Novembre Tropicalista


Sabato 17 novembre, all'Auditorium di Roma cantava Gal Costa. Sono stata avvolta dalla calda e suadente voce di Gal, mentre quasi tutto il pubblico intonava a memoria la bossa nova di questa splendida interprete brasiliana. Avrei voluto parlare il portoghese per poter cantare con loro. E' stata una serata dolcemente tropicalista. Da Youtube ecco "Wave" di Tom Jobin, da cantare insieme

Vou te contar, os olhos já não podem ver
Coisas que só o coração pode entender
Fundamental é mesmo o amor
É impossível ser feliz sozinho

O resto é mar, e tudo que eu não sei contar
São coisas lindas que eu tenho pra te dar
Vem de mansinho a brisa e me diz
É impossível ser feliz sozinho

Da primeira vez era a cidade Da segunda o cais(?), a eternidade
Agora eu já sei, da onda que se ergueu no mar
E das estrelas que esquecemos de contar
O amor se deixa surpreender
Enquanto a noite vem nos envolver

***L'oro di Araki***

Oggi, per caso sfogliando il giornale mi sono accorta che a Roma c'è la mostra fotografica di uno dei più noti fotografi contemporanei giapponesi : Araki Nobuyoshi.
Si tiene nel palazzo Fontana di Trevi, ingresso di Via Poli, 54.
E' stata organizzata dall'Istituto Nazionale per la Grafica, con il patrocinio dell'Istituto Giapponese di Cultura ed inaugurata ieri 23 novembre da Araki san in persona. Finirà il 24 febbraio 2008. L'ingresso è gratuito.
Sono andata, e nel palazzo che si affaccia su Fontana di Trevi (vale la visita anche solo la sede) mi sono ritrovata di nuovo a Tokyo.
La maggioranza delle foto sono in bianco e nero. Le più belle, oltre quelle della sezione ritratti (piena di attori e celebrità varie), mi sono sembrate quelle della sezione "Tokyo diary", foto scattate a Ginza tra gli anni 50 e 60 e che ritraggono una città in pieno boom economico, popolata da facce che camminano spaesate, come se ancora si muovessero tra le macerie di un paese in guerra. Le ho trovate bellissime.
L'altra grande parte della mostra è dedicata a donne, molte sicuramente più di semplici modelle, ritratte in intimità.
Araki sembra amare molto il bondage e le sue composizioni più erotiche mostrano donne in bellissimi kimono legate e appese su tatami e bicchierini di sake. Moltissime sono le foto che sembrano uscite dai fumetti.
Le donne di Araki, non sempre belle e giovani, sono sempre invece sensuali e naturali, un po'meno le lucertole e i godzilla che le accompagnano.
Completano la mostra una sezione polaroid (di cui è tappezzata una parete)e una sala con un televisore che mostra il fotografo a far foto in giro per la sua Tokyo.

orario: martedì - venerdì 12.00 - 19.00, sabato e domenica 10.00 - 19.00
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Mistero Giappone

E' in edicola un numero speciale di "Limes", rivista di geopolitica di approfondimento. Per la serie quaderni speciali è uscito un numero (che costa 10 euro) che in 200 pagine ci apre a quell'altro mondo che è il Giappone.

Ci sono più di 20 articoli firmati soprattutto da autori giapponesi (tutti tradotti dall'originale), tra cui giornalisti, politici, esperti di relazioni internazionali ma anche fumettisti che affrontano i più diversi temi.

La rivista è divista in tre sezioni: la prima inquadra il Giappone nel nuovo ordine mondiale dopo la fine della guerra fredda e in epoca di globalizzazione, con attenzione alle ferite ancora aperte della seconda guerra mondiale (Okinawa, dispute territoriali con i paesi vicini). La seconda parte è dedicata ad alcuni aspetti culturali e sociologici del sistema giapponese (manga, calligrafia, mafia), la terza infine affronta alcuni possibili scenari di relazioni internazionali, in particolare con la Cina, l'Italia e la Corea.

Gli argomenti sono molto interessanti sia per chi ha solo delle curiosità su questo paese, sia per chi ha degli interessi di tipo accademico.
Non è facile infatti trovare in lingua italiana una tale concentrazione di articoli sul Giappone contemporaneo. "Limes" con questo numero ha il pregio di puntare una lente di ingrandimento su questo strano "pianeta".

Tra i molti articoli, ne segnalo un paio, uno sulla Yakuza, purtroppo troppo breve, l'altro sui brasiliani di origine giapponese o i giapponesi di origine brasiliana che dopo 50-70-90 anni compiono l' agognato viaggio di ritorno in Giappone che i loro nonni o bisnonni hanno sempre sognato di fare. Con un'amara sorpresa però: la terra dei padri partiti in cerca di fortuna non è più la terra dei figli, e i giapponesi di origine brasiliana sono e si sentono stranieri in un Giappone di cui non capiscono ne' la lingua ne' il sistema sociale.
Il tema dell'emigrazione dal Giappone e in Giappone è estremamente interessante per capire un po' di più questa cultura , la considerazione che ha di se stessa e il suo modo tutto particolare di relazionarsi con le altre. Buona lettura.




Neko-chan

Il gatto beneaugurante che porta soldi, fortuna, clienti, amici....

In Giappone i gatti godono di una certa reputazione.
Sotto, nella foto un gatto all'ingresso di un ristorante punta il noren della cucina , foto sopra un banchetto intero dedicato a sua maestà Manekineko, il gatto portafortuna, lungo la Nakamise dori, la via che porta dritta al Tempio Sensojii, il maggiore di Asakusa, dedicato alla divinità buddista Kannon, una tappa obbligata della capitale.
Come miagolano i gatti in giappone? Nia-Nia

Rome Japanese Freemarket- Mercatino Giapponese a Roma

In primo piano un tenugui, da noi chiamasi "canovaccio", sul tavolino magneti vari, ciondoli per telefonini, maneki e maialini salvadanaio, scatole washi, bacchette e cianfrusaglie varie.

Si è svolta il 28 ottobre scorso, la seconda edizione del Mercatino giapponese, in via Assisi 33, zona stazione Tuscolana. E' stato divertente e piuttosto affollato. E' forse la prima volta a Roma che viene organizzato un mercatino di cose nuove e usate provenienti dal Giappone o che si ispirano ad esso.
In realtà esisteva già una giornata simile promossa ogni anno dalla scuola giapponese di Roma, in zona Casetta Mattei, ma non direi si tratti proprio di un mercatino giapponese, piuttosto di un mercato fatto da giapponesi che vendono, soprattutto cibo e materiale vario di provenienza mista.

Il mercatino di via Assisi, ha visto riuniti privati e non, che vendevano soprattutto oggettistica proveniente dal Sollevante. Un vero successo di pubblico. I banchetti distribuiti su due piani, vendevano, tranne alcune eccezioni, tantissime cose giapponesi, cose sfiziose come manga, cibo (che come da tradizione è finito in un batter d'occhio), dvd e libri, noren, geta, hello kitty, magneti, tenugui, strap per telefonini, scatole washi, manekineko. Insomma una vera goduria per chi ama il Giappone nelle sue infinite espressioni.
La manifestazione, durata una domenica di sole, è stata invasa da una folla curiosa e affamata dalla voglia di portarsi a casa un pezzetto di estremo oriente. Direi che il successo è stato tale da spingere gli organizzatori (che gestiscono il negozio Sakurashu) ad un nuovo appuntamento, magari in prossimità delle feste natalizie, forse in uno spazio più grande e diversamente distribuito, così da permettere una migliore agibilità per espositori e visitatori.
Le foto le ho scattate in quella occasione, e sono del banchetto più bello, il mio.
In primo piano, tote bag kittychan, kairo gli scaldini per l'inverno, sali da bagno, libri sul giappone e il giapponese

Nishi Shinjuku Hotel MyStays

Il nishi shijuku htl a Tokyo, la mia stanza è quella al penultimo piano, terza da sinistra.

L'albergo, è il "business hoteru" nel quale ho soggiornato diverse volte, nei miei ultimi soggiorni a Tokyo.
Tokyo offre un' enorme possibilità per dormire: dall'ostello al ryokan, dal "capsule" hotel al 5 stelle lusso. Ce n'è per tutti e per tutte le tasche. Diversamente da quello che si crede, dormire a Tokyo non è caro. Un altro mito da sfatare. Dormire a Roma costa molto di più. Se ci si accontenta si può spendere anche 20 euro a notte. Certo si tratta di sistemazioni spartane, come nei capsule hotel o  di dividere il bagno.
Come illustrato in questo post il prezzo degli alberghi a Tokyo varia in base alla posizione. I quartieri di Shinjuku, Shibuya, Aoyama, Ginza, Marunouchi offrono soluzioni più care perchè più centrali e comode.
Navigando nella rete alla ricerca di una sistemazione a Shinjuku, mi sono imbattuta in questo albergo che secondo me per rapporto qualità prezzo è imbattibile, il migliore provato fino ad ora (sempre in zona ho provato lo Shirakawago hotel e il Kadoya hotel).
Il Nishi Shinjuku Hotel MyStays,  si trova a 5 minuti scarsi da Shinjuku ovest, uscita "central west exit", nel cuore pulsante della metropoli.
Il palazzotto color solito grigio topo che lo ospita,  ha il pregio di avere le finestre che si aprono, e di non essere addossato a nessun altro palazzo (come mi è capitato altrove).
Le stanze sono nella media, cioè terribilmente piccole, ed obbligano a contorsioni se si viaggia con due valigie. A parte questo il letto è comodo, le stanze sono moderne e dotate dei normali comforts: tv, telefono, bagno (piccolo ma completo e soprattutto vero, non del genere unit), bollitore dell'acqua, frigo, phon.
In più il Nishi offre pantofole, yukata, spazzolino e dentifricio, rasoio e pettine. Nella hall c'è un computer a disposizione che costa 100 yen per 10 minuti. La reception è gentile ma il livello d'inglese come nella media in Giappone è scarso.
Nei business hotel si usa pagare quando si arriva e non quando si parte e il prezzo varia a seconda dei giorni, in genere è più alto nei fine settimana. Quanto costa? Varia tra gli 8000 e i 15000 yen a notte la doppia, colazione esclusa.
Inutile sottolineare che siete ad un passo da tutto: "combini", ristoranti, negozi, 1 minuto dalla stazione di Seibu Shinjuku, 5 da Shinjuku ovest e dalla fermata del Limousine Bus per l'aeroporto di Narita. IL Nishi Shinjuku Hotel si trova proprio di fronte ad un parco, così lo chiamano qui un giardinetto circondato da una manciata d'alberi, ma a Tokyo il verde urbano è cosa rara e assai preziosa, che non sto a sottolineare....
Un suggerimento per chi voglia prenotare qui. Per due persone è preferibile prenotare la twin (due letti) anzichè la doppia visto che questa ha il letto ad una piazza e mezzo ed inoltre chiedete sempre una stanza che si affacci sul parco (visto che l'altra parte si affaccia su un cimitero, cosa che a qualcuno può risultare indigesta).
Buon Soggiorno a Tokyo.

Goma dango, bbbbuoni

Goma dango , uno 110 yen

Una gita a Yokohama distante mezz'ora da Tokyo. In teoria un'altra città, in pratica distinguibile da Tokyo solo grazie ai cartelli nelle stazioni.
Yokohama è una città di mare, anche se il mare è sempre un po' ingabbiato. E' un grande porto e possiede la più grande China Town del Giappone.
Se decidete di passarci qualche ora, non mancate di assaggiare nel quartiere cinese i goma dango, pallette di mochi (pasta gommosa di riso) ripiene e ricoperte di sesamo rese croccanti dalla frittura in olio bollente. Squisiti!

Tokyo, Limousine and metro pass: un modo per risparmiare


Limousine bus, Narita-stazione di Shinjuku ovest, on the road in "guanti bianchi"


Di nuovo a Tokyo. Per qualche giorno solamente.

Ogni volta che si arriva in un altro paese, il primo spostamento è uno scoglio da superare. Narita, l'aeroporto intercontinentale di Tokyo è piuttosto lontano dal centro, 60 km circa. Bisogna decidere come arrivare,in quanto tempo e soprattutto quanto spendere.

Tokyo offre più modi per arrivare in centro. La scelta dipende molto dalla destinazione. I mezzi più convenienti e comodi sono il NEX (treno Narita Express) e il Limousine Bus.

Il prezzo del biglietto è simile, circa 20 euro, la percorrenza per il centro la stessa, la scelta è questione di preferenza e praticità.

Dopo undici ore di volo e un jet lag da smaltire, l'idea di cercare la stazione e comprare il biglietto non mi piace.

Il limo-bus invece ha la biglietteria proprio di fronte la riconsegna bagagli (impossibile non vederla) e la fermata di fronte, ma proprio di fronte l'uscita del terminal. Percorrenza media 80 minuti, che spesso sono un'occasione per dormire.

Il limo-bus è sicuramente il mezzo che preferisco per arrivare a Tokyo.

In più da qualche tempo prendere questo autobus arancione conviene di più.

Al prezzo di 3100 yen , quindi con 100 yen in più, si ottiene anche un biglietto giornaliero, valido su tutte le linee del network di "tokyo metro". Il freepass in questione acquistato da solo costerebbe circa 700 yen. Invece acquistandolo in coppia con il biglietto da Narita vi costa solo 100 yen e siete liberi di usarlo quando volete.

Muoversi a Tokyo può essere un bel problema, perciò avere un biglietto giornaliero è sicuramente un modo per evitarne un po'. Bisogna fare un po' di attenzione alle linee che si usano, essendo Tokyo, la città al mondo piena di metro e ferrovie.

La cosa principale da sapere è che a Tokyo le linee ferroviare e metro non sono gestite dalla stessa azienda, e per noi abituati alle municipalizzate può essere complicato da capire.

La Jr, oltre a gestire le ferrovie,a Tokyo possiede la linea Yamanote (quella che circoscrive il cosidetto centro città) e la linea Chuo, ad esempio. Poi esistono le linee della Tokyo metro, poi ci sono linee gestite da altri privati ancora, come la linea Odakyu, la Keio, ecc...

Piuttosto complicato e anche snervante da comprendere. Il mio suggerimento è quello quindi di scegliere DI utilizzare un'azienda o l'altra e acquistare i biglietti giornalieri di conseguenza.

Per chi non ci vuole pensare troppo esiste anche un biglietto giornaliero buono per tutto, che costa circa 1500 yen.

Qui di seguito un link utilissimo per avere una panoramica su tutti i tipi biglietti giornalieri e cumulativi disponibili: www.jnto.go.jp/eng/arrange/attractions/practical/tonai_ticket.html