Vestirsi da Geiko un pomeriggio a Kyoto. Passeggiata in incognito a Sannenzaka.

Due giapponesi in giro per le stradine di Sannenzaka ?
Come si fa ad andare in Giappone e non vestirsi da Geisha?
Ero a Kyoto, intorno esplodeva l'autunno mentre io studiavo tutto nei più piccoli dettagli: dove, quando e soprattutto quanto mi sarebbe costato giocare alla geisha. L'unica incognita era il risultato. Ma sinceramente non me ne fregava più di tanto, e consapevole del fatto che o allora o (forse) mai più, avevo deciso che ne valeva la pena. Sapevo che non avrei fatto una splendida figura (perchè non c'è niente da fare, il kimono sta bene solo alle giapponesi) , quindi per rendermi irriconoscibile pensai di indossare non solo il kimono, ma anche una parrucca e un bel po' di trucco bianco in viso.
Il bello di mettersi il kimono in Giappone, è sapere che è cosa non solo da turista. E' normale sposarsi con il kimono, è normale in occasioni particolari indossarne uno e può capitare che anche le giapponesi si facciano ritrarre nelle sembianze di una maiko o di una geisha. Si fanno acconciare e truccare come queste misteriose creature. Ed infatti a Kyoto, intorno al tempio di Sannenzaka si incontrano tantissime fake "geisha", semplici donne che giocano alle cortigiane.
Lo studio fotografico si trovava nel cuore dell'antica Kyoto ed era stato scelto con molta cura( www.maiko-henshin.com/english/plan/honten.html ) vista la nostra intenzione, mia e di Mika di andarcene pure a spasso conciate come ci avrebbero. L'unica cosa da scegliere era il kimono, certamente cosa non facile, visto che lo studio fotografico vantava una cospicua collezione.
Del complicato mondo della geisha sapevo poco o nulla, ma ero sicura di una cosa: del kimono e di come lo volessi.
Eh si, sapevo che avrei dovuto scegliere quello da geiko, cioè da donna adulta per avere un vestito sobrio ed elegante. Mika avrebbe scelto inconsapevolmente, lei, uno da Maiko, da giovane donna apprendista geisha, e avrebbe avuto un kimono sgargiante e sicuramente troppo colorato.
Dopo aver indossato un paio di sottovesti le addette dello studio cominciano con il trucco....e qui pure con i guai. Tutto quel bianco candido sul viso certamente non ci rendeva giustizia, soprattutto quando ridevamo. Avevamo capito che era meglio sorridere si, ma senza mostrare i denti! Non consideriamo poi il rosso carminio sulle palpepre e il rossetto messo su metà labbra per emulare la bocca a cuoricino, un orrore. Ma come si dice, ormai avevamo fatto trenta...
Il kimono che avevo scelto era molto bello, sì ero proprio soddisfatta, me lo guardavo bene mentre le addette ci vestivano. Dopo il kimono passano a l'obi, anche questo scelto tra i molti disponibili. Mentro lo mettono a Mika io riflettevo su quanto fosse bello, di broccato color oro, e sul fatto che le stava proprio bene sul suo kimono viola da Maiko, così applicato giusto sotto il seno, bello alto perchè poi dietro scendesse giù fino quasi ai piedi.
Ora tocca al mio di obi, che invece è da Geiko, quindi più semplice, meno vistoso, bla, bla, bla. Va be' pazienza. Peccato però che è lungo il triplo di quello di Mika e me lo avvolgono come fosse un cintura del dottor Gibaud, intorno alla vita per ben tre volte! Ecco ora somiglio più ad un lottatore di sumo che ad una graziosa donnina. Chiedo inorridita, ma speranzosa, "ehm scusi ma non me lo mette alto come a lei? E loro gentilissimi: ma no, la geisha porta l'obi giù, non sotto il seno, bensì proprio qui intorno al punto vita". E io che avevo scelto il kimono blu tinta unita, con qualche fiore di ciliegio qua e là per fare la figa, me tapina.
Ma il capolavoro non era ancora terminato. Mancava il tocco finale : i sandali e la parrucca. Sono i particolari che contano. Mentre Mika indossava dei bellissimi ed altissimi infradito di stoffa a me rifilano, sempre per il solito discorso della geiko sobria ma elegante, dei bassi e comunissimi geta sui quali fatico non poco a camminare. E la parrucca? La sua alta vaporosa con dei graziosi e sonanti fermagli colorati, la mia calata bassa in testa a mo' di cazzeruola con un pezzo di legno come fermaglio (mooooolto sobrio), più larga che lunga. Un vero disastro, ma indimenticabile.
Un consiglio? Vestitevi da Maiko.

Nessun commento: