Alitalia, ZONA GRIGIA


Ieri finalmente dopo settimane di indiscrezioni il commissario e Cai hanno presentato il piano ai sindacati tutti.
Ci si aspettava un pezzo de carta, fotocopie, appunti, due parole messe in croce da leggere e magari studiare. Macchè il piano è riservato, dice il commissario e se lo tiene chiuso nella sua valigetta di cuoio. Mi sfugge qualcosa, ma come se fa a presenta' un piano sulle slides, su powerpoint?

Si fa. Gli unici fogli di carta sono quelli delle organizzazioni sindacali che convulsamente si appuntano nella confusione più totale numeri, attività che escono sicuro si, quelle che no, quelle che forse. La velocità delle slides non permette di approfondire molto, le domande si fanno alla fine, prego. Non si entra troppo nel dettaglio, ci saranno i tavoli per questo. E' solo una presentazione, non siamo entrati nel vivo della trattativa.

I punti chiave sono :

*Eliminazione di moltissime rotte, soprattutto intercontinentali; da 84 a 65.

*Eliminazione dei due hub di roma fco e milano mxp, quando tutte le compagnie ne hanno uno se non due come Iberia o Luftahnsa.

*Riduzione dei voli su Linate alla sola tratta roma-milano;

*Ritorno di una parte di intercontinentali su Milano malpensa (14) e riduzione a 4 (quattro, avete letto bene) su roma fiumicino.

Roma e il suo aeroporto imploderanno. Quattro voli intercontinentali ( quali, Tokyo-New york, buenos aires e los angeles? boh) in un aeroporto che fa più di 30 milioni di passeggeri in un anno, significa ammazzare il cosidetto traffico leisure, cioè il traffico turistico. Chi ce li porterà i turisti a roma una volta che non ci saranno più gli intercontinentali su fiumicino? Semplice, qualcunaltro. Tra un volo diretto che parte da chicago per Roma con Delta (ad esempio) e uno che invece fa scalo a malpensa o peggio a francoforte e parigi quale scegliereste? Questo lo chiamano piano di rilancio. Oppure, se per andare a Pechino da Roma devo necessariamente volare su malpensa non mi conviene prendere, che so' la China che ha il volo diretto oppure, scalo per scalo, scegliere io con chi e dove fermarmi in europa e prendere una delle tante compagnie che hanno molte più destinazioni? Fare un roma malpensa o roma vienna o roma monaco non fa nessuna differenza, anzi si, 10 minuti di volo, mentre un volo diretto la fa, sempre.
*Creazione di 6 basi a livello nazionale (roma, milano, torino, venezia, bari ,catania) e dislocazione del personale.

*Riduzione della flotta da più di 240 aeromobili (az+airone) a più o meno 136. La metà. Quanti passeggeri e soldi in meno?

*Concentrazione del traffico sul breve e medio raggio, proprio in quel segmento di mercato a fortissima concorrenza dei vettori low cost. Il traffico point to point (cioè cta-par, vce- par, rom-par) privilegia i soli collegamenti internazionali terreno dove dominano le low cost europee. Chi sceglierà la nuova alitalia per fare un Roma Parigi a 200 euro quando con una low cost se ne spendono 20? Questo tipo di impostazione, il point to point ha senso solo nell'ottica di una alleanza con una grossa compagnia che ha un network ampio, tipo Air France, o Lufthansa oppure British, nella quale la nuova alitalia avrebbe il solo compito di alimentare il traffico di quest'ultima portando passeggeri  nell'hub di riferimento. Questo dunque è il piano di rilancio: un piano di sopravvivenza propedeutico alla vendita tra qualche anno ad una regina dei cieli che acquisirebbe la piccola ex alitalia, senza debiti ma con una ricchissima dote: tutto il traffico del ricco mercato aereo della penisola.

*Riduzione del personale. I primi numeri parlano di un totale per la nuova compagnia di 14250 dipendenti tra ex alitalia ed ex air one. I dipendenti alitalia sono circa 18300. Nella nuova compagnia ne verrebbero assunti solo 11500. Facciamo i conti: 11500 più
2050 che sarebbero gli esternalizzati (manutenzione pesante e cargo)
3250 gli esuberi 

700 persone (call center, divisione informatica, amministrazione) il cui destino è incerto. La cosiddetta ZONA GRIGIA

Potrebbero entrare a far parte della nuova compagnia che avrebbe quindi 12200 persone, potrebbero essere ceduti in outsourcing aggiungendosi ai 2050, oppure potrebbero essere esuberi secchi portando il numero degli esuberi a 3950.
Il totale del personale tra attività dentro e fuori ammonterebbe a 17500, mancano all'appello circa 1000 persone per arrivare a 18300. Che fine hanno fatto?

*Bisogna chiamare le cose con il loro nome. Il numero effettivo degli esuberi in alitalia non è di 3250 bensì di almeno 6000 persone (2050+3250+forse 700+quei mille che mancano all'appello) senza contare tutti i dipendenti precari che non sono stati considerati nel conto. Circa 3000 tra personale viaggiante e di terra. Un numero spaventoso il totale dei lasciati a terra dalla nuova compagnia 9-10000 persone, e senza considerare l'indotto.

*Last but not the least, il rinnovo contrattuale. Nella nuova compagnia il costo del lavoro si dovrà abbassare ulteriormente. Durissimo colpo per una categoria che ha già il costo del lavoro più basso d' Europa. Punto.


To be continued.....

7 commenti:

Claudio ha detto...

Ciao Ape*strana.
Ho letto il riassunto della situazione Alitalia e devo dire che, come al solito, siamo propio presi per i fondelli dalla nostra classe politica e imprenditoriale che ha sventuto tutto quello che di buono c'era in Italia.
Mi auguro vivamente che in questi giorni la situazione possa cambiare in senso positivo.
Ho appena sentito al TG1 che l'amministratore delegato di Intesa San Paolo (Organizzazione a delinquere di stampo mafioso e strozzinaggio legalmente riconosciuta dal governo, come tutte le banche, assicurazioni, finanziarie ecc.) ha affermato: "Milano non può avere 2 aeroporti....."
Lascio a te ogni commento, il mio non è pubblicabile.
Ora ti saluto spero di sentirti presto (se vuoi puoi contattarmi via mail: claudio.pasquali@alice.it).
Claudio

ape*strana ha detto...

Ciao Claudio, la prossima settimana sarà la settimana decisiva per il futuro della oramai fallita Alitalia.
Vedremo, ma credo proprio che siamo arrivati all'ultimo atto.
Ape*stramazzata :)

forumalitalia ha detto...

forumalitalia
11 settembre - riforma del modello contrattuale e legislazione del secondo livello di contrattazione

11 settembre
Una data del futuro immediato che porta alla mente quella di un passato non troppo remoto.
11 settembre 2001
3017 vittime (compresi gli attentatori e i dispersi) più migliaia di feriti e altre diverse migliaia di persone coinvolte di riflesso;
11 settembre 2008
Data di volontà di chiusura di una contrattazione in cui 25200 persone sono a rischio di salario, e più precisamente 9000 persone in esubero diretto (3000 precari non confermati + 3250 esuberi piano Fenice + 1600 outsourcing manutenzione + 450 outsourcing cargo + 700 outsourcing information technology amministravi e callcenter) e 16200 in esubero indiretto per indotto (calcolato secondo la formula 1,8 per ogni dipendente Alitalia).

E mentre si inseguono le agenzie sulla contrattazione, sul piano e sui nuovi modelli di rapporti industriali in corso di discussione a via Flavia, è di poche ore fa la notizia che Carlo Toto, dopo aver saggiamente consegnato le chiavi di AirOne alla cordata degli imprenditori, si defila dall'affare con il beneplacito di Corrado Passera che lo scagiona per "incompatibilità di carattere" con Colaninno senior. Non si hanno purtroppo notizie dettagliate sulla cena avvenuta ieri tra Berlusconi e la Moratti la quale, pur di avere novità di prima mano, si e' recata a casa del premier. Sarebbe da chiedersi se una cena offerta da Marrazzo a Silvio Berlusconi sarebbe stata onorata in egual misura. Intanto anche il comune di Roma, seguendo l'esempio di donna Letizia, ha deciso di convocare un consiglio comunale straordinario sull'argomento: data 18 settembre, una settimana dopo che i giochi sono stati fatti. Dall'interno dell'azienda alcune pallide apparizioni. Ben due giorni prima della chiusura della contrattazione, e quindi tempestivamente, oggi 9 settembre si affaccia Andrea Cavola (sdl) nella hall del centro elettronico dell'Alitalia preannunciando che per lui sarà difficile comunicare ai suoi iscritti un taglio di stipendio dai 1000 euro in su (intanto la butta lì!!!!). Di Cigl Cisl e Uil neanche l'ombra, mentre la CUB è l'unica che organizza una assemblea per informare i lavoratori. Peccato che la CUB non è stata chiamata al tavolo delle trattative. Nel frattempo a livello politico Giulio Tremonti si prepara allo show satellitare che domani 10 settembre verrà trasmesso in "diretta mondiale" da Montecitorio.

Una data, anche quella del 10 settembre 2008, che per alcuni non prelude a nulla di buono a causa dell'accensione dell'acceleratore nucleare per la creazione del buco nero che simulerà il BigBang, il quale, secondo alcuni scienziati, determinerà la fine del mondo. E se fine del mondo non ci sarà nel 2008, ci si appellerà a quella del 2012 (tre anni prima della expo di Milano), data risultante dal computo del tempo secondo il calendario Maya e basato sulla precessione degli equinozi.

Certo e' che una inversione magnetica terrestre, con i relativi sismi e gli stravolgimenti meteorologici, sarebbe auspicabile almeno sul piano politico nazionale ed internazionale. Purtroppo per ora l'unico stravolgimento che possiamo intravedere è quello di un retroscena, neanche tanto nascosto, della riforma del modello contrattuale. Si sta usando la vicenda Alitalia come testa d'ariete per la futura nuova legislazione del secondo livello di contrattazione. E questo, sulla pelle di oltre 20.000 persone, fungerà da spartiacque nella evoluzione della storia delle relazioni industriali!
(abm - 9 settembre 2008)

alitalia forum ha detto...

i potenti mezzi dell'informatica ...

http://tg24.sky.it/tg24/economia/2008/09/15/alitalia_forum.html

p.s. ho finalmente capito chi sei ... poi fuori argomento ti chiederò cose sul giappone ;)

ape*strana ha detto...

@alitaliaforum
Quando vuoi. Del Giappone parlo sempre volentierissimo. Ciao.
Ape*stranita (dalla vertenza)

Claudio ha detto...

In questi ulti giorni ho seguito la vicenda Alitalia, ma come tu sai quello che riportano giornali e TV non è mai la reale situazione.
Purtroppo l'epilogo di questa "farsa all'italiana" è stato quello peggiore: il fallimento di un azienda con migliaia di dipendenti buttati nell'inferno della disocuppazione.
Quello che mi fa più incazzare (scusa il termine) è il rimpallo delle responsabilità delle colpe senza curarsi dei lavoratori.
Quello che non risco a digerire è che hanno fatto pagare ai lavoratori anni di malagestione manageriale/politica.
Per quello che può valere ti sono vicino è spero tanto che qualcuno riesca a trovare una soluzine e si faccia l'esame di coscienza.
Con affetto.
Claudio.

ape*strana ha detto...

@Claudio
In effetti è incredibile quanto i mezzi di informazione possano influenzare. Il gioco al massacro su Alitalia e i suoi dipendenti (da sempre identificati solo come personale viaggiante) dura da moltissimo tempo, e l'epilogo sulla strumentalizzazione dell'esultanza di giovedì 18 sul ritiro della Cai è semplicemente vergognosa. Chiaramente si vede solo quello che si vuole vedere. Anch'io era lì e anch'io ho esultato. Ho esultato non del possibile fallimento, del tanto peggio tanto meglio, ho esultato che un piano di ridimensionamento, esuberi, cassaintegrazione, esternalizzazioni, precarizzazione, rinnovo contrattuale inaccettabile e lesivo persino della dignità dei pochi che sarebbero entrati in Cai, sia stato respinto e che cai si sia ritirata (almeno fino ad oggi). Di questo ho esultato io e tutti i presenti, coscienti della gravità della situazione ma ben consapevoli che alitalia, mal gestita, male organizzata, ipersindacalizzata, va avanti solo
grazie al lavoro quotidiano e all'attacamento di personale qualificato spesso sotto pagato (siamo all'ultimo posto tra le compagnie europee)e volentieri precario. I dipendenti della compagnia non possono continuare a pagare anni di errori ed inefficienze manageriali, politiche e sindacali. Credo che da qui si debba partire e non da un'operazione finanziara travestita da salvataggio.
Grazie per la solidarietà, la categoria ringrazia :)
Silvia