Iwojima, così triste cadere in battaglia....


Dopo aver visto al cinema Lettere da Iwojima, il bel film di Clint Eastwood, ho voluto leggere il libro dal quale il film era stato tratto: Così triste cadere in battaglia, di Kakehashi Kumiko. Non si tratta di semplice libro di guerra, ma della storia di un militare e dei suoi ventimila uomini, che in una remota isola del Pacifico, riuscì male equipaggiato, e praticamente abbandonato dal Giappone a resistere agli americani per 36 giorni, facendo della battaglia di Iwojima, una delle pagine più cruente e emblematiche della seconda guerra mondiale.

La corrispondenza del comandante Kuribayashi con l'amatissima famiglia permette di tratteggiare in maniera precisa la psicologia di un militare devoto al suo paese, ma abbastanza lucido da capire la stra-potenza degli Stati Uniti e le possibilità vicine a zero per il Giappone di vincere la guerra. Attraverso lo sguardo lucido  di Kuribayashi ci viene raccontata la vita quotidiana in questo lembo di terra lontano più di 1000 km da Tokyo, un'isola desolata senza risorse e dove il semplice vivere era una triste battaglia quotidiana.

Kuribayashi, consapevole della inesorabile fine che aspetta i suoi uomini, ma altrettanto convinto che dal suo sacrificio dipenda la salvezza del Giappone, organizza la battaglia di Iwojima con una strategia innovativa e di rottura, rompendo con l'alto comando militare. La tattica che adottererà per contrastare gli americani permetterà a lui e a i suoi uomini, al contrario delle isole di Guam e Saipan, di resistere e contro ogni aspettativa per più di un mese, infliggendo enormi perdite agli avversari.
Iwojima, è la cronaca di una terribile battaglia combattutta con tecniche di guerriglia conquistata dagli americani metro dopo metro, ma difesa dai uomini disperati e tenaci, che per sopravvivere si rifugiano nel ventre di un'isola velenosa per vivere come topi.
Il ricordo di Iwojima, di questa remota, puzzolente ed inospitale isola rimarrà così scolpita nella memoria dei due paesi e del mondo intero come una delle pagine più sanguinose ed epiche della guerra del Pacifico.

La guerra combattuta nel Pacifico è una pagina di storia che in Italia si conosce molto poco. Questo libro, è dunque una testimonianza preziosa di una guerra disperata combattuta da uomini, che seppur fedeli e animati da sentimenti di onore e lealtà, testimoniano un toccante smarrimento di fronte all'inutile stupidità della guerra.

Un libro che mi ha commosso, la storia di un uomo a capo di soldati che combatterono con tale coraggio da muovere a compassione persino gli dei, e che nella lettera di commiato all'imperatore ebbe l'ardire di scrivere che "era così triste cadere in battaglia".

Così triste cadere in battaglia
di Kakehashi Kumiko
Edizioni Einaudi Collana Stile libero Big
euro 15.00


Per chi non l'avesse ancora visto, consiglio il film di Clint Eastwood, Letters from Iwojima, in giapponese con sottotitoli in italiano, di cui posto il trailer.


4 commenti:

Tommaso ha detto...

Bellissimo libro, ho finito di leggerlo da poco, bello anche il film che purtroppo hanno pubblicizzato meno di quanto avrebbe meritato.

Ape*strana ha detto...

Forse perchè era in lingua originale e come tale, secondo gli italiani, un film di una noia mortale?

Tommaso ha detto...

Boh, io quando l'ho visto l'ho visto in dvd era doppiato, comunque tutti quelli con cui l'ho visto l'hanno apprezzato, anche quelli con altri gusti in fatto di film. Secondo me hanno voluto puntare solo su flags of our fathers visto che trattava lo stesso avvenimento

Ape*strana ha detto...

Si, è vero la versione dvd è doppiata, e secondo me doppiato il film è molto meno intenso. Il film di eastwood è un filmone, uno dei più bei film di guerra che abbia mai visto. Flags of our father, m'è piaciuto meno, forse perchè sono di parte =) o forse perchè la storia vista dalla parte dei vinti non la fanno in molti. Grazie dei commenti, tu hai un blog? Non riesco a vederlo. Ciao. Silvia