Terra sarda

La spiaggia di Scivu - Foto di Neve*
Questo fine settimana,  a Roma c'era l'infamily day", e io sono partita e sono andata al mare.
Anzi sono andata in Sardegna, che per me è sicuramente molto, ma molto di più del mare.


Ci sono andata in aereo, appena 40 minuti di volo. Una sciocchezza. Un braccio di mare di poco più di 300 km separa il continente dall'isola,  ma io sono abituata ad impiegarci di più.
Non amo particolarmente i mezzi veloci per tratte così brevi.


Sono sempre andata in Sardegna in nave, e il viaggio era interminalbile. Cominciava da casa da quando si partiva carichi alla volta di Civitavecchia usando l' Aurelia e guardando sfilare via i borghi marinari, che tanto marinari non sono più,  di  Torreimpietra , Cerenova, Marina di San Nicola, Santa Marinella.


Le dune di Piscinas- Foto di Neve*
Ci abituavamo all'aria di mare, mia sorella ed io, già in macchina sulla consolare romana, i finestrini della 127 gialla targata H68 completamente abbassati, e le teste come i cani fuori dal finestrino.
Si arrivava a Civitavecchia e si aspettava incolonnati e impazienti. 
Ci si imbarcava tardi su quelle città galleggianti, piuttosto malridotte, che una volta erano le navi della Tirrenia.
Poi c'era l'arrembaggio alle poltrone, perchè papà sosteneva ogni volta di non trovare mai una cabina disponibile. In Sardegna noi si andava con il "passaggio ponte". 

Quando finalmente la nave partiva, tardi alle 23.00, era lenta come un elefante zoppo.  La notte passava, bene o male, male se il mare era agitato.
La cosa più bella, ma non arrivava mai era la mattina successiva, quando prima delle sei albeggiava, e tra il vento tagliente si indovinavano i graniti della costa nord orientale sarda.
 
Il sole sorgeva e scaldava l'aria che già forte sapeva di mirto e rosmarino. Volteggiavano gabbiani affamati e l'isola di Tavolara si ingrandiva sempre più.
Guardavo il profilo di questa montagna sprofondata in acqua, il grigio della roccia e il verde della macchia e sapevo che finalmente ero arrivata in Sardegna.

Ecco, per me andare in Sardegna, era anche  o soprattutto questo.  Il viaggio era parte del viaggio e questo viveva soprattutto di sensazioni fisiche.

La Sardegna,  aveva bisogno di preparazione e desiderio. E la notte trascorsa in nave ne fabbricava parecchio.

Primavera sarda- Foto di Neve*
Le foto sono state scattate questo fine settimana sulla costa di Arbus, nel parco geominerario della Sardegna, provincia del Medio Campidano. In ordine la spiaggia di Scivu, le dune di Piscinas, primavera sarda.

2 commenti:

ciami ha detto...

Beata te !
Voglio andarci anch'io ...

kernele ha detto...

sicuramente uno dei posti più belli e magici della sardegna, fuori (grazie a Dio) dal turismo di massa arrogante e cafone.

se non lo ha già visto, le vorrei consigliare un film del regista sardo Gianfranco Cabiddu: Il Figlio Di Bakunin.

narra la storia di Tullio Saba, ma dentro c'è tanta costa verde e le sue miniere.


kernele