sonora strepitosa (firmata dal solito Joe Hisaishi). Uno dei film più belli, secondo me, di Miyazaki.

Trama: Due bambine trasferitesi con il papà in campagna , incappano in un buffo personaggio, Totoro, che altro non è che uno spirito dei boschi, uno dei tanti che popolano il mondo del fantastico giapponese.
Totoro e i suoi buffi aiutanti (che solo le bimbe riescono a vedere) accompagnano Satskuki e Mei alla scoperta della Natura e vivono con loro tante avventure.

La storia delle due sorelline è ambientata negli anni sessanta, in un Giappone ancora rurale di cui il film riesce a trasmettere tutta la nostalgia.
Uscito nel lontano 1988, Tonari no Totoro ha dato inizio ad un vero e proprio fenomeno di massa,e ha avuto tanto di quel successo da diventare il simbolo stesso dello studio Ghibli alimentando un'industria di gadgets fiorente e piuttosto ricercata.
Da Youtube posto, tra le cose che ho trovato, questi cinque minuti in lingua originale (con sottotitoli in cinese) che sono tra i più belli di tutto il film.
Se vi capita di trovare il Dvd, magari in inglese o francese, (in Italia è inedito, mai uscito e distribuito, peccato mortale) non esitate, compratelo, perchè si tratta di un film magico.
Questa la scena: le bimbe hanno piantato dei semi che non si decidono a spuntare, fino a quando in una notte afosa ci penserà il portentoso Totoro e la sua danza fatata...