Kithira, un'isola greca da scoprire

Spiaggia di Fyri Ammos - foto di Neve*

Da qualche anno ho scoperto la Grecia.
Confesso che mi sembrava un "argomento troppo spinoso" per essere affrontato, un paese con 6000 isole poneva infinite domande e dubbi sulla scelta della destinazione di viaggio.
Per questo motivo ho scartato la Grecia per anni, un po' come quando rimandi l'esame più impegnativo perchè non sai da dove iniziare.

Finchè un giorno ho smarcato l'annoso dilemma del dove andare ribaltando la questione: anzichè iniziare dalle isole, ho iniziato dalla terraferma.
E l'ho fatto come si fa con quelle cose che ti piacciono tanto e che perciò il meglio lo lasci per ultimo.
Ho iniziato dal nord, o meglio dal nord est della Grecia, da Salonicco.

Quindi i miei viaggi nella Grecia continentale sono stati nell'ordine: penisola Calcidica, visitata tutta tranne il Monte Athos perchè proibito alle donne,  la penisola del Pelion, le Meteore, Ionnina e la zona dello Zagori.
Di questi primi viaggi, o meglio di alcune impressioni, ho scritto qui.

Dopo questi primi viaggi ero pronta per il grande salto, le isole, e perciò sono stata a Creta, l'isola più grande e di cui farò un post.

Terminato il doveroso prologo sulla destinazione Grecia, vorrei invece raccontare della destinazione di quest'anno, un'isola considerata ionica, ma che ionica non è.  Un'isola appartenente alla regione dell'Attica, amministrata direttamente da Atene, ma che da questa dista ben 325 km e un'ora buona di traghetto, quando questo c'è.

Parlo dell'isola di KYTHIRA, anche chiamata Kythera, Citera, Tsirigo, ma che se la cercate su uno di quegli atlanti anni 80, la trovate sotto il nome veneziano di CERIGO,  poichè come le altre isole in questo pezzetto di mondo, è stata governata della Repubblica di Venezia per circa quattro secoli.
Evidendentemente non è stato un buon rapporto il loro, perchè Kythira non conserva una grande impronta della Serenissima.

Per tornare alla cartina geografica, Kythira è un'isola ionica perchè la trovate ad appena 11 miglia nautiche dalla costa greca, proprio tra lo Ionio e il mar Egeo, nel golfo di Gythion, tra il Peloponneso e Creta.
Una bella posizione defilata ma non troppo, che richiede però dell'impegno per essere raggiunta, oscurata spesso e volentieri da un'altra isola,  Elafonissos, più piccola, più vicina, più sabbiosa, insomma più facile.
Motivo per il quale Kythira è meta di un turismo a bassa intensità.

Kythira è  isola al confine tra due mari e che conserva un'aria tutta sua, dove la stagione turistica inizia tardi e finisce presto, grande come Malta, 280 kmq ma con appena 3500 abitanti e una densità abitativa di appena 12 abitanti per kmq. Un'isola deserta dunque. Si direbbe di un posto con più capre che uomini, solo che non ho visto neanche quelle.

Immaginatevi un'isola dalla forma a losanga come un biscotto, un grosso altipiano poggiato sul mare attraversato da gole scavate da torrenti che sfociano in mare formando cale più o meno sabbiose, più o meno ciottolose.
Immaginatevi un'isola ventosa, un po' come Creta terra di meltemi, spopolata, ma disseminata di contrade,  quattro case quattro, a parte i due centri principali, Potamos a nord con 8 case, e Chora Kythira a sud con 16 case, e con un reticolo molto fitto di strade, molte bianche.

E poi immaginatevi chiese e monasteri, a volte aggrappati alle rocce a strapiombo sul mare, altre isolati in aperta campagna,  spesso solo pievi primitive imbiancate a calce dai campanili appena abbozzati.

Posti alla moda zero, alberghi qualcuno, case tradizionali ristrutturate con gusto sempre più numerose, tante taverne tradizionali,  shopping concentrato soprattutto a Chora Kythira e infine accento australiano ovunque.

Perchè gli abitanti di Kythira sono emigrati in massa nella "big Kythira"  a partire dai primi decenni del 900 e ora con più di 60.000 discendenti rappresentano una delle prime, più numerose e importanti comunità di greci emigrati in Australia.
Una comunità alla terza o quarta generazione che ci tiene alle sue origini, tanto da fondare associazioni,  finanziare progetti di ristrutturazione sull'isola e invaderla pacificamente ogni estate.
E' talmente forte il legame tra big e little Kythira che la bandiera aussie sventola spesso nelle piazze dei borghi isolani, e nessuno considera strano che l'ambasciatore australiano in Grecia venga per qualche giorno ad inaugurare lavori o a presienziare a feste ed eventi.

Spiagge belle ce ne sono molte, alcune attrezzate, altre no. Alcune raggiungibili comodamente altre meno. Spiagge di ciottoli,  di sabbia, miste. Mai affollate, anzi spesso deserte (a luglio!). Acqua chiara come d'ordinanza in Grecia.
Le mie spiagge preferite: Lykidomou beach, Fournoi beach, Chalkos Beach, Limnionas beach, Fyri Ammos beach.
Fatemi sapere le vostre, che ce ne sono più di 30.  Ma preparatevi a percorrere km di strade bianche, vertiginose discese a mare e strade super panoramiche senza guardarail ;)

Borghi del cuore: Mylopotamos e Kato Chora. Un po' più di vita a Kapsali e Agia Pelagia sul mare.
Piacevole passeggiare per Chora Kythira.

Da provare: la fatourada un liquore tipico a base di tsipouro, cannella, chiodi di garofano e bucce di mandarino. Praticamente un vin brulè freddo. Molto buono.
Compratela direttamente nei mercatini  setttimanali itineranti (d'estate la domenica a Potamos e il mercoledì a Livadi). Non più di dieci banchi dove gli abitanti vendono i prodotti dell'orto, il miele, i formaggi, i liquori e le conserve fatti in casa.

Per girare l'isola è indispensabile la macchina, sconsiglio il motorino sia per le distanze che sono notevoli, sia per la strade, alcune con pendenze tali da non essere affrontate agevolmente su due ruote.

Curiosità: la pianta dell'isola in realtà sono due, il timo che tappezza l'intero territorio  con il quale si fa un miele specialità di Kithira ,e l'elicriso, qui chiamato SEMPREVIVA, una pianta perenne dai bei fiori gialli che è diventato il simbolo di quest'isola. Ne troverete a mazzetti in vendita ovunque.
Se poi avete bisogno a Mylopotamos c'è la bella e fornita erboristeria di Sara Scopsi,  erborista italo-scozzese trapantiata qui. Di lei sono riuscita a trovare solo il profilo Fb


Avvertenze e precauzioni: imparate o ripassate l'alfabeto greco che spesso sull'isola le indicazioni, quando ci sono, sono solo in greco.  A Kythira hanno infatti la strana abitudine di mettere i cartelli stradali da una parte sola. Quindi ai bivi se davanti a voi non vedete indicazioni non disperate perchè probabilmente sono dietro.
A luglio, ma immagino per tutta l'estate,  milioni di cicale formato elefante, volano da una parte all'altra dell'isola, dagli alberi, dalla macchia mediterranea, e quindi se tenete i finestrini aperti voleranno ANCHE nella vostra di macchina. Io vi ho avvisato, poi fate voi.

Soggiornato a Mitata,  Abramis Rooms.

Traghetto Porfyrousa da Neapolis, prezzo a/r (passaggio ponte + macchina) 140 euro.
👁 Foto instagram.com/nevesottile


Per approfondire
www.visitkythera.gr
Il sito dei kitheriani d'Australia 

Un vicolo di Chora e sullo sfondo l'isolotto di Hydra




Banco fast food


foto di Neve*

No, qui non si mangia con 5 euro. 

Il locale direttamente sulla Via Ostiense è molto carino ma estremamente piccolo, sacrificato direi. 
Tutto è pensato, fatto  e offerto con cura e  sorrisi. Ingredienti inediti per zuppe diverse e gustose, panini e roll preparati con materie fresche e sul momento, accostamenti gustosi, packaging accattivante, ecologico anche se parecchio in inglese. 

Un locale che se avesse oltre al banco lo spazio per sedersi sarebbe un assoluto successo e ti farebbe dimenticare, forse per un po',  i prezzi.  E invece, il locale in questo non inganna e rimane fedele al nome, Banco appunto e  tutto si risolve in pochi metri quadrati.
Peccato perchè i prezzi sono alti e pagare un seppur gustoso e fresco  bagel 6 euro per un take away è esagerato e  fuori mercato. 

Troppo gastrofighetto.


WWOOF in Giappone: istruzioni per l'uso


foto di Neve*

Andare in Giappone con il WWOOF?  Direi che è un'ottima idea.  Che siate spinti dalla voglia di vedere il mondo, di imparare cose nuove, di conoscere gente, di approfittare per imparare il giapponese o rinfrescare l'inglese,  sappiate che state per fare una scelta saggia.

Io l'ho fatto per due volte, la prima nel lontano 2005 e ne parlo qui, e l'ultima nell' estate 2015. 

Le notizie in rete sul Wwoof abbondano e si possono reperire prima di tutto sui siti dei paesi dove è presente l'organizzazione,  poi nei forum e ultimamente anche nei gruppi Facebook (come questo).

Poche sono però le esperienze di wwoofing in Giappone in lingua italiana.  E perciò, a qualche anno dal primo post sull'argomento,  mi offro volontaria per raccontarvi e darvi le informazioni minime per lanciarvi in questa avventura in base a quella che è stata la mia esperienza come wwoofer (tre mesi in tutto per un totale di 5 host visitati).



DA DOVE PARTIRE: L'ISCRIZIONE e LA SCELTA DELL'HOST
Tanto per iniziare e dando per scontato che sappiate cosa sia il WWOOF (se non lo sapeste vi rimando a questo ottimo articolo di Grennme.it oltre che al sito internazionale), la prima cosa da chiarire per chi decidesse di andare in Giappone, è il motivo per il quale si sceglie il Giappone per fare wwoofing.

L' obiettivo è imparare la lingua, fare un'esperienza di vita, conoscere persone, imparare a fare il tofu, oppure viaggiare in economia e visitare il paese?  Sapere cosa cercare è importante perchè gli host sono tanti e diversi:  ci sono posti dove sarete soli e altri dove convivrete con una  moltitudine di wwoofer ( la maggiorparte asiatici e poi molti anglofoni) e  dove la lingua che parlerete sarà l'inglese invece del giapponese.

Sapere cosa cercare in un'esperienza come quella del WWOOF in Giappone è fondamentale per saper scegliere poi il posto giusto,  o per lo meno per sbagliare il meno possibile, per capire dove trovare gli host migliori per le vostre esigenze.  

Il costo per un anno di abbonamento al Wwoof è 5500 yen (40 euro circa). 
L'iscrizione da diritto ad accedere a tutto il database, a scrivere agli host e leggere le recensioni lasciate dai wwoofer sui vari host.  Ci si iscrive a questo link.

Un consiglio. LEGGETELE LE RECENSIONI.  Tante saranno scritte in cinese, moltissime però in inglese. Leggerle vi darà un'idea di massima sul tipo di esperienza che vivrete.  Se trovate molte recensioni negative, beh allora regolatevi, qualcosa vorrà pur dire. 
Non è detto però che andrete sul velluto se le recensioni saranno solo positive.  

Questo perchè non tutti quelli che si sono trovati male scrivono, come non tutte le recensioni positive sono da considerare affidabili. Infatti, e per esperienza ho notato come le recensioni scritte dai wwoofer asiatici (thailandesi, cinesi, coreani, taiwanesi) siano da prendere con le molle perchè impastate di riconoscenza confuciana e perciò edulcorate e poco veritiere :) . 

Ci sono poi gli host con zero recensioni. Non preoccupatevi poichè questo non è da considerarsi automaticamente negativo, può solo significare che l'host è nuovo e per questo non ha ancora ricevuto molti wwoofer. 

Insomma  pesate molto bene le recensioni e soprattutto scegliete in base alle vostre esigenze. 
Il bello di fare WWOOF in Giappone è che potrete andare non solo per fattorie o aziende agricole,  ma in negozi, ristoranti, comunità locali, piccoli alberghi. Avrete la possibilità di  godere di un'infinita possibilità di paesaggi e di climi diversi.   Mare, montagna, collina, estemo nord, estremo sud, isole, tanta tanta campagna e quasi mai città (sebbene alcuni host siano relativamente vicini ai grandi centri).

Di seguito una serie di domande che sono sicura mi fareste se fossimo faccia a faccia. 
Spero vi siano di aiuto.


1) Una volta pagata la quota di iscrizione è sicuro che poi trovo un wwoofer che voglia ospitarmi?  

Una volta che pagata la quota è quasi sicuro che troverai l'host che ti ospiti. Chiaro non puoi avere la certezza, ma considera che mi sono organizzata appena un mese prima di partire e quindi mi sono ridotta all'ultimo momento. Una volta che hai effettuato l'iscrizione ti guardi tutti gli host e fai una selezione di quelli che ti interessano di più (in base al luogo e al tipo di lavoro) e a quel punto invii più domande possibili agli host.
Nel mio soggiorno in Giappone  sono partita che ero d'accordo solo con il primo host e gli altri li ho contattati  con breve anticipo, volta per volta e direttamente in Giappone. La mia era un'esigenza e capisco che può essere rischiosa, poichè il periodo estivo è il più affollato e non sempre si riescono a trovare host disponibili o se si trovano non corrispondono a ciò che noi cerchiamo. Quindi il mio consiglio è muoversi per tempo. Con anticipo considerevole.
Il periodo estivo luglio-settembre è il più richiesto, ma ci sono host che ospitano anche più di un wwoofer alla volta e molti wwofer che per varie ragioni cancellano.  Il mio consiglio è di iscriversi il prima possibile,  fare una selezione di quelli che maggiormente  interessano ed inviare simultaneamente a più host la domanda. Quando e se risponderanno (non tutti lo faranno ) farai la tua scelta.

2) Quanto tempo si può rimanere ospiti? 

 Dipende dagli host, ci sono quelli che permettono solo pochi giorni e altri che invece chiedono soggiorni un mese e più. Lo trovi specificato nella scheda di ciascun host. La maggiorparte dei wwoofer rimangono 2 - 3 settimane, ma nulla vieta, se le parti  sono d'accordo di rimanere anche un mese. Per riportare sempre la mia esperienza,  i miei soggiorni fino ad ora sono stati il primo di  2 settimane, il secondo di dieci giorni e l'ultimo di una settimana. Se poi non ti trovi bene nel posto che hai scelto (perchè può capitare) puoi  andartene il giorno successivo al tuo arrivo (nella mia precedente esperienza, sono andata via dal primo host dopo due giorni)

3) Mentre sei ospite da un host è possibile anche viaggiare e vedere qualche posto lì intorno, magari nei weekend?

Generalmente hai un giorno a settimana libero e puoi spenderlo come meglio credi, quindi anche andando in giro. Fondamentale è però il posto che scegli, perchè alcuni sono veramente isolati. 

4) Mi sai dire più o meno quanto hai speso nel tuo viaggio? Il mio budget è di circa 1500 euro, dici che può bastare per un mese?

Per quanto riguarda il budget un mese 1500 euro come wwoofer bastano e avanzano :) Il vitto e l'alloggio non li paghi, le tue uniche spese saranno gli spostamenti (che possono essere cari), il cibo nei giorni liberi (ma credimi si mangia con veramente poco) e i souvenir da riportare. 


  
foto di Neve*







Panang curry di gamberi





Curry stile tailandese alla mia maniera. 
Ingredienti: Gamberi, latte di cocco, cipolle, pasta di curry tailandese tipo rosso, pepe nero macinato fresco, qualche foglia di basilico, zenzero grattato fresco, una noce di burro. 
Mentre il riso basmati o thaibonnet cuoce a parte, io uso una ricecooker,  in una padella o wok sciogliere una noce di burro chiarificato e appassire le cipolle.  Aggiungere poi un cucchiaino di pasta di curry tailandese, un cucchaino abbondante di zenzero fresco grattuggiato  e un barattolo intero di latte di cocco. Lasciare sobollire per qualche minuto.  A questo punto aggiungere i gamberi e lasciare cuocere per circa 10 minuti, il tempo che il curry si asciughi a piacimento. Finire con qualche foglia di basilico e una macinata di pepe fresco. 
Servire il curry  accanto al riso che nel frattempo avrete guarnito se vi piace con sesamo nero.

Il grado di piccantezza di questo curry dipende da quanta pasta di curry tailandese avrete aggiunto al principio. 

Nagoya, Chisun Inn

foto di Neve*

Al ritorno dalla mia seconda esperienza WWOOF nell'estate del 2015 ( se siete interessati la trovate qui) ho avuto modo di  passare meno di ventiquattrore a Nagoya, che prima conoscevo come città  a metà strada tra Tokyo e Osaka.
Ci ho passato un pomeriggio e una notte. Il pomeriggio sono andata fino al tempio di Kannon e ho scoperto una città culturalmente più vicina a Osaka che a Tokyo, una città caciarona, un po' coatta, multietnica e non proprio elegante. 
E' la prima città giapponese che in metropolitana oltre ai soliti annunci in inglese, cinese, coreano, utilizza anche il portoghese, ritengo quindi che ci sia una folta comunità brasiliana o nippo-brasiliana in città  (a proposito di nippo brasiliani, ne ho parlato qui in occasione della recensione de "Le quattro casalinghe di Tokyo")
Ho dormito al Chisun Inn Nagoya, della catena Solare Hotels,  solito business hotel, ma che ha almeno  il pregio di avere un'architettura riconoscibile e di trovarsi a 3 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria.
Stanze singole da 12 mq ma dotate di tutto quello che serve oltre il letto, quindi bagno unit con confort di serie, tv, ciabatte, yukata, condizionatore.
Spazio ridotto al minimo ma almeno stanza con finestra (e non è scontato).
Check in ore 15, check out ore 10.
Prezzo pagato 5600 yen, senza colazione.

Elleniko, tavola calda greca a l' Aventino




Da quando l'ho scoperto non ne posso fare più a meno! 
Elleniko è un locale piccolo e greco, si trova in Viale Aventino, ha pochi tavoli e un menu non particolarmente esteso. Una tavola calda che offre pita con souvlaki, pita con bifteki (la mia preferita), pita vegetariana, qualche antipasto, qualche insalata, birra e vino greco, e poi i dolci. I panini e i piatti sono tutti espressi e vengono preparati al momento. 

A fine pasto suggerisco di chiudere con un galaktoboureko che trovo di-vi-no e che preferisco di gran lunga al baklava. I prezzi dei panini nella media, quindi parliamo di 4 o 5 euro, bibite e piatti leggermente più cari. Personale greco simpatico e gentile. Aperto fino a sera tardi. 
Regolatevi perchè il locale è sempre più affollato, e l'ora di pranzo nei giorni feriali è preda di famelici impiegati Fao. 

Il locale è considerato laboratorio artigiano con vendita (come una pizzera al taglio per intenderci) e pertanto non ha il bagno a disposizione dei clienti. 

Se un appunto devo fare ad Elleniko è sulla pita, il pane. Preferivo di gran lunga quella che usavano fino a pochi mesi fa, di qualità decisamente superiore rispetto a quella che hanno deciso di utilizzare ultimamente.  Per questo il mio giudizio si attesta "solo" su molto buono :)




Ishigaki, Ryokan Le lotus bleu

Un paio di anni fa sono stata alle isole Ryukyu. Una tappa di qualche giorno a Okinawa e poi giù fino a Ishigaki e Taketomi. 
Ho alloggiato in un bel ryokan tradizionale, Le Lotus Bleu a Shiraho.

Se siete arrivati fino a Ishigaki siete sicuramente degli amanti del Giappone. 
Il Lotus Bleu è gestito da una simpatica e disponibile coppia franco-giapponese che ha deciso di trasferirsi nei mari del sud con la propria famiglia. 
La particolarità del Lotus Bleu è che si tratta di una casa tradizionale giapponese (quindi interamente in legno) ma non tipica delle isole di Yaeyama, bensì del centro del Giappone. Infatti la casa, che in realtà era un atelier per kimono, è stata trasportata diversi anni fa dal precedente proprietario dalla terra ferma (si fa per dire) e ricostruita in questa parte di Ishigaki. Il solo soggiorno è un'esperienza che consiglio: i passi sulle assi di legno, il profumo del tatami, la veranda dove rilassarsi a leggere un libro, la tranquillità delle strade vicine. Tutto molto bello. 
La sera potrete anche cenare se lo desiderate. 
Il lotus si trova in località Shiraho a metà strada tra l'aeroporto e la città principale di Ishigaki. Vicino c'è anche una spiaggia, ma non è tra le più belle dell'isola anche se ha la barriera corallina molto vicina
Per poter godere pienamente del posto è indispensabile avere un mezzo proprio, una macchina o uno scooter con il quale andare all''esplorazione di Ishigaki, che offre spiagge fantastiche e paesaggi tropicali. Senza sareste molto sacrificati poichè anche se esiste un servizio di autobus è lento e non arriva dappertutto.

Il sito 

Guesthouse OUKA, super struttura a Takayama


A Takayama il mio consiglio è sicuramente per questa nuovissima struttura a metà tra un ryokan familiare e un ostello. Per tre notti 71 euro, e la prima notte ho avuto la fortuna di avere la stanza solo per me.

Tutti i pro:
- ben posizionata, dalla stazione di Takayama ci arrivate a piedi in meno di dieci minuti, subito dopo il municipio sulla destra;
- wi fi gratuito sia nelle zone comuni che nelle stanze;
- diverse soluzioni , dormitorio con cinque letti e servizi in comune, dormitorio con cinque letti con bagno e doccia privati, stanza familiare privata, stanza singola;
- prezzi a partire da 2900 yen a notte per il dormitorio comune, 3200 yen per il dormitorio con i servizi in camera;
- stanze ampie, nessun senso di claustrofobia, tutti i letti sono dotati di luce personale e spina per ricaricare i propri device; 
- docce complete di sapone, shampoo, balsamo e asciugacapelli;
- cucina attrezzata per la colazione e altri pasti (frigo, microonde, stoviglie, ecc...)
- sala comune al piano terra con tv, divanetti, pc con connessione internet;
- distributori automatici di bibite ai piani;
- lavatrice e asciugatrice ai piani per pochi yen;
- affitto asciugami se non ne avete;
- affitto bici, raccomandate per gironzalare con comodità Takayama;
- reception giovane, disponibile e che parla inglese (sempre senza esagerare eh)
- ambiente internzionale.

Contro:
- mo' ce penso :)

Il sito 

Ochazuke



Continuo con il programma detox. Oggi a pranzo OCHAZUKE, ossia riso bianco e te' verde, i due pilastri della cucina giapponese.
Sostanzialmente si tratta di un piatto nato per non sprecare il riso rimasto, ma anche di un piatto riservato a chi deve rimettersi dopo gli stravizi alimentari.
Oggi  l'ochazuke è  riso bianco bollito condito con i pacchetti già pronti di furikake, ma per farlo in casa questo è quello che serve,
Prendete del riso bianco bollito e conditelo con:

  • alghe nori a listarelle
  • crakers di riso sbriciolati 
  • semi di sesamo 
  • fiocchi di tonno essiccato (katsuoboshi)  
  • sottoaceti giapponesi (ma se non ce li avete va bene lo stesso)
  • salsa di soia 
  • wasabi 
Finite innaffiando abbondantemente la ciotola di riso con té verde caldo ( io ho usato il genmaicha)


Masala Chai | Thirsty For...

Cominciamo l'anno con un robusto chai. No signori, non parliamo di té nero macchiato al latte, ma di una bevanda che sta riscuotendo un discreto successo ultimamente. In Gran Bretagna se ne beve già molto e  nei supermercati si trovano varie miscele di  chai anche in bustina.
Té nero, una miscela di spezie e latte, il chai è una bevanda molto diffusa in tutta l'Asia centrale. Il Masala chai è una ricetta indiana, ma il chai è talmente comune in tutta l'Asia che ogni paese e ogni famiglia possiede la propria ricetta e le variabili sul tema sono pressochè infinite.

Felice 2015!

Yogurt d'autunno

Per un intervallo goloso:

- yogurt greco intero
- due spicchi di mela fuji
- un cucchiaino raso di cannella
- sciroppo d'acero

Sai mantenere un segreto?




Sai mantenere un segreto? Sto organizzando un’evasione dal carcere. Mi serve diciamo un complice. Prima dobbiamo andarcene da questo bar. Poi dall’albergo. Dalla città. E infine dal paese. Ci stai o non ci stai?

I benefici del tè verde

Perchè dovresti bere più tè verde spiegato in una infografica:


Il tè verde :
- è un eccellente fonte di antiossidanti che prevengono la produzione dei radicali liberi responsabili dell'invecchiamento
- contiene catechine con qualità termogeniche che aiutano a bruciare calorie e innalzare il metabolismo
- ha un buon numero di EGCG, le catechine che sembra proteggano dallo sviluppo del cancro
- riduce lo stress e aiuta la concentrazione
- riduce la pressione sanguigna e il livello di colesterolo nel sangue
- protegge i polmoni
- protegge il fegato dai danni dell'alcool
- previene le carie e cura l'alitosi
- reidrata meglio dell'acqua
- aiuta il sistema immunitario contro le malattie
- aiuta a mantenere il calcio nelle ossa

Fonte Jill Samter

Matcha | Thirsty For

Come preparare  una tazza di verdissimo te, il te matcha! Il segreto è nel chawan e se lo usi bene il risultato è il te verde con le bollicine.
Da uno dei canali più ispirati di YouTube --> Thirsthy For
Kampai! 

Autunno, la zuppa di Miso

foto @nevesottile 

Versione autunnale e personale di un classico della cucina giapponese, la zuppa di Miso, rivista e potenziata dall'aggiunta di peperoncino per un sapore più intenso ed un effetto tonificante per queste sere di pioggia.

- Tempo di preparazione 15 minuti -

Ingredienti per 4 persone:
1 litro d'acqua
Una bustina di "dashi"
Alghe "wakame"
Una decina di funghi tipo champignon
Due cucchiai di Miso rosso (Aka miso)
Peperoncino a scaglie

Preparazione:
Sciogli nell'acqua che hai messo su fuoco vivace una busta di dashi (dado composto da una miscela di tonno secco, detto katsuoboshi e alghe kombu).
Aggiungi subito dopo i funghi affettati e un po' di alghe wakame spezzettate. Ti consiglio di non esagerare con le alghe perchè essendo secche poi si reidratano nell'acqua fino a tornare alla loro forma originaria ;)
Lascia cuocere fino a bollore. Solo allora abbassa il fuoco al minimo e aggiungi i due cucchiai di miso . Lascia ancora sobollire per altri 2, 3 minuti, giusto il tempo che la  pasta di miso si sciolga.
Spegni e aggiungi a piacimento il peperoncino a scaglie. PRONTA.


Tutti gli ingredienti necessari per la preparazione della zuppa (miso, alghe wakame, dashi, ) si comprano nei negozi di alimenti etnici o anche in alcuni biologici.
A Roma per esempio al Korean Market,  nei i negozi intorno a piazza Vittorio, da Castroni.