Luce e ombra: l'anima giapponese delle cose.

Uno dei libri che consiglio a chi del Giapppone ama il particolarissimo senso estetico, è Libro d'ombra di Tanizaki Junichiro. Tanizaki scrive, all'inizi degli anni 30,un libro che è un vero saggio sulla civiltà giapponese.
Libro d'ombra si presenta come un atto d'accusa contro le sconsiderate ed acritiche adesioni dell'epoca ai canonici estetici e spoetizzanti del mondo moderno occidentale. Tanizaki, esalta la diversità giapponese delle soluzioni estetiche nell'architettura, nelle stoffe, negli utensili, nell'arte in generale, diversità che ha saputo coniugare in maniera armoniosa i bisogni dell'uomo e il mondo della natura, creando un equilibrio totale che vede nell'elogio della penombra il denominatore comune.
Il libro, è una fonte straordinaria per capire la sensibilità orientale, la sua concezione di cosa sia il bello e armonioso.
I giapponesi amano il buio, perchè nella penombra possa rilucere l'incarnato diafano di una donna. Schermano la luce alle finestre con spessi pannelli di carta, perchè la pittura del "tokonoma" possa ingigantirsi e risaltare.
Il mondo giapponese è un mondo fluttuante, dai contorni indefiniti, e in questo mondo l'udito e il tatto sono importanti quanto la vista.

Tanizaki confronta e riflette sulla diverse sensibilità dei mondi orientale e occidentale. Sul perchè i giapponesi non si sentano a loro agio con oggetti lucenti e prediligano alla abbagliante luce po' sguaiata di un rubino, l'opacità di una pietra come la giada. Nella giada, nella sua vitrosità, i giapponesi vedrebbero cristallizzato lo scorrere del tempo e da questo sarebbero rasserenati. Libro d'ombra si rivela indispensabile per tutti coloro che abbiano voglia di avvicinare l'arte e il raffinato gusto del sol levante. Di seguito uno stralcio del libro, sui gabinetti alla giapponese.

"...Sempre, quando, in visita ai monasteri di Kyoto o Nara, chiedo a qualcuno di indicarmi i gabinetti (.....) un senso di riconoscenza profonda mi prende per quel che di unico c'è nell'architettura giapponese(.....) i gabinetti stanno accucciati sotto minuscoli cespi selvosi, da cui viene odore di verde di foglie e di borraccina. E' bello, là, accovacciarsi(....) piacere fisiologico, che solo nel gabinetto alla giapponese, fra lisce pareti di legno dalle sottili venature, guardando l'azzurro del cielo e il verde della vegetazione, si può assaporare fino in fondo. Insisto: sono necessari una lieve penombra, e un silenzio così profondo che sia possibile udire lontano un volo di zanzara. Senza tali requisiti non si ha gabinetto ideale." (.....)

Tratto da "Libro d'ombra" di Junichiro Tanizaki
Edizione Bompiani

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