Kithira, la piccola Australia

Fyri Ammos

Da qualche anno ho scoperto la Grecia.
Confesso che mi sembrava un "argomento troppo spinoso" per essere affrontato, un paese con 6000 isole poneva infinite domande e dubbi sulla scelta della destinazione di viaggio.
Per questo motivo ho scartato la Grecia per anni,  un po' come quando rimandi l'esame più impegnativo perchè non sai da dove iniziare.

Finchè un giorno ho smarcato l'annoso dilemma del dove andare ribaltando la questione: anzichè iniziare dalle isole, ho iniziato dalla terraferma.
E l'ho fatto come si fa con quelle cose che ti piacciono tanto e che perciò il meglio lo lasci per ultimo.
Ho iniziato dal nord, o meglio dal nord est della Grecia, da Salonicco.

Quindi i miei viaggi nella Grecia continentale sono stati nell'ordine: penisola Calcidica due volte, visitate tutta tranne Monte Athos perchè proibito alle donne,  la penisola del Pelion, le Meteore, Ionnina e la zona dello Zagori.
Di questi primi viaggi, o meglio di alcune impressioni, ho scritto qui.
Dopo questi primi viaggi ero pronta per il grande salto, le isole e perciò sono stata a Creta, l'isola più grande, ben due volte. Credo proprio ci sarà anche una terza.

Prologo terminato, vorrei invece raccontare della destinazione di quest'anno, un'isola considerata ionica, ma che ionica non è.  Un'isola appartenente alla regione dell'Attica, amministrata direttamente da Atene, ma che da questa dista ben 325 km e un'ora buona di traghetto, quando questo c'è.

Parlo dell'isola di KYTHIRA, anche chiamata Kythera, Citera, Tsirigo, ma che se la cercate su uno di quegli atlanti anni 80 la trovate sotto il nome veneziano di CERIGO,  poichè come le altre isole in questo pezzetto di mondo, è stata governata della Repubblica di Venezia per circa quattro secoli.
Evidendentemente non è stato un buon rapporto il loro, perchè Kythira non conserva granchè della Serenissima.

Per tornare alla cartina geografica, Kythira è un'isola ionica perchè la trovate ad appena 11 miglia nautiche dalla costa greca, proprio tra lo Ionio e il mar Egeo, nel golfo di Gythion, tra il Peloponneso e Creta.
Una bella posizione defilata ma non troppo, che richiede però dell'impegno per essere raggiunta, surclassata spesso e volentieri da un'altra isola,  Elafonissos, più piccola, più vicina, più sabbiosa, insomma più facile.
Per questo Kythira è meta di un turismo a bassa intensità.

Kythira è un'isola al confine tra due mari che conserva un'aria tutta sua, dove la stagione turistica inizia tardi e finisce presto, grande come Malta, 280 kmq ma con appena 3500 abitanti e una densità abitativa di appena 12 abitanti per kmq. Un'isola deserta dunque. Si direbbe di un posto con più capre che uomini, solo che non ho visto neanche quelle.

Immaginatevi un'isola dalla forma a losanga, come un biscotto, un grosso altipiano poggiato sul mare attraversato da gole scavate da torrenti che sfociano in mare formando cale più o meno sabbiose, più o meno ciottolose.
Immaginatevi un'isola ventosa, un po' come Creta terra di meltemi, spopolata, ma disseminata di contrade,  quattro case quattro, a parte i due centri principali, Potamos a nord con 8 case, e Chora Kythira a sud con 16 case, e con un reticolo molto fitto di strade, molte bianche.

E poi immaginatevi chiese e monasteri, a volte aggrappati alle rocce a strapiombo sul mare, altre isolati in aperta campagna,  spesso solo pievi primitive imbiancate a calce dai campanili appena abbozzati.

Posti alla moda zero, alberghi qualcuno,  case tradizionali ristrutturate con gusto sempre di più, tante taverne tradizionali,  shopping concentrato soprattutto a Chora Kythira, accento australiano ovunque.

Perchè gli abitanti di Kythira sono emigrati in massa nella "big Kythira"  a partire dai primi decenni del 900 e ora con più di 60.000 discendenti rappresentano una delle prime, più numerose e importanti comunità di greci emigrati in Australia.
Una comunità alla terza o quarta generazione che ci tiene alle sue origini, tanto da fondare associazioni,  finanziare progetti di ristrutturazione sull'isola e invaderla pacificamente ogni estate.
E' talmente forte il legame tra big e little Kythira che la bandiera aussie sventola spesso nelle piazze dei borghi isolani, e nessuno considera strano che l'ambasciatore australiano in Grecia venga per qualche giorno ad inaugurare lavori o a presienziare a feste ed eventi.

Spiagge belle molte, alcune attrezzate, altre no. Alcune raggiungibili comodamente altre meno. Spiagge di ciottoli,  di sabbia, miste. Mai affollate, anzi spesso deserte (a luglio!). Acqua chiara come d'ordinanza in Grecia.
Spiagge preferite: Lykidomou beach, Fournoi beach, Chalkos Beach, Limnionas beach, Fyri Ammos beach.
Fatemi sapere le vostre, che ce ne sono più di 30.  Ma preparatevi a percorrere km di strade bianche, vertiginose discese a mare e strade super panoramiche senza guardarail ;)

Borghi del cuore: Mylopotamos e Kato Chora. Un po' più di vita a Kapsali e Agia Pelagia sul mare.
Piacevole passeggiare per Chora Kythira.

Da provare: la fatourada un liquore tipico a base di tsipouro, cannella, chiodi di garofano e bucce di mandarino. Praticamente un vin brulè freddo. Molto buono.
Compratela direttamente nei mercatini  setttimanali itineranti (d'estate la domenica a Potamos e il mercoledì a Livadi). Non più di dieci banchi dove gli abitanti vendono i prodotti dell'orto, il miele, i formaggi, i liquori e le conserve fatti in casa.

Per girare l'isola è indispensabile la macchina, sconsiglio il motorino sia per le distanze che sono notevoli, sia per la strade, alcune con pendenze tali da non essere affrontate agevolmente su due ruote.

Curiosità: la pianta dell'isola in realtà sono due, il timo che tappezza l'intero territorio  con il quale si fa un miele specialità di Kithira e l'elicriso qui chiamato SEMPREVIVA, una pianta perenne dai bei fiori gialli che è diventato il simbolo di quest'isola. Ne troverete a mazzetti in vendita ovunque.
Se poi avete bisogno a Mylopotamos c'è la bella e fornita erboristeria di Sara Scopsi,  erborista italo-scozzese trapantiata qui. Di lei sono riuscita a trovare solo il profilo Fb


Avvertenze e precauzioni: imparate o ripassate l'alfabeto greco che spesso sull'isola le indicazioni, quando ci sono, sono solo in greco.  A Kythira hanno la strana abitudine di mettere i cartelli stradali da una parte sola. Quindi ai bivi se davanti a voi non vedete indicazioni non disperate perchè probabilmente sono dietro ;)
A luglio, ma immagino per tutta l'estate,  milioni di cicale formato elefante, volano da una parte all'altra dell'isola, degli alberi, della macchia mediterranea, e quindi se tenete i finestrini aperti voleranno ANCHE nella vostra di macchina. Io vi ho avvisato, poi fate voi.

Soggiornato a Mitata,  Abramis Rooms.

Traghetto Porfyrousa da Neapolis, prezzo a/r (passaggio ponte + macchina) 140 euro.
👁 Foto instagram.com/nevesottile


Per approfondire
www.visitkythera.gr
Il sito dei kitheriani d'Australia 

Un vicolo di Chora e sullo sfondo l'isolotto di Hydra




Banco fast food



No, qui non si mangia con 5 euro. 

Il locale direttamente sulla Via Ostiense è molto carino ma estremamente piccolo, sacrificato direi. 
Tutto è pensato, fatto  e offerto con cura e  sorrisi. Ingredienti inediti per zuppe diverse e gustose, panini e roll preparati con materie fresche e sul momento, accostamenti gustosi, packaging accattivante, ecologico anche se parecchio in inglese. 

Un locale che se avesse oltre al banco lo spazio per sedersi sarebbe un assoluto successo e ti farebbe dimenticare, forse per un po',  i prezzi.  E invece, il locale in questo non inganna e rimane fedele al nome, Banco appunto e  tutto si risolve in pochi metri quadrati.
Peccato perchè i prezzi sono alti e pagare un seppur gustoso e fresco  bagel 6 euro per un take away è esagerato e  fuori mercato. 

Troppo gastrofighetto.


WWOOF in Giappone: istruzioni per l'uso

Andare in Giappone con il WWOOF?  Direi che è un'ottima idea. 

Che siate spinti dalla voglia di vedere il mondo, di imparare cose nuove, di conoscere gente più o meno strana, di approfittare per impare il giapponese o rinfrescare l'inglese, state per fare una scelta  saggia.

Io l'ho fatto per due volte, la prima nel lontano 2005 e ne parlo qui, e l'ultima nell' estate 2015. 

Le notizie in rete sul Wwoof abbondano e si possono reperire prima di tutto sui siti dei  paesi dove è presente l'organizzazione,  poi nei forum e ultimamente anche nei gruppi Facebook (come questo).

Poche sono però le esperienze di wwoofing in Giappone in lingua italiana.  E perciò, a qualche anno dal primo post sull'argomento,  mi offro volontaria per raccontarvi e darvi le informazioni minime per lanciarvi in questa avventura in base a quella che è stata la mia esperienza nel Sol Levante come wwoofer (tre mesi in tutto per un totale di 5 host visitati).




DA DOVE PARTIRE: L'ISCRIZIONE e LA SCELTA DELL'HOST
Tanto per iniziare e dando per scontato che sappiate cosa sia il WWOOF ( se non lo sapeste vi rimando a questo ottimo articolo di Grennme.it oltre che al sito internazionale), la prima cosa da chiarire per chi decidesse di andare in Giappone, è il motivo per il quale si sceglie il Giappone per fare wwoofing.

L'obiettivo è imparare la lingua o fare un'esperienza di vita, conoscere altre persone, imparare lo stile di vita biologico, viaggiare in economia e visitare il paese?  Sapere cosa cercare è importante perchè gli host sono tanti e diversi:  ci sono posti dove sarete soli e altri dove convivrete con una  moltitudine di wwoofer ( la maggiorparte asiatici e poi molti anglofoni)e  dove la lingua che parlerete sarà l'inglese invece del giapponese.

Sapere cosa cercare in un'esperienza come quella del WWOOF in Giappone è fondamentale per saper scegliere poi il posto giusto,  quali e dove saranno gli host migliori per le vostre esigenze.  

Il costo per un anno di abbonamento al Wwoof è 5500 yen (40 euro circa). L'iscrizione da diritto ad accedere a tutto il database, a scrivere agli host e leggere le recensioni lasciate dai wwoofer sui vari host.  Ci si iscrive a questo link.
Un consiglio. Leggetele le recensioni.  Tante saranno scritte in cinese, moltissime però in inglese. Leggerle vi darà un'idea di massima sul tipo di esperienza che vivrete.  Se trovate molte recensioni negative, beh allora regolatevi, qualcosa vorrà pur dire.  Non è detto però che andrete sul velluto se le recensioni saranno solo positive.  

Questo perchè non tutti quelli che si sono trovati male scrivono, come non tutte le recensioni positive sono da considerare affidabili. Infatti e per esperienza, ho notato come le recensioni scritte dai wwoofer estremo orientali (thailandesi, cinesi, coreani, taiwanesi) siano da prendere con le molle perchè impastate di riconoscenza confuciana e perciò edulcorate :) . 

Ci sono poi gli host con zero recensioni. Non preoccupatevi poichè questo non è da considerarsi automaticamente negativo, può solo significare che l'host è nuovo e per questo non ha ancora ricevuto molti wwoofer. 

Insomma bisogna pesare molto bene le recensioni e soprattutto scegliere in base alle vostre esigenze. 
Il bello di fare WWOOF in Giappone è che potrete andare non solo fattorie o aziende agricole,  ma in negozi, ristoranti, comunità, piccoli alberghi e godrete di un'infinita possibilità di paesaggi e di climi anche in estate. Mare, montagna, collina, estemo nord, estremo sud, isole, tanta tanta campagna e quasi mai città (sebbene alcuni host siano relativamente vicini ai grandi centri).

Di seguito una serie di domande che sono sicura mi fareste se fossimo faccia a faccia. 
Spero vi siano di aiuto e vi prometto presto una prossima puntata. 

1) Una volta pagata la quota di iscrizione è sicuro che poi trovo un wwoofer che voglia ospitarmi?  
Una volta che hai pagato la quota è quasi sicuro che trovierai l'host che ti ospiti. Chiaro non puoi avere la certezza, ma considera che io mi sono organizzata appena un mese prima di partire e quindi mi sono ridotta all'ultimo momento. Una volta che hai effettuato l'iscrizione ti guardi tutti gli host e fai una selezione di quelli che ti interessano di più (in base al luogo e al tipo di lavoro) e a quel punto invii più domande possibili agli host.
 Nel mio soggiorno in Giappone, l' estata scorsa,  sono partita che ero d'accordo solo con il primo host e gli altri li ho contattati  con breve anticipo, volta per volta e direttamente in Giappone. La mia era un'esigenza e capisco che può essere rischiosa, poichè il periodo estivo è il più affollato e non sempre si riescono a trovare host disponibili o se si trovano non corrispondono a ciò che noi cerchiamo. Quindi il mio consiglio è muoversi per tempo. 
Il periodo estivo luglio-settembre è il più richiesto, ma ci sono molti host che ospitano anche più di un wwoofer alla volta e molti wwofer che per varie ragioni cancellano.  Il mio consiglio è di iscriversi il prima possibile,  fare una selezione di quelli che maggiormente  interessano ed inviare simultaneamente a più host la domanda. Quando e se risponderanno (non tutti lo faranno) farai la tua scelta.

2) Quanto tempo si può rimanere loro ospiti? 
 Dipende dagli host, ci sono quelli che permettono solo pochi giorni e altri che invece chiedono soggiorni un mese e più. Lo trovi specificato nella scheda di ciascun host. La maggiorparte dei wwoofer rimangono 2 - 3 settimane, ma nulla vieta, se entrambi sono d'accordo di rimanere anche un mese. Per riportare sempre la mia esperienza,  i miei soggiorni fino ad ora sono stati il primo di  2 settimane, il secondo di dieci giorni e l'ultimo di una settimana. Se poi non ti trovi bene nel posto che hai scelto (perchè può capitare) puoi  andartene il giorno successivo al tuo arrivo (nella mia precedente esperienza, sono andata via dal primo host dopo due giorni)

3) Mentre sei ospite da un host è possibile anche viaggiare e vedere qualche posto lì intorno, magari nei weekend?
Generalmente hai un giorno a settimana libero e puoi spenderlo come meglio credi, quindi anche andando in giro. Fondamentale è però il posto che scegli, perchè alcuni sono veramente isolati. 

4) Mi sai dire più o meno quanto hai speso nel tuo viaggio? Il mio budget è di circa 1500 euro, dici che può bastare per un mese?
Per quanto riguarda il budget un mese 1500 euro come wwoofer bastano e avanzano :) Il vitto e l'alloggio non li paghi, le tue uniche spese saranno gli spostamenti (che possono essere cari), il cibo nei giorni liberi (ma credimi si mangia con veramente poco) e i souvenir da riportare.