10 giugno 2013

Con il sari rosa



Altro libro liberato, altro libro in viaggio con il Bcid 658-11960628.Lasciato all' interno del nuovo mercato di Testaccio accanto al box nr 15, panchina di Mordi & Vai.

08 giugno 2013

Libri in viaggio



Ho liberato il mio primo libro su una panchina del Big Bambu, quel ciuffo biondo che si innalza scapigliato sulle rive del Tevere al Macro di Testaccio.
L'ho lasciato un pomeriggio di vento, convinta che oltre a spingere le nuvole abbia aiutato il mio libro ad iniziare il suo viaggio.
Così come da regolamento del bookcrossing chi lo incontra  lo riconosce dall'etichetta  BCID: 925-11960687.


01 giugno 2013

La cena

Più riguardo a La cena



Il cambio di prospettiva e la storia strutturata come le portate della cena nel ristorante di lusso dove due coppie della borghesia olandese si ritrovano per affrontare del futuro della rispettiva prole funzionano, ma non bastano a mantenere le promesse della quarta di copertina. "La cena", vorrebbe scandalizzare ma si scioglie come il dessert di Serge a fine serata. Il maitre con il mignolo rimane il personaggio meglio tratteggiato del libro, che ha l'unico pregio di farsi leggere velocemente.

#Libro in viaggio con il codice BCID: 996-11960656

Hermann Koch
  • Brossura 288 Pages
  • ISBN-10: 8865590017
  • ISBN-13: 9788865590010
  • Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 20)
  • Publish date: 2011-01-01

10 febbraio 2013

Bangkok Novotel Ploenchit

Ultimo viaggio a Bangkok Natale 2012.
Bangkok ha una tale offerta di alberghi che nonostante la posizione felice del Novotel Ploenchit a due passi dalla fermata BTS, nel cuore commerciale della metropoli,  in questa struttura  non ci torno. 
Per carità gli Accor Novotel hanno uno standard globale, stessi bagni e stessi letti a Bangkok e Berlino Qui siamo nel regno del tecno design globale. 

No non è questo il punto. L'albergo non mi è piaciuto. 

  • E non è per la colazione che come al solito ha un prezzo esagerato con il quale a Bkk cenano due persone per una settimana,
  •  non è per il wifi che è a pagamento, quando ormai a Bkk il wifi lo trovi anche alle fermate dell'autobus,
  •  e non è per le postazioni internet, 3 di numero per un totale posti letto che supera i 300, 
  •  nemmeno per il bagno inutilmente ampio e per niente funzionale, 
  •  no, è per la reception assolutamente inutile.

Personale ridotto al minimo, che non usa il contatto visivo, sbrigativo e che va nel panico alla prima richiesta fuori standard. Un vero fastidio per il prezzo pagato. E sti cazzi della metro di fronte.

27 gennaio 2013

Ricchi e poveri

More about Ricchi e poveri

Ho appena finito di leggere "Ricchi e poveri" di Nunzia Penelope, libro inchiesta sulla diseguaglianza in Italia, paese ricco abitato da poveri. Numeri e statistiche che misurano ingiustizia diffusa e il disfacimento di un paese. Desolante. Lettura obbligatoria.


29 ottobre 2012

Sakana sushi, non ci siamo

Alla ricerca di nuovi giapponesi e nella speranza di poter andare oltre i soliti che considero i migliori per qualità del pesce (Sushi ko, Doozo, Hasekura, lo stesso seppur industriale Hamasei) ho provato una sera d'autunno Sakana sushi perchè incuriosita dai commenti entusiasti di Trip Advisor. 
Ne sono uscita delusa. Certo siamo un filo sopra la media dei cinesi travestiti ma lontano da ciò che considero la sufficienza. 


Il menu è ricco di piatti, non solo sushi e sashimi ma anche tonkatsu, chirashi, yakitori, ramen, e questo è un plus per tutti coloro che non amano il pesce crudo, anche se ad onor del vero in Giappone la ristorazione (a meno che non si parli di izakaya) è specializzata. 
Ma non basta una discreta selezione di piatti o il sushi man giapponese a fare di un giapponese un giapponese di qualità.

  •  Il sushi che ho preso non mi ha convinto ne' per il taglio ne' per il gusto,
  •  le alghe nori dei maki avevano perso croccantezza, 
  •  la frittura dello yasai tempura era troppo pesante,
  •  i roll li ho trovati esageratamente grandi, ripieni di tutto tranne che di pesce e il pesce che c'è ha lo spessore della carta velina.
  • Il riso è troppo asciutto. 
  • Last but not least il te verde mi è stato servito in teiera da english breakfast, e per di più in bustina. Oltraggio. Per per chi parla di cultura giapponese questo non è proprio un dettaglio.

Salvo solo il servizio, che è stato attento e gentile.   


28 ottobre 2012

Sei Shonagon scriveva: Particolari eleganti e preziosi

Plum Blossoms under snow at night (tsumoru yoru no ume), 1847-1852 via http://bit.ly/UqlkNp 

Indossare su una veste rossa un'ampia e giovanile sopravveste candida. Le uove di anatra. Un dolce di zucchero di vite conservato nel ghiaccio e presentato in una coppa di metallo. Un rosario di cristallo. I fiori di glicine. I fiori di prugno quando su di essi fiocchi la neve. Un bambino graziosissimo che mangi fragole.  

20 ottobre 2012

La questua


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Un pamphlet lucido e chiaro sui meccanismi diabolici che si sono inventati i governi di vari colori per riempire le casse della Chiesa.  Lettura obbligatoria, approfondita e ben documentata che indaga sui veri costi che gravano sui cittadini di uno stato laico per sostenere il potere spirituale.  Una grande inchiesta sulla vera casta di questo paese. Se soffrite di fegato, lasciate perdere. Fa incazzare.




Splitscreen: a Love story






Girato con telefono Nokia, diretto da di JW Griffiths
da Vimeo

Doozo - All'ombra di una magnolia

Più di un ristorante, una libreria, una sala da te, un centro culturale, Doozo è uno spazio multimediale a due passi dal Viminale. All'ombra di una grande magnolia il Giappone si vede, si ascolta, si tocca, si assapora.
Menu non esteso ma di qualità: sushi, sashimi, maki, uramaki, tempura, ramen, udon e i fondamentali della cucina giapponese. Menu essenziale ma il pesce e il riso di Doozo sono tra i migliori mai assaggiati in città. Servizio attento e premuroso, oltre che giapponese.  
Diversi tipi di te verde da sorseggiare. Nella bella stagione si mangia fuori nel cortile, cosa rara al centro di Roma.
Doozo fascino e cucina autentica, prezzo di conseguenza. A pranzo teishouku a prezzo fisso, il pomeriggio sala da tè giapponese. Doozo 



29 luglio 2012

Kalapà, le patate solo qua




Pigneto esterno notte. La movida si concentra qui tra le strade malmesse di questa prima periferia romana tra i fumi e gli odori, con gente colorata che affolla i locali di tendenza. 
Kalapa è un  successo nato da un'idea semplice ed efficace. Fast food greco. Pita con souvlaki, yoghurt con miele e frutta secca, spiedini di formaggio alla griglia, e poi le patate kumpir, ossia le patate ripiene. La scoperta dell'acqua calda. Un locale piccolo, ma sempre strapieno, una vetrinetta con le bibite, un menu dal quale scegliere mentre si fa la fila alla cassa e il tuo nome da dare. Appena la patata è pronta ti chiamano. Pochi minuti. Se nel frattempo sei fortunato ti arrampichi su uno sgabello, se no mangi fuori sul marciapiede come fanno tutti. Poco importa se inverno o estate. Economico come un pezzo di pizza ma più divertente.


sito Kalapa 

Lettere dalla Kirghisia due anni dopo

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Il tempo, diceva una canzone di Battiato, non torna più. 
C'è un paese dove l'hanno capito molto bene, e per questo gli uomini sono al centro di tutto e non perdono tempo a lavorare. Ed è un bel paese questo paese con le sue regole strampalate. Non ho ben capito dove si trova, purtroppo, 'sto paese.  L'ho cercata la Kirghisia ma su wiki non l'ho trovata.

Rashomon e altri racconti

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Rashomon è uno di quei racconti che assomigliano alla luce di un faro. La luce gira e non illumina mai la stessa scena. La verità non esiste, esistono solo punti di vista.  Una rivelazione e una sorpresa. Indimenticabile.

Un mondo che non esiste più: l'Asia di Tiziano

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Un mondo in bianco e nero, un mondo non esiste più.
Immagini, un collage di pensieri, paesi e storie che hanno attraversato la vita  Tiziano Terzani negli anni di collaborazione con lo Spiegel e che lo hanno portato, tra gli anni sessanta e gli ottanta, novello Marco Polo, sulle polverose strade dell'Asia.
Dal Vietnam alle Filippine, passando per la Cambogia, l'universo Cina e l'incomprensibile Giappone. E di ogni capitolo di questo viaggio, quando le parole non bastano o non servono ci sono le foto a rimanere attaccate alla pelle.
Il paziente lavoro di selezione del figlio Folco ripercorre e ricostruisce il sentiero professionale e umano del giornalista scomparso qualche anno fa.
Dopo anni di reportage, di bollettini di guerra, dopo una vita che dall' Olivetti lo aveva portato al delta del Mekong, dopo anni di rivoluzioni , di modernizzazioni forzate, di adesioni al modello occidentale tristemente raccontate (e il Giappone è uno dei paesi meno amati dalla famiglia Terzani), Tiziano è approdato sull'Himalaya dove chissà se ha trovato risposte alle sue domande.

Vogliono farti ammalare!

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Il libro, un atto d'accusa contro l'industria farmaceutica e i suoi agganci con la politica, in alcune parti francamente lascia perplessi. Sindrome da accerchiamento, paranoico, per alcuni versi molto americano, allarmistico e miracolistico,ha il grande pregio di indagare sul rapporto, non sempre trasparente, tra informazione o disinformazione che si fa sulla salute, le politiche delle case farmaceutiche e le scelte dei governi in materia di sanità. Interessante e a tratti inquietante.