S a k u r a







Scrivo questo post quando ormai mancano pochi giorni al mio sesto viaggio in Giappone. Sono contenta perchè riscirò a vedere i ciliegi in fiore. Finalmente vivrò in prima persona questo evento stagionale che occupa così tanto il cuore e la mente dei giapponesi. Mai stata in questo periodo. Ho provato il caldo umido dell'estate, ho visto gli splendidi colori dell'autunno, ho assaggiato anche qualche fiocco di neve a gennaio, ma non ho camminato tra nuvole rosa dei ciliegi. Saranno poi così belli? Noi che non abbiamo un animo così delicato usiamo i ciliegi per fare i mobili, mentre le ciliege ce le mangiamo. Il Giappone ha elevato il fiore di ciliegio a simbolo di bellezza e fugacità.

Purtroppo andrò solo per qualche giorno. 
Mejo de niente. Sarà un'occasione per mostrarvi qualche altra curiosità di prima mano. 

 



In Giappone con il Wwoof!

Attenzione: ho scritto un nuovo post sul WWOOF ➡  eccolo


Foto di Neve*
Spero che questo post sia di aiuto a tutti quelli che hanno in animo di andare in questo angolo di mondo.
Perchè diciamocelo, tutti quelli che hanno avuto l'idea di studiare giapponese si sono trovati prima o poi di fronte alla decisione di andare o meno. La prima cosa da decidere è: per quanto tempo? Meno o più di tre mesi? Perchè se è vero che ci metterete pochissimo a capire che il giapponese che insegnano all'università, all'istituto di cultura,.non è la lingua che parlano i locali, ci si impiega un po' di più per orientarsi con la lingua vera.
E' un vero shock rendersi conto che praticamente tutto il mondo usa qualunque forma verbale tranne il MASU così diligentemente imparato .
Certo ci vuole una scuola, direte voi., vero, ci vuole, ma solo per rendersi conto che le scuole spesso sono care, piccole (aule anguste, scarpe dappetutto) piene di cinesi e coreani che anche se non hanno mai studiato il giapponese saranno SEMPRE più bravi di voi a leggere e a capire un testo.
E questo vi assicuro è molto frustrante. Voi sarete lì a sudare su un ideogramma (che più studiate e più dimenticate) e loro saranno lì tranquilli che senza pensarci su un secondo ti spiattelleranno il significato, quello giusto.
E anche se ve la caverete nella conversazione, loro saranno sempre meglio, perchè come sapete, oltre un certo livello bisogna costruirsi vocabolario, cosa che gli orientali (quelli che usano o studiano il sistema ideografico cinese) fanno senza bisogno di dizionario (appunto).
Dopo un po' non ne potrete più, ve lo assicuro. Certo l'alternativa può essere frequentare scuole per occidentali, dove riacquisterete un po' di punti,  ma sono pure quelle che costano di più, ahime!

Visto che non ha mai avuto la fortuna di stare un periodo molto lungo in Giappone, ho aguzzato l'ingegno su come sfruttare al massimo il visto turistico (3 mesi), mica come i tedeschi o gli inglesi che possono stare fino ad un anno (ahi il nostro ministero degli esteri).

Così dopo le classiche esperienze: viaggio studio (che mi è costato un piccolo tesoro), casa di amici di amici (da non ripetere) HO TROVATO. Un giorno girovagando nella rete ho fatto una scoperta, scoperta di cui modestamente vado molto orgogliosa: si chiama Wwoof e non è latrato di un cane lupo, bensì la vacanza-studio-lavoro più divertente che abbia mai fatto.

In breve, il WWOOF è un'organizzazione internazionale di origine inglese, che ha il compito di promuovere la conoscenza e la diffusione dell'agricoltura organica (si dice così?). Esistono sedi in tutto il mondo, e quindi anche in Giappone.
Si tratta di questo: ci si iscrive al wwoof Giappone e si ha diritto ad accedere a un database che raccoglie una serie di aziende agricole, che in cambio di un minimo di lavoro giornaliero (che varia dalle 4 alle 6 ore) vi offre vitto, alloggio e naturalmente l'enorme opportunità di parlare giapponese tutto il giorno, nonchè spesso di conoscere altre persone che sono lì per il vostro stesso motivo, oppure diversamente da voi, perchè vogliono imparare veramente a fare il tofu.

Una gran ficata potete crederci. Una grande esperienza a costo praticamente zero! Certo dovete essere pronti a lavorare e ad adattarvi alla vita delle persone che vi ospitano. Insomma ci vuole lo spirito adatto e anche una certa dose di fortuna per capitare nel posto giusto. Diciamo che se non siete interessati alla coltura del fagiolo rosso evitate di andare in posti dove vi buttano giù dal letto alle 6 del mattino e preferite gli alberghi o i ristoranti (ce ne sono diversi, sparsi per l'intero arcipelago).
Io dopo un inizio catastrofico, di cui magari parlerò,  capitata nel cuore del Giappone a confezionare gigli sotto le grinfie di una non proprio gentile vecchietta, ho cambiato host e ho passato un'estate veramente bella.
Viva il WWoof.

How japanese speak english


Esistono diversi miti sul Giappone.
Un paese che non solo geograficamente è molto lontano, ma culturalmente proprio un altro pianeta. I giapponesi, confesso a volte, anzi spesso, mi sembrano proprio extraterrestri. Le loro città pazze e divertenti. Sinceramente a volte incomprensibili, provo nei confronti dei giapponesi sentimenti contrastanti.
Esistono una serie di luoghi comuni sul Giappone, che è piuttosto facile sfatare.
Una di questi è che i giapponesi parlano tutti inglese. NIENTE DI PIU' FALSO... E chi ha avuto la fortuna di andare si sarà reso conto di questo. Non solo la diffusione dell'inglese è limitatissima (anche tra i giovani, anche se studiano inglese da piccolissimi, anche se hanno decine di insegnanti madrelingua) ma quel poco di inglese che parlano risulta praticamente INCOMPRENSIBILE. Ci sono, ovviamente persone che parlano un ottimo inglese. La maggiorparte delle persone, però, ha un livello insufficiente e un accento terribile. E' talmente proverbiale la difficoltà dei giapponesi con l'inglese, che è stata coniata una parola per l'inglese parlato in Giappone ENGRISH. Una lingua totalmente diversa dall'originale dagli effetti comici. Per darvi un'idea sul rapporto tra i giapponesi e l'inglese guardate questo video (cliccate sul titolo del post). E' un video esilarante... Chi ride viene picchiato.....ahio!!!

Kamakura


Un'ora da Tokyo, Kamakura, capitale per un breve periodo dell'antico Giappone, ha tanti templi quante chiese ci sono a Roma.

Ci sono decine di edifici, shintoisti e buddisti, un'atmosfera rilassata e abbastanza lontana dalla caotica capitale. Vicino c'è il mare. Una bella escursione da fare in giornata. Tra le cose da non perdere c'è il grande buddha, chiamato comunemente DAIBUTSU. Decisamente bello e estremamente fotogenico. In questa foto, scattata a novembre 2006, ho aggiunto un po' di colore....

Daugther - 14th Raindance Film Festival


Non è fantastica?

Japan Culture Lab - Sushi

Istruttivo e divertente, gustatevelo.

Nintendo commercial



Trovo la tv giapponese molto divertente, soprattutto la pubblicità. Gli spot sono molto originali e i jingle un vero spasso. Non mi stancherei mai di guardarli. Questo lo trovo bellissimo anche se un po' inquietante. E' stato girato ad Hong Kong (i bambini sono cinesi) ma è stato prodotto per il mercato giapponese (le insegne, la lavagna in classe ecc..). La canzone è molto bella. Il verso del corvo (che riconoscerete, se siete stati mai a Tokyo)aggiunge una nota da brivido al finale. Imperdibile.



A Roma, c'è il sanpietrino..



Una delle cose che mi piacciono di più di Roma, il sampietrino.
Scomodo per chi porta i tacchi, scivoloso quando piove, ma così bello.

Inviso a molti, dovrebbe essere mantenuto e ripristinato almeno nel centro storico, perchè l'asfalto è così brutto.

I fuochi di artificio di Suwa-ko



Una delle prime cose che mi hanno colpito del Giappone è stato constatare che quasi tutto quello che noi facciamo in un modo, in Giappone si fa in un altro. Il senso di marcia, come si scrive e si legge, come si aprono e chiudono i rubinetti (al contrario, ve lo assicuro!). Non fanno eccezione i fuochi d'artificio, che da noi si fanno una volta ogni tanto e soprattutto d'inverno (almeno a Roma e so' pure brutti) e che invece in Giappone si accendono soprattutto nelle calde notti estive. I fiori di fuoco (bel nome eh?) illuminano le notti estive con i colori e rinfrescano le calde estati giapponesi. Le foto del post sono state scattate al festival estivo di Suwa-ko nella provincia di Nagano. Si tratta di uno degli spettacoli di fuochi più grandi del Giappone, che si tiene tutti gli anni a metà agosto.....I fuochi vengono sparati sulle sponde del lago Suwa, vicino la città di Chino, così che lo spettacolo di luci venga amplificato dallo specchio d'acqua.
Se siete da quelle parti a metà agosto perchè non farci un salto?


Matsumoto, fuori dai soliti circuiti.



Fuori dai soliti circuiti c'è Matsumoto, città che vi consiglio.
Circondata dalle Alpi giapponesi (niente a che vedere con la maestosità delle nostre) si trova al centro dell'isola Honshu, a metà strada tra Tokyo e Osaka, nella provincia di Nagano.
Ospita uno dei castelli più belli di tutto l'arcipelago,nonchè uno dei meglio conservati. Il castello di Matsumoto risale al cinquecento,è un castello in regola perchè ha fortificazioni ed è circondato da fossato in pietra e acqua.
E'aperto al pubblico e vale la pena visitarlo per  la sua architettura e per la vista che si gode dall'ultimo piano.
Oltre il castello, Matsumoto offre un centro storico piuttosto conservato e tranquillo, e una serie di negozi di artigianato.
L'ufficio del turismo mette a disposizione delle biciclette gratuitamente che si possono prendere in tre o quattro punti in città.
Quando vi sarete stancati di pedalare vi consiglio di puntare al fiume, sulla Nawate street (la strada delle rane) per fare uno spuntino con il dolce della città, il 
Taiyaki.  Si tratta di una specie di pankake a forma di pesce e ripieno di anko, una crema dolce di fagioli rossi oppure, se lo preferite nella versione occidentale con dentro una specie di hot dog. Per una cifra irrisoria, ve lo preparano sul momento, è caldo, nutriente  ma soprattutto squisito!


Cliccate qui per visitare il sito della città. 
Se pensate di pernottare a Matsumoto, prendete in considerazione il ryokan Nunoya,  spartano ma con tanto legno e penombra, un ryokan di sicura atmosfera. Costo 5000 yen, la singola senza colazione. Ciao.

Fujisama


Questa è una foto del monte Fuji scattata il novembre scorso ad Hakone, cittadina termale alle pendici del monte e ritoccata con paintbrush.

Il monte Fuji, o come amano chiamarlo i giapponesi l'onorevole Monte Fuji, è la più alta e sacra montagna del Giappone. Se si è fortunati da vederlo in tutta la sua geometrica bellezza capirete il motivo. E' un cono quasi perfetto, e la sua visione rapisce per la sua imponenza e armonia. Il Fujiyama che è un vulcano dormiente (la sua ultima eruzione risale al 1700) , è alto ben 3776 m e la sua sommita è quasi sempre imbiancata da un cappuccio di neve.
Si erge maestoso e come un gigante immobile sembra vegliare sull' intero Giappone.
Purtroppo è molto difficile vederlo. Su 365 giorni in un anno la visibilità del Monte Fuji è di solo 100 giornate. Bisogna essere fortunati. La stagione ideale è l'inverno. Infatti le fredde e limpide mattinate sono il momento ideale per vederlo. In queste condizioni lo si ammira addirittura da Tokyo (e quando capita, ve lo faranno notare). D'estate, invece, il Fujisama, si nasconde come un dio capriccioso, basta un po' di foschia o qualche nuvola e la magia non si avvera. Ma è una magia che vale la pena tentare.

Giappone i colori dell'autunno






Ultimo viaggio in Giappone, novembre 2006. Tempo splendido, cieli alti e limpidi. Eccovi qualche foto di autunno nipponico scattate in giro per l'arcipelago tra Tokyo, il monte Fuji, Kamakura e Kyoto. Una vera esplosione di colori. Se è vero che le città giapponesi non brillano per bellezza (il colore dominante è il grigio topo), le colline, i parchi attorno ai templi, la campagna in generale, sono un tripudio di colori, specialmente in autunno. L'intero Giappone , a partire dal mese di ottobre si accende di tutte le tonalità del rosso, del giallo e del marrone. Uno splendore. Molti sono i giapponesi che in questo periodo dell'anno vanno in pellegrinaggio nei posti famosi per la bellezza dei colori autunnali. Una vera festa per gli occhi che vi suggerirei di non farvi scappare.


Cronaca di un volo Roma-Tokyo in Magnifica


Questa è la cronaca del volo per il Giappone dell'estate 2005. Volo durante il quale ho avuto l'onore di viaggiare in prima classe, nonostante avessi in biglietto di economica. Non avevo con me la digitale, quindi non ho potuto immortalare.
Ore 15.55 il volo az 784 è partito da Roma con 35 minuti di ritardo.
Il mio quarto viaggio in Giappone. Un viaggio deciso e organizzato in appena dieci giorni. Tra una stagione e l'altra Alitalia. Non si dice forse che le cose migliori sono quelle che dell'ultimo momento? Speriamo.
Volo sopra l’Europa centrale, il muro di Berlino è caduto da un bel pezzo, l’est europeo è un oriente che non conosco. Sono ormai sui cieli di Russia e Mosca si avvicina. Non farò scalo, questo è un volo diretto no-stop.  Poco meno di dodici ore e sarò dopo tre anni di nuovo a Tokyo.
Sarà una traversata lunga, ma avrò quello che serve e molto di più per non soffrire troppo. Finalmente viaggio in Magnifica, la prima Alitalia.
Non per merito mio, no, ma di un amico, Fabio, che ha intercesso per me addirittura con il comandante di questo boeing 777 .
Qui adesso che mi ci trovo, saggio e assaggio la Magnifica (e quando me ricapita).
Le addette al check-in del terminal C, personale giapponese Alitalia, non onorano per niente la proverbiale cortesia orientale.
Ma non sono una sorpresa per me e, non si sono smentite nella loro abituale glacialità.
A bordo, le cose vanno molto meglio.
La poltrona è comoda, larga e regolabile, forse questa volta riesco anche a dormire.
Siamo sempre più vicino al Cremlino, abbiamo appena superato Minsk, capitale della Bielorussia. Il volo fino ad ora, appena due ore e mezza è stato buono. Se continua così quasi quasi mi rilasso. Ho già studiato tutte le posizioni della poltrona e del poggiapiedi, ho ispezionato il beauty gentilmente fornitomi, e ho anche capito come funziona lo schermo personale. Devo solo decidere se sentire la musica, vedere un film (ce ne sono più di cinque), un documentario, un cartone animato o sollazzarmi con un gioco.
Con mia grossa delusione (ho gli occhi più grandi della bocca), ho notato che durante la crociera serviranno solo un pranzo e una colazione poco prima di arrivare, spilorci.
Menu del giorno a 10.000 metri, servito su tovaglietta e posate vere : aperitivo e noccioline, pennette con verdure croccanti, cernia con verdure, formaggio e cruditès ed infine un delizioso piattino con dattero, fragola e mandarino cinese riempiti di sorbetto.
Tutto accompagnato da acqua san pellegrino naturale ed etichette dalle quali ho scelto un bianco siciliano, Salgaluna 2004. Diciamo che nun me posso lamenta', servizio discreto. Vedremo poi con la colazione.
Mi fermo qui, forse ho esagerato con il vino, devo approfittarne per dormire, se no quando arrivo sarò uno zombie.
Guarderò un film, ascolterò un po’ di musica e tornerò per la colazione. 


Con la colazione sono stati scarsi, ma non me ne cruccio, perchè abbiamo superato l'interminabile Siberia con le sue paludi e abbiamo piegato sulla penisola di Sakhalin e ora voliamo sul Mar del Giappone, ci siamo quasi, e se sono fortunata vedrò pure la sagoma del monte Fuji.
Finalmente  sono arrivata, la mia estate è cominciata.

Chocolate con Churros


In tempi di attenzioni ipersalutiste e colazioni a base di pochigrassi e grassibuoni io vorrei tanto far colazione con un paio di Churros.
A Roma, una volta era di casa il maritozzo con la panna, bomba divinamente ipercalorica, ma ahimè era tempo fa, quando quasi tutti i bar avevano ancora le vetrine con gli infissi di alluminio.
Oggi pure il bar si è rifatto il look e non ti vende più il maritozzone, oppure la ciambella con il buco che pe' esse bona deve esse piena di zucchero che quando te la magni te lo ritrovi pure su pe' li capelli. No oggi al bar se ce trovi il cornettaccio surgelato cinquemarie sei pure fortunato.
Invece a Madrid no, se ne strafegano della deriva salutista e se  vuoi fai una sacrosanta e ghiottissima colazione in churreria, dove  compri il Churro, versione spagnola della ciambella romana.
Altro che i nostri cornettacci.

Aridatece i maritozzi!( vanno bene pure in versione bottoncino)

Primavera Romana

A Roma non abbiamo i ciliegi in fiore, bensì le ciliege, a primavera come dice una canzone sbocciano le viole, ma io vi faccio vedere queste bellissime margherite fotografate durante una passeggiata in bici sul lungotevere all'altezza di Ponte Testaccio.

Giappone andateci al volo!

Come arrivare in Giappone spendendo il meno possibile? Visto che di compagnie low cost su rotte intercontinentali non ce ne sono,almeno dall'Italia, mi permetto di suggerirvi di pianificare con un certo anticipo. Tranne che in casi molto particolari , il volo diretto non conviene mai. Per risparmiare non si può fare meno dello scalo. Per esperienza raccomando ANA (il loro sito però è bruttarello e poco utile, conviene telefonare) . La Jal e Alitalia volano dirette dall'Italia (leggi sopra), mentre hanno tariffe sempre interessanti la Finnair, la Austrian, la Lufthansa e anche la Swiss.
Queste sono in genere le compagnie che offrono le soluzioni migliori, ma a volte si possono trovare prezzi più bassi volando con
Turkish via Istanbul oppure via Londra (magari con una low cost) e prendendo la Virgin Atlantic.
Insomma bisogna lavorarci. Non suggerisco di affidarsi alle agenzie di viaggio per organizzarsi un viaggio in Giappone, perchè sono una fan del Giappone fai da te, e perchè sono così poche quelle specializzate che basta cercare per trovarle.

Bzzz bzzz o delle prove tecniche

1-2-3 Prova Post, il primo !